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Rimborsi INAIL per i lavoratori disabili

Notizia |time pubblicato il
Rimborsi INAIL per i lavoratori disabili

Le imprese che assumono lavoratori con disabilità e che effettuano interventi strutturali per l’adeguamento delle postazioni di lavoro, possono chiedere il rimborso fino al 60% della retribuzione effettiva corrisposta per un periodo non superiore ad un anno e le spese per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Lo ha indicato l’INAIL nella circolare del 26 Febbraio 2019.

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Destinatari

Gli incentivi INAIL vengono applicati per la conservazione del posto di lavoro a seguito di infortunio o malattia professionale. I datori di lavoro possono chiedere il contributo INAIL anche per le nuove assunzioni di lavoratori disabili con l’obiettivo di attuare una parità di trattamento. Inoltre, vengono compresi anche i lavoratori già disabili, che a seguito di un aggravamento, anche soltanto funzionale, correlato a un precedente evento lesivo, pur in assenza di una nuova valutazione del danno permanente da parte dell’INAIL, abbiano conseguito dal medico competente o dal Servizio di prevenzione della Asl un giudizio di idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni, ovvero di inidoneità temporanea o permanente.

Tipologie di intervento

Gli incentivi sono subordinati alla presentazione di un progetto personalizzato per la realizzazione degli interventi dove viene indicata la mansione da svolgere da parte del lavoratore, la tipologia di contratto, la sua durata, la sede di lavoro e la relativa unità produttiva. Ci sono tre possibilità:

  • Abbattimento delle barriere architettoniche (interventi edilizi, impiantistici e domotici, dispositivi finalizzati a consentire l'accessibilità e la fruibilità degli ambienti di lavoro) per un rimborso fino a 95 mila euro
  • adeguamento e adattamento delle postazioni di lavoro (arredi, ausili e dispositivi tecnologici, informatici o di automazione, compresi i comandi speciali e gli adattamenti di veicoli) per un rimborso fino a 40 mila euro
  • formazione (interventi personalizzati di addestramento all'utilizzo delle postazioni di lavoro e delle attrezzature, di formazione e tutoraggio per lo svolgimento della stessa o di altra mansione) per un rimborso 15 mila euro per la formazione, con un limite del 60% di costi ammissibili

I datori di lavoro potranno richiedere un'anticipazione dell'incentivo pari ad un massimo del 75% e l’importo massimo di spesa complessivamente sostenibile da parte dell’INAIL è pari a 150.000.

Circolare di febbraio

Con la determinazione presidenziale del 19 dicembre 2018, sono state apportate delle modifiche al Regolamento per il reinserimento e l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro.

Nella Circolare di Febbraio l’INAIL fornisce le istruzioni operative per l’applicazione delle modifiche che riguardano:

  1. La riduzione del frazionamento per tipologia di intervento dell’importo complessivo di spesa rimborsabile dall’INAIL al datore di lavoro: Viene confermato il tetto di 150mila euro del contributo a fondo perduto erogabile dall’INAIL per ciascun progetto personalizzato, ma viene eliminato il frazionamento dell’importo complessivo in distinte voci di spesa, lasciando invariato soltanto il limite di 15.000 euro fissato per gli interventi di formazione.
  2. La disciplina dell’iter procedimentale dei casi in cui il datore di lavoro, nel rivolgersi all’Istituto per chiederne il sostegno previsto dal Regolamento, proponga un progetto condiviso con il lavoratore: in altre parole, il datore di lavoro può anche presentare un piano esecutivo a costi superiori rispetto ai tetti massimi di spesa, l’importante è che l’eccedenza sia a suo carico. Inoltre, il datore di lavoro potrà presentare i propri progetti di inserimento condivisi con il lavoratore, ma sarà poi l’équipe multidisciplinare di I livello della Sede competente per domicilio del lavoratore a fare la valutazione.
  3. La disciplina delle fattispecie in cui il datore di lavoro, prima che sia attivato o che sia concluso l’ordinario procedimento per la trattazione dei progetti di reinserimento, per ragioni di necessità e urgenza, abbia realizzato accomodamenti ragionevoli finalizzati a garantire il tempestivo reinserimento della persona con disabilità da lavoro: dunque in caso di lavori eseguiti in regime d’urgenza senza aver chiesto all’INAIL un progetto personalizzato oppure l’approvazione di un progetto, il datore di lavoro potrà richiedere il rimborso retroattivo per gli interventi realizzati a partire dal 1 gennaio 2015.
  4. La semplificazione degli adempimenti posti a carico del datore di lavoro per accedere alle misure di sostegno previste dal Regolamento: qui si prevede che sia sufficiente allegare al piano esecutivo un unico preventivo per ciascun intervento, redatto nel rispetto, ove presenti, di listini e/o tariffari vigenti. La valutazione della congruità dei costi rimane a cura della Direzione regionale o provinciale o della Sede regionale. In quest’ambito vengono modificati i criteri di calcolo del limite massimo di spesa complessivamente rimborsabile per le consulenze tecniche.

Rimborso del 60% della retribuzione

La Legge di Bilancio ha introdotto una nuova misura di sostegno al reinserimento lavorativo: la retribuzione corrisposta dal datore di lavoro alla persona con disabilità da lavoro destinataria di un progetto di reinserimento mirato alla conservazione del posto di lavoro che alla cessazione dello stato di inabilità temporanea assoluta è rimborsata dall’INAIL al datore di lavoro nella misura del 60 per cento di quanto effettivamente corrisposto. Le retribuzioni rimborsabili sono quelle corrisposte dalla data di manifestazione della volontà da parte del datore di lavoro e del lavoratore di attivare il progetto e fino alla realizzazione degli interventi in esso individuati e, comunque, per un periodo non superiore ad un anno.

Le retribuzioni rimborsabili sono soltanto quelle corrisposte per periodi lavorativi successivi al 1° gennaio 2019, data di entrata in vigore della disposizione in esame anche se il rimborso potrà essere riconosciuto anche per i casi in cui la data di manifestazione della volontà di attivare il progetto sia precedente al 1° gennaio 2019 e il progetto stesso sia ancora in corso di realizzazione.

Nessun rimborso della retribuzione può essere riconosciuto per gli interventi che il datore di lavoro abbia realizzato, per ragioni di necessità e urgenza, prima di essersi rivolto all’Istituto ai fini dell’elaborazione del progetto personalizzato o dell’approvazione del progetto da lui stesso proposto, o, almeno di aver comunicato all’Istituto stesso l’intenzione, condivisa con il lavoratore, di procedere alla realizzazione degli interventi indicando il tempo presumibilmente necessario alla realizzazione degli stessi. In assenza di tale comunicazione, infatti, verrebbe meno il presupposto al quale la legge subordina il diritto al rimborso e cioè la manifestazione della volontà di attivare il progetto.

Il primo rimborso è disposto a seguito dell’adozione, da parte della Direzione regionale o Direzione provinciale o Sede regionale, del provvedimento di autorizzazione alla realizzazione degli interventi e ha a oggetto le retribuzioni corrisposte dalla data di decorrenza del diritto al rimborso fino a quella del predetto provvedimento. I successivi rimborsi saranno disposti con cadenza mensile.

Simon Basten

Fonti: Inail, Superabile, Ipsoa