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Quali possono essere le conseguenze psicologiche dell’epidemia da COVID-19?

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Quali possono essere le conseguenze psicologiche dell’epidemia da COVID-19?

Nel sito internet MedScape è stato pubblicato un articolo che tratta un argomento relativamente poco approfondito in queste settimane: le conseguenze psicologiche che hanno l’epidemia e le modifiche delle abitudini di vita imposte per fronteggiarla. I contenuti sono riferiti alla realtà statunitense, ma sono validi anche per la situazione italiana.

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Innanzitutto l’articolo evidenzia che l’epidemia di COVID-19 comporta un’ampia diffusione di problemi come ansia e stress. Da una parte c’è la paura dell’infezione e delle conseguenze, anche gravi, che essa può avere sulla salute, dall’altra ci sono le preoccupazioni relative al lavoro, alla scuola e ai problemi economici, che riguardano milioni di persone. Come anticipato in un aggiornamento precedente, il cambiamento di abitudini che è stato richiesto ai cittadini è molto drastico. Tutti coloro che avevano una vita cadenzata da orari, appuntamenti e scadenze, si sono dovuti abituare a situazioni completamente diverse, ormai da molte settimane. Non si mette in discussione la necessità di imporre norme che hanno avuto un effetto positivo sulla diffusione dell’infezione da COVID-19, ma non si può ignorare che, per molti, l’ottemperanza di queste norme abbia comportato ripercussioni psicologiche importanti. Le stesse dinamiche familiari, i rapporti fra i coniugi e quelle fra genitori e figli, sono state rivoluzionate da una convivenza assidua che magari non si verificava da anni. Certamente, non si possono paragonare le sollecitazioni alle quali sono sottoposte le persone costrette a casa con quelle di chi, con il proprio lavoro quotidiano, affronta l’epidemia, dagli operatori sanitari alle forze dell’ordine, ma posso esserci problemi difficili da gestire anche fra le quattro mura. Ad aumentare la pressione psicologica sui cittadini c’è la comunicazione diffusa dagli organi di stampa e dai siti. In grandissima parte, si continuano a drammatizzare informazioni già negative e basta vedere la programmazione televisiva per capire che, ai cittadini chiusi in casa, sono offerte pochissime occasioni di svago e molte informazioni preoccupanti. Inoltre, molte comunicazioni sull’epidemia e sulle misure per contrastarla sono contraddittorie. Basti pensare alle date proposte per la tanto attesa “fase 2”, vale a dire per l’attenuazione delle misure di isolamento, che cambiano di giorno in giorno e, in uno stesso giorno, sono diverse a seconda della fonte. Anche questo non aiuta le persone ad affrontare situazioni di vita inimmaginabili fino a poche settimane fa. Nell’articolo di MedScape si segnala che questo scenario è difficile da affrontare per tutti, ma lo è ancora di più per chi ha una particolare fragilità psicologica e si aggiunge che all’epidemia da COVID-19 si potrebbe accompagnare un’epidemia di traumi psicologici. In proposito, si cita una condizione definita Disturbo da Stress Post-Traumatico (in inglese Post Traumatic Stress Disorder: PTSD) che consiste in una forma di disagio mentale che si sviluppa in seguito a esperienze traumatiche. L’isolamento, indispensabile per rallentare e per fermare l’epidemia, può essere all’origine di esperienze personali frustranti, dolorose e stressanti. Nell’articolo si cita l’impegno di alcuni psicologi statunitensi che forniscono supporto ai cittadini che subiscono maggiori sollecitazioni dalle situazioni create dall’epidemia e anche in Italia si legge di forme di assistenza simili che, però, dovrebbero essere potenziate. Si riporta anche l’esperienza di uno specialista che consiglia ai propri assistiti alcune tecniche di rilassamento, utili ad affrontare i momenti più critici.

Che conclusioni si possono trarre da quanto riportato nell’articolo di MedScape? A fronte della giusta priorità data al contrasto dell’epidemia da COVID-19, sarebbe importante non ignorare le ripercussioni che l’epidemia, e la situazione da essa a creata, hanno sulla comunità. Per evitare che una volta finita l’emergenza tante persone si portino dietro conseguenze psicologiche dell’esperienza vissuta in queste settimane, bisognerebbe fornire un supporto psicologico, almeno ai soggetti più fragili. Infine sarebbe auspicabile che, chiunque abbia da comunicare informazioni sull’epidemia da coronavirus e sulle misure imposte per affrontarla, lo facesse in maniera serena e ordinata.     

Tommaso Sacco

Fonte: Is COVID-19 Leading to a Mental Illness Pandemic? - Medscape - Apr 03, 2020.