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Osservatorio disabilità, i dati statistici su accertamento invalidità, handicap e collocamento mirato

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Osservatorio disabilità, i dati statistici su accertamento invalidità, handicap e collocamento mirato

L’Osservatorio disabilità, istituito dalla Legge n°18 del 3 marzo 2009, ha pubblicato i dati statistici relativi al 2013 e al 2014 riguardo ai percorsi di accertamento delle condizioni di invalidità, handicap (previste dalla Legge 104/1992) e disabilità con collocamento mirato (Legge 68/1999).

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Le domande di accertamento della condizione di disabilità presentate dagli stessi cittadini sono aumentate dal 2013 al 2014. Nel 2013 sono state 1.350.021 (1.278.945 presentate per via telematica), registrando un aumento del 9,3% rispetto al 2012 (1.235.057 domande). Le richieste di prestazioni, invece, sono state 2.252.040 nel 2013, in aumento dell’8,9% rispetto al 2012, e sono prevalentemente richieste di invalidità civile e riconoscimento dello stato di handicap. I dati sono aumentati ancora nel 2014: le domande inviate all’INPS sono state 1.456.665; un aumento del 7,9% anche per quanto riguarda le erogazioni economiche, incrementate del 7,2% (435.040, rispetto a 405.748).

Il trend delle domande è stato seguito da quello delle visite mediche per accertare lo stato di invalidità: nel 37,3 per cento dei casi (40,7 nel 2012) sono state effettuate all’ASL con il medico INPS in sede. Nel 2014, le visite sono aumentate raggiungendo quota 1.790.426 e quelle con il medico sono state del 40,56%. Nel 2013 le visite sono aumentate perché è stato prediletto l’invio telematico, aumento registrato anche nel 2014. Nel 2013 le ASL hanno raccolto ben 2.111.150 verbali, alle ASL spetta la validazione (la conferma delle informazioni contenute nei verbali) o la definizione (la revisione dei dati): i definiti nel 2013 sono stati 554.669 (di cui definiti agli atti 405.749, su visita 144.900), mentre i validati sono stati 1.416.701, per un totale di 1.967.350. Dati in aumento nel 2014: 1.446.094 i validati, 536.724 i definiti per un totale di 1.982.798.

Ai numeri dei verbali, poi, va aggiunta l’attività della Commissione Medica Superiore che si occupa di “validare” in modo definitivo i verbali e di fare in modo che i comportamenti siano omogenei su tutto il territorio. All’INPS spettano le visite di verifica: l’Istituto fa le opportune verifiche su chi ha già richiesto le prestazioni di invalidità e ne ha effettuate, nel triennio 2013-2015, 150mila.

Seguendo il piano di verifiche straordinario del 2013, i verbali sono stati 156.729, di cui 41.826 (il 27%) le conferme, aumentati nel 2014, anno in cui sono state richieste 203.709 visite con 170.598 verbali, sono state riviste 43.745 prestazioni, cioè il 26% del totale.

L’INPS si avvale anche della collaborazione di medici esterni convenzionati, aumentati dal 2009 a oggi. I medici dell’Istituto si occupano di attività esistenziale e previdenziale e per occuparsi di verifiche medico-legali è stato chiesto l’intervento di personale esterno. Nel 2013 ha avuto bisogno di 998 professionisti esterni spendendo 40.229.729 euro. Nel biennio 2014-2015 il fabbisogno è stato quantificato in 1.191 medici per una spesa rimasta invariata. A cambiare è stato l’ammontare delle ore di lavoro da 20 a 25 alla settimana per un costo che è passato da 38,76 a 25,84 euro. Sono stati convenzionati solo 969 medici (dei 1.191 richiesti) per un costo di 35.641.947 euro. Le visite effettuate dal personale esterno sono state 62.176 per ragioni pensionistiche, 4.344 di accertamento, definendo 956.659 verbali di invalidità civile in verifica ordinaria e 166.926 in verifica straordinaria. L’Istituto ha inoltre stabilito una revisione contrattuale con i professionisti esterni.

Grazie al decreto n° 147 del 12 novembre 2015 del presidente della Repubblica, è partita una nuova selezione di 900 medici per rispondere alle richieste di attività di medicina legale, stimando a 2.103 il numero di professionisti che rispondono al fabbisogno complessivo per svolgere sull’intero territorio nazionale le attività richieste per accertare l’invalidità civile e per realizzare un Polo unico di medicina fiscale.

A preoccupare, nonostante i numeri positivi, sono i tempi di attesa: il termine massimo di 120 giorni non è quasi mai rispettato. I cittadini devono aspettare 292 giorni per l’accertamento dell’invalidità civile, 341 per la cecità e 410 per la sordità. Queste attese hanno effetti sia sui cittadini che sulle tasche dell’Istituto di previdenza e dello Stato: sul prolungamento dell’attesa gravano gli interessi passivi. Seppure in calo - secondo i dati della Corte dei Conti sono passati da 64 milioni nel 2013 a 48,1 nel 2014 - costituiscono il 60 per cento del totale degli interessi passivi sulle prestazioni di invalidità civile. Sembra un po’ strano che al dilatare dei tempi di diagnosi corrisponda un abbassamento degli interessi passivi, la risposta, invece, è in un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha abbassato il tasso ufficiale degli interessi legali dal 2,5 all’1 per cento. Nonostante l’abbassamento, l’ammontare degli interessi non è proporzionalmente diminuito.

Fra i dati mancano quelli relativi al costo e alle risorse utilizzate dalle ASL durante le fasi di accertamento, dati sul diritto allo studio e sulle attività delle Unità di valutazione multidimensionale.

Chiara Laganà

Fonte: Osservatorio Disabilità