I permessi della 104 sono conteggiati nella pensione?

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I permessi della 104 sono conteggiati nella pensione?

Una domanda che spesso viene posta da disabili e caregiver al momento dei calcoli per la propria pensione è se i permessi della 104 rientrano nel conteggio oppure no? La risposta è si.

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Ai lavoratori dipendenti con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/92 e ai lavoratori dipendenti che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave, vengono concessi, in presenza di determinate condizioni, permessi e periodi di congedo straordinario retribuiti. Fino all’approvazione della Legge 8 marzo 2000, n 53, questi permessi non erano coperti da contributi figurativi.

I contributi figurativi non sono versati né dal datore di lavoro né dal lavoratore, ma sono accreditati sul conto assicurativo dei lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti (AGO) direttamente dall’Inps. I contributi figurativi servono per il raggiungimento del diritto alla pensione e sono riconosciuti d’ufficio quando, per esempio, il lavoratore fruisce della disoccupazione indennizzata, dell’indennità di mobilità, della cassa integrazione e nei contratti di solidarietà. In questi casi la contribuzione non può essere rifiutata da parte del lavoratore.

Anche i permessi della Legge 104 sono coperti da contributi figurativi e dunque rientrano nei conteggi per il calcolo della pensione. In questo caso però, il lavoratore può anche scegliere anche di non usufruirne, visto che a volte possono abbassare la retribuzione pensionabile.

Per chi assiste le persone con handicap grave, i contributi figurativi sono riconosciuti nei casi di prolungamento di congedo parentale, permessi giornalieri retribuiti concessi alla madre o al padre in alternativa al prolungamento dell’astensione facoltativa, permessi retribuiti per i familiari, ed il congedo straordinario fino a due anni per i genitori, il coniuge, o i fratelli e le sorelle di portatori di handicap.

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