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Il piano Colao, cosa succede per le persone disabili e per le infrastrutture

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Il piano Colao, cosa succede per le persone disabili e per le infrastrutture

È stato presentato a giugno il rapporto Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022, il piano di Vittorio Colao per rilanciare il Paese all’indomani della quarantena imposta per contenere la diffusione del contagio del Covid-19. Nel piano Colao sono contenute alcune misure relative alle persone con disabilità e all’eliminazione delle barriere architettoniche.

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Quella che preannuncia il rapporto Colao è un’Italia più resiliente, reattiva, competitiva, sostenibile ed equa. In quest’ultimo punto, contenuto nelle pagine iniziali del piano, s’inizia a parlare di disabilità. Il Paese sarà più equo se assicurerà “la valorizzazione delle donne, l’equità intergenerazionale e l’inclusione nella società delle persone con disabilità e di tutte le minoranze”.

Un altro degli obiettivi del piano Colao è “assicurare alle persone con disabilità pieno accesso a tutte le attività economiche e sociali” per rispettare i diritti costituzionali, in particolare l’articolo 3, ma anche perché in questo modo si possono usare le capacità di tutti “adeguandole alle necessità di un Paese all’avanguardia e riducendo le attuali disuguaglianze, incompatibili con un futuro solido e prospero per l’Italia”. Per raggiungere questi obiettivi l’Italia dovrà affidarsi a tre assi di rafforzamento: digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde e parità di genere e inclusione.

Uno dei settori a essere stato colpito maggiormente dalla crisi legata al Covid-19 è stato quello turistico, e nel rapporto Colao c’è una sezione dedicata al rilancio del macro-settore Turismo, Arte e Cultura che contribuisce in modo elevato all’economia del Paese. Il punto 47, relativo alla valorizzazione e lo sviluppo dell’offerta turistica italiana, è dedicato agli incentivi tramite finanziamenti a tasso ridotto e crediti fiscali per la riqualificazione delle strutture ricettive, l’ammodernamento e le strutture per persone disabili.

Alcune misure per far ripartire il Paese riguardano l’istruzione, la ricerca e le competenze, fattori chiave per lo sviluppo. Durante le varie fasi della crisi Covid-19 sono state messe in evidenze le lacune del sistema scolastico e formativo del Paese. Il punto 82 del piano Colao, nella sezione dedicata al potenziamento della capacità di inclusione del sistema di istruzione per migliorare equità e diminuire le disuguaglianze in classe, è dedicato all’inclusione degli studenti con disabilità. Vanno rafforzati “i processi e gli strumenti di inclusione degli studenti con disabilità con soluzioni immediate per garantire l’accessibilità delle piattaforme comunicative e i relativi contenuti, i sostegni educativi in presenza, le dotazioni strumentali per le famiglie che ne siano prive”.

La crisi Covid-19 ha messo in crisi la società odierna accrescendo le sue disuguaglianze. La rimozione delle loro cause e delle discriminazioni è presente nell’articolo 3 della Costituzione ed è uno dei punti di ripartenza del Paese. L’Italia post-Covid 19 vuole essere un Paese più inclusivo ed equo e ha stabilito una serie di misure dedicate alle persone fragili e rese ancora più vulnerabili dalle crisi. Nella sezione XXIII se ne parla nello specifico, con misure ad hoc dedicate alle persone con disabilità e non solo. Il punto 91 è dedicato ai “Progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati”, che vanno rafforzati insieme a quelli di vita indipendente sostenuti dal Budget di Salute, per rispondere ai bisogni di cura ed emancipazione delle persone fragili e vulnerabili: anziani, minori e persone con disabilità. Si realizzeranno con investimenti produttivi a livello di salute e sviluppo locale.

Al punto 92 si discute di Servizi territoriali sociosanitari: per il piano Colao vanno recuperati i “Servizi Territoriali per la Salute Mentale e le Dipendenze Patologiche, di sostegno alla resilienza della popolazione e di inclusione sociale di persone con disagio psichico e dipendenze patologiche” con interventi mirati. L’ultimo punto della sezione, il 93, riguarda le politiche del lavoro e le persone con disabilità attraverso “misure ad hoc e azioni di inclusione” fra le quali l’istituzione di un albo nazionale dei tutor per il sostegno al lavoro delle persone con disabilità.

Anche il punto XXIV è dedicato alla disabilità, nello specifico è inteso a promuovere le risorse e le opportunità per i più giovani. Al punto 102 si estende il Servizio Civile orientandolo ad attività e servizi per ridurre il digital divide e fornire assistenza ad anziani e persone con disabilità. In un focus, in cui si cita la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (2006) dell’ONU, ratificata da 181 paesi fra cui l’Italia, la condizione di disabilità viene definita “un prodotto sociale che ha creato barriere ostacoli e discriminazione a tante persone ritenute ‘diverse’, spesso invisibili e dimenticate, con modelli di welfare basati su una approccio protettivo e spesso caritativo”.

L’Italia vuole uscire dalla crisi post-Covid 19 “superando le criticità e migliorando le politiche” senza lasciare indietro nessuno e rispettando i diritti delle persone con disabilità. Per questa ragione le proposte “sono impregnate dai principi di mainstreaming, accessibilità universale, superamento di diseguaglianze e discriminazioni”. Non solo, in tutte le misure del piano Colao “vanno incluse le persone con disabilità che devono beneficiare dei diritti alla salute, all’educazione, al lavoro, alla mobilità, al turismo, al tempo libero, al sostegno alla partecipazione”. Politiche che trasformano il welfare italiano in un “welfare di inclusione”; tutte le proposte contenute nel piano Colao rispettano un “approccio non discriminatorio, tutelato dalle leggi italiane ed internazionali, è alla base di tutte le proposte, per garantire equità, uguaglianza di opportunità e piena cittadinanza”.

Principi di eguaglianza che sono rispecchiati anche nella comunicazione locale e nazionale che deve essere chiara, trasparente, tempestiva, coerente e inclusiva perché deve avvenire in tutti i formati per garantirne l’accesso e la fruibilità a tutte le persone, anche quelle con disabilità.

Chiara Laganà

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri