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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: cosa prevede il Recovery Plan per le persone con disabilità e la salute

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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: cosa prevede il Recovery Plan per le persone con disabilità e la salute

È tempo di ripresa. Qualche settimana fa è stato approvato dal governo, e presentato alla Commissione Europea, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) meglio noto come Recovery Plan che presenta una serie di misure strettamente legate alle persone disabili e alla salute. I fondi a disposizione saranno 221,1 miliardi di euro, 30,6 proverranno da risorse interne e 191,5 dall’Unione Europea.

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Gli interventi del PNRR riguarderanno molti ambiti come coesione sociale, digitalizzazione e anche interventi di contrasto al cambiamento climatico. Molte misure, inoltre, riguardano persone con disabilità e l’ambito sanitario. Per la salute sono previsti in totale 15,63 miliardi, 4 andranno all’assistenza domiciliare e la telemedicina, mentre 2 andranno alle case di cura.

È previsto un investimento di 11,17 miliardi per le infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore e dove ritroviamo anche gli investimenti che riguardano la disabilità. Sono previsti 1,45 miliardi nell’ambito dei servizi sociali, disabilità e marginalità sociale; 9,02 miliardi nell’ambito della rigenerazione urbana e housing sociale e 0,70 nello sport e inclusione sociale. Quest’investimento, inoltre, va ad arricchire i percorsi innovativi di autonomia per le persone con disabilità e la Legge quadro per le disabilità. L’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità controllerà che le riforme siano effettivamente inclusive.

Fra queste spicca la Legge quadro della disabilità che risponde ai principi della Convenzione ONU e alla Strategia per i diritti delle persone con disabilità che "semplificherà l’accesso ai servizi, i meccanismi di accertamento della disabilità e potenzierà gli strumenti finalizzati alla definizione del progetto di intervento individualizzato”. Il PNRR prevede anche una serie di misure articolate in sei missioni:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  4. Istruzione e ricerca
  5. Inclusione e coesione
  6. Salute

Già leggendo l’elenco si nota che nello specifico la quinta e la sesta missione sono dedicate alle persone con disabilità, ma la missione 1 nella sua componente 3 riporta l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali da musei, biblioteche e archivi “per promuovere una cultura dell’accessibilità del patrimonio culturale italiano”.

Le missioni 2 e 3 riguardano anche alcuni interventi per la mobilità, il trasporto pubblico e le linee ferroviarie per migliorare l’accessibilità alle infrastrutture e ai servizi per tutti i cittadini. La missione 4 dedicata a istruzione e ricerca prevede una misura specifica per gli studenti con disabilità: ridurre le differenze territoriali esistenti nella scuola secondaria di secondo grado. Nello specifico prevede una personalizzazione dei percorsi per le scuole che hanno ottenuto livelli di prestazione critici, azioni di supporto mirate per dirigenti, tutor e docenti di supporto, mentoring e formazione e l’aumento delle ore di docenza e presenza di esperti in almeno duemila scuole.

La missione 5, come anticipato, è dedicata direttamente alle persone con disabilità e agli occhi di molti può apparire come quella più importante. Prevede un investimento straordinario sulle infrastrutture e servizi sociali, sanitari a livello di comunità e domiciliari per migliorare la vita delle persone con disabilità. Come si legge nel PNRR sono “interventi pensati per favorire la socializzazione, sostenere percorsi di vita indipendente, anche con la ristrutturazione di alloggi che sfruttino le tecnologie innovative per superare le barriere fisiche, sensoriali e cognitive che sono di impedimento allo svolgimento autonomo degli atti della vita quotidiana”.

L’inclusione passa anche attraverso la cultura e lo sport con interventi ad hoc “per restituire alle comunità una identità negli interventi di rigenerazione urbana e sociale previsti”. Altri riguardano le fasce di popolazione che vivono ai margini, il potenziamento dell’edilizia pubblica residenziale, l’housing temporaneo e quello sociale destinato a offrire alloggi a canone ridotto, per esempio, a studenti o famiglie monoreddito. In generale sono interventi tesi a “favorire la socializzazione e sostenere percorsi di vita indipendente” anche attraverso la ristrutturazione di alloggi “per superare le barriere fisiche, sensoriali e cognitive che sono di impedimento allo svolgimento autonomo degli atti della vita quotidiana”.

