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I problemi dei caregiver: comunicazione con i medici

Notizia |time pubblicato il
I problemi dei caregiver: comunicazione con i medici

Il caregiver svolge un ruolo importantissimo nell’ambito delle cure ai pazienti con malattie croniche. Si occupa degli aspetti pratici come accompagnare all’ospedale il proprio parente o amico, comprare le medicine, informarsi sugli effetti collaterali delle cure, espletare le pratiche burocratiche. Ma non sempre riesce a parlare con i dottori, avere notizie, venire coinvolto nei piani terapeutici.

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Questo è un dato che emerge da un’indagine americana condotta su 703 persone che prestano aiuto ad un parente con almeno una malattie cronica tra diabete, malattie cardiache o polmonari, artrite e depressione.

Dai risultati emerge che questi caregiver dedicano 2,1 ore settimanali ai loro parenti in difficoltà ed il 21,2% li accompagna agli appuntamenti ambulatoriali. Il 47% è preoccupato degli effetti collaterali delle medicine ed il 32% dalle difficoltà nell’affrontare i costi. Il 41% pensa di non avere abbastanza informazioni sulle condizioni mediche del parente assistito per poter essere d’aiuto.

Il dato più preoccupante è che il 45% degli intervistati ha parlato con i medici, ma un terzo di loro ha avuto difficoltà nel farlo. I dottori, per problemi di privacy, mancanza di tempo o perché non si informano se all’interno del nucleo familiare c’è una persona che sta assistendo il paziente, spesso evitano di dare informazioni al caregiver.

Basterebbe che tra le domande di routine fatte al paziente prima di una visita, venga inserita anche una domanda se il paziente desideri che le informazioni vengano condivise con altre persone e/o famigliari.

Non è la prima volta che viene sottolineato il problema della comunicazione nell’ambito della disabilità. Un'altra ricerca aveva sottolineato che maggiori le difficoltà del paziente, peggiore è la qualità dell’accesso al servizio sanitario. Eppure il caregiver svolge un ruolo di importanza fondamentale nella gestione del malato cronico o del disabile, e soprattutto per il bene di quest’ultimo, andrebbe coinvolto molto di più di quanto non si stia facendo.

Simon Basten

Fonti