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Patient Engagement: La necessità di coinvolgere i pazienti nei processi di cura

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Patient Engagement: La necessità di coinvolgere i pazienti nei processi di cura

I pazienti poco coinvolti nel processo di cura rischiano dieci volte di più di incorrere in ricadute e/o aggravamenti rispetto ai pazienti con coinvolgimento alto. Questo è uno dei dati presentati alla Prima Conferenza di Consenso per il Patient Engagement in ambito clinico-assistenziale per le malattie croniche, promossa dall’Università Cattolica in collaborazione con la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia e sotto la supervisione metodologica dell’Istituto Superiore di Sanità, tenutasi a Milano il 13 Giugno scorso.

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Al progetto hanno partecipato oltre 100 esperti, espressione di 20 tra società medico-scientifiche e associazioni professionali in ambito sanitario, 16 aziende sanitarie e 15 associazioni di pazienti/volontari. Una rete multidisciplinare e multi-stakeholder per la prima volta allo stesso tavolo con il comune obiettivo di definire raccomandazioni condivise per la promozione del “Patient Engagement” e la responsabilizzazione di tutti gli attori in gioco nel percorso assistenziale.

Che cos’è il patient engagement

Tradotto letteralmente dall’inglese, patient engagement vuol dire coinvolgimento del paziente, e inserito nel contesto sanitario indica il coinvolgimento attivo del paziente in tutto ciò che riguarda il suo percorso di cura.

L’obiettivo del patient engagement è quello di favorire una maggiore autonomia e proattività della persona nella gestione del proprio stile di vita, della propria salute e cura nell’ambito della sua relazione con il sistema sanitario. Perché una persona più coinvolta è

  • più attenta nei processi preventivi, consapevole dei rischi per la propria salute e dunque capace di cambiare il suo stile di vita;
  • un ambasciatore del suo stile di vita verso le persone più vicine
  • in grado di capire i primi segnali di una malattia e quindi mettersi in contatto con il proprio medico.

Conferenza di consenso

L’obiettivo della Conferenza è definire delle raccomandazioni per la creazione di un sistema in cui si possa promuovere il concetto di engagement della persona con malattia cronica in sanità.

“Definire raccomandazioni condivise”, precisa Guendalina Graffigna, coordinatrice della Conferenza di Consenso e docente all’Università Cattolica, “è un passo fondamentale per far passare il Patient Engagement da un ‘buon proposito’ ad una ‘prassi reale’ in sanità”.

Le raccomandazioni degli esperti per promuovere il patient engagement sono:

  1. L’Engagement è un concetto ombrello. Parlare di Engagement significa avere in mente un concetto sovraordinato e inclusivo rispetto ad altri termini d’uso nel linguaggio sanitario, come per esempio aderenza del paziente.
  2. L’Engagement non è solo un “fatto” della persona con patologia cronica. Parlare di Engagement significa assumere una visione sistemica e multi-attore del percorso sanitario della persona con patologia cronica implicando anche un cambiamento organizzativo.
  3. L’Engagement è un processo complesso. Promuovere l’Engagement della persona è un processo complesso e soggettivo ed è necessaria una personalizzazione degli interventi per la sua promozione.
  4. La valutazione dell’Engagement costituisce la conditio sine qua non per la sua promozione. Appare fondamentale dotarsi di strumenti di valutazione dell’Engagement degli attori del sistema di cura e assistenza al fine di personalizzare gli interventi di promozione e misurarne l’efficacia.
  5. Un professionista sanitario “engaged” promuove l’Engagement. E’ necessario sensibilizzare e formare i professionisti sanitari e il team di cura.
  6. La famiglia e la rete informale della persona con patologia cronica costituiscono l’ossatura del sistema di promozione dell’Engagement.
  7. Le Associazioni di persone con patologie croniche, famigliari e volontari giocano un ruolo cruciale nella promozione dell’Engagement.
  8. La realizzazione dell’Engagement in sanità è funzione di una sensibilizzazione sociale sul suo valore
  9. Le nuove tecnologie costituiscono un fattore abilitante fondamentale dell’Engagement della persona con malattia cronica ma non sostituiscono la relazione terapeutico-assistenziale.
  10. E’ necessaria una certificazione e regolamentazione delle tecnologie per la promozione dell’Engagement.

Simon Basten

Fonti: Regione Lombardia, Favo, Quotidiano Sanità