Questa missione è relativa anche alle persone vulnerabili e alla prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti. Sono misure intese per rafforzare e costruire “servizi sociali territoriali” per prevenire l’istituzionalizzazione e prevedono quattro interventi per “sostenere la capacità genitoriali in supporto a famiglie e bambini in condizioni di vulnerabilità”, per una vita autonoma e per la “deistituzionalizzazione” delle persone anziane non autosufficienti, per rafforzare i servizi sociali a domicilio e i servizi sociali.

Gli interventi per le persone più fragili, inoltre, sono tesi a prevenire l’esclusione sociale e le diseguaglianze, messe in luce durante la pandemia, e vogliono recuperare al massimo l’autonomia delle persone. Nel PNRR viene presentata la già citata Legge Quadro della Disabilità: una serie di riforme della normativa vigente per aumentare e promuovere l’autonomia delle persone con disabilità. Sarà finanziata con la creazione di un nuovo Fondo disabilità e non autosufficienza che ammonta a 800 milioni complessivamente per il triennio 2021-2023.

Trecento milioni, inoltre, saranno utilizzati per riconvertire le RSA in appartamenti autonomi dotati di attrezzature necessarie. La casa diventa il primo luogo di cura e telemedicina con interventi e investimenti ad hoc: 4 miliardi di euro, di cui 2,72 sono legati al numero crescente di pazienti, mentre 0,28 miliardi saranno gestiti per istituire le COT, 602 Centrali Operative Territoriali che coordinano i servizi di emergenza e un miliardo per la telemedicina. Tutte queste misure fanno parte della Missione 6 interamente dedicata alla Salute.

L’assistenza domiciliare a casa viene rafforzata e promossa anche con interventi di tipo sociale per far raggiungere la piena autonomia e indipendenza della persona anziana o disabile riducendo il rischio di ricoveri anche grazie all’introduzione di strumenti di domotica, telemedicina e tele monitoraggio.

L’autonomia delle persone disabili passa anche attraverso percorsi ad hoc con un progetto che coinvolgerà comuni, associazioni coordinate con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le Regioni per migliorare la capacità e l'efficacia dei servizi di assistenza sociale personalizzati, focalizzati sui bisogni specifici delle persone disabili e vulnerabili e delle loro famiglie. Interventi tesi ad aumentare i servizi di assistenza domiciliare e di supporto delle persone con disabilità per consentire loro di raggiungere una maggiore qualità della vita rinnovando gli spazi domestici in base a esigenze specifiche, sviluppando soluzioni domestiche e trovando nuove aree con l’assegnazione di proprietà immobiliari confiscate alle organizzazioni criminali. L’investimento fornirà a persone disabili e vulnerabili dispositivi ICT per sviluppare competenze digitali e garantire loro l'indipendenza economica e la riduzione delle barriere di accesso al mercato del lavoro con soluzioni di smart working.

Un altro capitolo riguarda le persone anziane non autosufficienti, il PNRR introduce una serie di misure dedicate a loro che rafforzano i servizi sociali territoriali e l’assistenza sanitaria. Nella missione 6 è prevista la riforma dei servizi sanitari di prossimità con l’investimento sull’assistenza domiciliare. Due miliardi saranno stanziati per creare 1288 Case della Comunità, punti di assistenza per la popolazione fragile. Un investimento direttamente collegato alla Missione 5 che valorizzava le aree interne.

La Missione 6 riguarda la Salute e prevede misure anche per l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del SSN. Le strutture digitali e tecnologiche preesistenti vengono rinnovate e ammodernate. Viene completato e diffuso il FSE, il Fascicolo Sanitario Elettronico e migliora il sistema dei LEA. Si rinnova anche il patrimonio immobiliare sanitario esistente con un investimento di 1,64 miliardi.

Il governo vuole realizzare tutte queste misure entro il 2026, la fase di attuazione del PNRR avverrà in questo modo:

  • realizzazione di interventi e riforme necessari coinvolgendo Ministeri, regioni ed enti locali,
  • il coordinamento centralizzato per monitorare e controllare l’attuazione del PNRR sarà istituito all’interno del Ministero dell’Economia e delle Finanze in contatto con la Commissione europea,
  • una Cabina di regia per il PNRR è istituita per monitorare e avanzare il piano stesso.

Chiara Laganà

Fonti: Governo, Handylex, Disabili.com