Perché le pensioni d’invalidità sono escluse dal calcolo ISEE ma incluse per il reddito di cittadinanza?

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Perché le pensioni d’invalidità sono escluse dal calcolo ISEE ma incluse per il reddito di cittadinanza?

E’ stato affermato più volte che non si possono includere le prestazioni assistenziali nel calcolo dell’ISEE. Ma nel calcolo per il reddito di cittadinanza invece si. Perché? E perché molte famiglie a gennaio 2022 hanno visto una grossa riduzione o addirittura l’eliminazione del reddito di cittadinanza?

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Il calcolo del reddito familiare nel Reddito di Cittadinanza

L’Inps calcola la rata mensile del Reddito di cittadinanza tenendo conto del “Reddito familiare”, a sua volta determinato sulla base di quanto presente in ISEE come somma dei redditi e dei trattamenti esenti (non assoggettati ad Irpef), percepiti da tutti i componenti del nucleo familiare. Gli importi considerati sono quelli relativi ai due anni antecedenti a quello di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).  Pertanto, per l’anno 2022, in linea generale, si considerano i redditi e i trattamenti di tutti i componenti del nucleo percepiti nel 2020.

Tra i trattamenti assistenziali rilevanti rientrano, ad esempio, gli assegni al nucleo familiare/assegni familiari, gli assegni familiari dei comuni ai nuclei numerosi, l’assegno sociale/pensione sociale, la carta acquisti ecc. Non sono incluse le prestazioni che vengono erogate a prescindere del reddito proprio o familiare (come l’accompagno).

Lo scopo di questo punto è di evitare il doppio trattamento assistenziale. Possono essere cumulabili, ma non interamente.

Il Problema

La ragione per cui molte persone si sono viste decurtate o addirittura annullate il reddito di cittadinanza a gennaio è perché nel 2020 ci sono state:

  • maggiorazioni dell’assegno sociale;
  • maggiorazione dell’aumento della pensione sociale;
  • maggiorazione sociale;
  • importo aggiuntivo previsto per le pensioni integrate al trattamento minimo.

Pertanto, dalla mensilità di gennaio 2022, ci sono state variazioni dell’importo del reddito di cittadinanza mensile perché sono cambiate le soglie. Dunque, la mensilità del reddito di cittadinanza in alcuni casi è cambiata rispetto a quanto percepito in precedenza e nelle situazioni in cui sono superate le soglie previste dalla norma, il beneficio è decaduto del tutto.

La FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, ha denunciato questa situazione. “Quanto sta accadendo”, dichiara Vincenzo Falabella, presidente della FISH, “è una situazione inaccettabile, rispetto alla quale dobbiamo ancora una volta registrare che si dà (meno) da una parte, per togliere (di più) dall’altra. Per questo intendiamo richiedere un intervento legislativo urgente, ovvero una proposta emendativa da inserire all’interno di un Decreto Legge di prossima emanazione, che modifichi i parametri utili alla concessione del Reddito di cittadinanza, alla luce dell’aumento delle pensioni di invalidità stabilito dalla Corte Costituzionale. Già nel 2019, del resto, al tempo dell’approvazione della Legge sullo stesso Reddito di cittadinanza, avevamo sottolineato con forza, seppure inascoltati, l’iniquità di conteggiare le pensioni di invalidità nel cumulo del reddito familiare, creando situazioni che allora come oggi danneggiano pesantemente tante famiglie con disabilità”.

In altre parole, secondo Handy Lex, va emendata la legge per correggere i parametri di calcolo delle pensioni di invalidità nel reddito familiare per la concessione del reddito di cittadinanza, tenendo conto dell’aumento delle pensioni.

Nota Inps

Alcune persone con disabilità hanno riferito che per febbraio si è tornati alla “normalità”. Ma l’Inps in una nota ha fatto sapere che “per il mese di febbraio le rate del Reddito di cittadinanza sono state determinate, per problemi tecnici, solo per una platea parziale con l’applicazione dell’art. 2, comma 6, del decreto-legge 4/2019. Si procederà quindi al ricalcolo delle rate nel più breve tempo possibile”.

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