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Porto di Civitavecchia: parcheggi per disabili, che avventura…

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Porto di Civitavecchia: parcheggi per disabili, che avventura…

Una nota compagnia marittima italiana che organizza crociere in tutto il mondo, da tempo offre alle persone disabili la possibilità di viaggiare con un accompagnatore pagando solo un biglietto. Una grande opportunità che talvolta può creare qualche problema. Come parcheggiare la propria auto negli spazi portuali.

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Una moderna nave da crociera oggi può ospitare fino a 5.000 passeggeri. Di conseguenza, il numero dei passeggeri disabili può essere più elevato rispetto la norma. Ma ciò non è affatto considerato da PortMobility, l’ente che gestisce la mobilità del porto di Civitavecchia. Infatti, una nota posta all’interno del proprio sito (ora rimossa - ndr) spiegava: “All'interno dei nostri parcheggi i posti riservati alle persone disabili non sono prenotabili ma restano disponibili fino ad esaurimento. Per tale ragione siamo impossibilitati a garantire fin d'ora la gratuità degli stessi”.

Ma la situazione rimane immutata: interpellato il responsabile del settore, si apprende che nel parcheggio “Cruise” (quello dedicato alle navi-crociera – ndr) sono disponibili solo sei stalli riservati alle auto delle persone disabili, su circa 300 posti disponibili, come previsto dalla legge. Tuttavia questi non riesce a spiegare perché non sono prenotabili, ovvero perché non sono gratuiti anche in caso di esaurimento degli stessi (si paga circa 83 euro a settimana - ndr).

PortMobility ignora che sia all’aeroporto di Fiumicino sia presso la Stazione Termini è concessa la gratuità della sosta anche fuori degli stalli autorizzati. Insomma, chi possiede il pass disabili non paga mai.

Paga invece solo nei parcheggi del Porto di Civitavecchia, in spazi totalmente scoperti (come nel caso del “Cruise” – ndr) che in caso di pioggia non offrono alcuna protezione. Inoltre, all’interno dei parcheggi non è consentito l’ingresso della navetta di collegamento né prevista l’assistenza alle persone disabili. Così, arrivare fino alla fermata della navetta, spingendo una carrozzina e con tutti i bagagli al seguito, diventa proprio un’avventura.

Patrizia Terrasi