La Ministra Stefani risponde a tre quesiti

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La Ministra Stefani risponde a tre quesiti

Durante un recente question time in parlamento, Erika Stefani, Ministra per le Disabilità, ha risposto a tre quesiti posti dai deputati sulla ripartizione delle risorse finanziarie a favore delle persone con disabilità, sull’’importo dell’assegno mensile per l’assistenza degli invalidi civili parziali, e sul diritto all’accessibilità dei prodotti e servizi informatici.

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Elementi e iniziative in merito alla ripartizione delle risorse finanziarie a favore delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle persone con disturbi dello spettro autistico

Il primo quesito lo pone il deputato Paolo Siani. La Ministra risponde che “sul riparto delle risorse destinate all’autismo, insieme al Ministro della Salute abbiamo voluto la modifica normativa relativa alla gestione del fondo autismo e lo abbiamo fatto con l’articolo 14-bis del decreto-legge n. 24 del 2022, grazie anche alla collaborazione degli onorevoli parlamentari. Tale misura, oltre ad avere modificato le percentuali di riparto dello stanziamento di 50 milioni, ha anche previsto una modifica dell’iter di attuazione, prevedendo uno strumento più snello, che è quello del decreto interministeriale. L’iter di adozione dei decreti necessari alla ripartizione delle risorse è, quindi, in fase di conclusione. Proprio lo scorso 21 giugno si è svolta una riunione di confronto con il Ministero della Salute, dove eravamo seduti io e il sottosegretario Sileri, che ringrazio, per concordare le migliori modalità di riparto, in relazione alle finalità specifiche prescritte dalla norma e tenendo conto della necessità di un rafforzamento delle capacità dei servizi regionali”.

Inoltre “a ulteriore dimostrazione dell’impegno – già anticipo -, posso annunciare che abbiamo deciso di utilizzare le risorse del Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità con una dotazione di 50 milioni per il 2022 e di 50 milioni per il 2023, proprio per finanziare interventi diretti a favorire iniziative dedicate alle persone con disturbi dello spettro autistico e tutto ciò sotto il profilo socio-assistenziale, non solo sanitario. Le risorse saranno destinate alle regioni per finanziare interventi e progetti aggiuntivi rispetto alla programmazione regionale, attuati da soggetti pubblici o privati. Questo decreto di riparto sarà sottoposto alla prossima seduta della Conferenza unificata, che è stata convocata per il 6 luglio. Colgo poi l’occasione – speriamo di averne il tempo – per aggiornare sullo stato del riparto degli altri fondi. Per quanto riguarda, in particolare, ad esempio, le risorse destinate agli interventi per l’offerta turistica delle persone con disabilità, con il Ministro Garavaglia abbiamo adottato il decreto di riparto, il 15 aprile scorso, destinando le risorse alla certificazione delle strutture ricettive che si adegueranno agli standard qualitativi europei di accessibilità. I decreti di riparto dei 200 milioni, destinati a regioni e comuni per gli assistenti alla comunicazione, sono in fase di finalizzazione e saranno sottoposti alla Conferenza Stato-città e alla Conferenza unificata le prossime sedute, già previste e convocate sempre per il 6 luglio. Infine, mi preme anche evidenziare e ricordare che, con l’ultimo decreto-legge del Governo, abbiamo stanziato, proprio utilizzando un fondo presso l’ufficio per le disabilità, 136 milioni di euro per incrementare e adeguare gli importi dell’assegno unico. Questo è destinato per i nuclei familiari con persone con disabilità”.

Iniziative per incrementare l’importo dell’assegno mensile per l’assistenza degli invalidi civili parziali, nel quadro di interventi di politica sociale

L’Onorevole Massimiliano De Toma chiede alla Ministra se ci sono novità per quanto riguarda l’incremento della pensione di invalidità per quelle persone che non hanno il 100% di disabilità.

La Ministra ricorda “che sulle pensioni e sull’eventuale cumulo – lo faccio per inciso – c’è stata una modifica normativa nel “decreto Fiscale” n. 146 del 2021, fortemente voluta anche da noi, grazie alla quale il Governo è riuscito a superare un problema interpretativo sull’assegno delle persone con invalidità parziale, consentendo l’erogazione anche a coloro che prestano attività lavorativa con reddito inferiore ai limiti previsti dalla legge.

Quanto, invece, alla questione relativa all’incremento delle pensioni di invalidità o all’adeguamento delle stesse, ricordo che, durante l’esame della legge di bilancio, avevo anche condiviso e sostenuto gli emendamenti che proponevano un incremento delle pensioni di invalidità parziale dal 79 al 99 per cento.  Come è noto, la sentenza n. 152 del 2020 della Corte Costituzionale ha disposto il cosiddetto “incremento al milione” per gli importi percepiti dagli invalidi civili totali, dai ciechi assoluti e dai sordi. Tuttavia, tali incrementi non riguardano coloro che, pur non essendo invalidi al 100 per cento, sono in condizioni svantaggiate. Pertanto, per fare fronte a questa situazione, mi sono attivata insieme al Ministro del Lavoro, inserendo nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza 2022, tra i disegni di legge collegati al bilancio, una delega legislativa volta al riordino e all’incremento delle pensioni di invalidità proprio di questo range. Della questione avevamo anche interessato l’INPS, che ha convenuto sulla necessità di procedere anche a una sistemazione. Ciò si inserisce, ovviamente, in un contesto di maggiore attenzione da parte del Governo alle politiche in favore delle persone con disabilità, un impegno che penso sia stato dimostrato, che è riscontrabile non solo in un crescente impiego di risorse, ma anche in tutte le iniziative che abbiamo adottato”.

Iniziative volte a dare piena attuazione al diritto all’accessibilità dei prodotti e servizi informatici e chiarimenti in merito ai tempi di pubblicazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva europea in materia

L’ultimo quesito è stato posto dal deputato Antonio Palmieri. “Il quesito posto mi consente anche di comunicare, anche con un po’ di soddisfazione, che il decreto di recepimento della direttiva 2019/882, cosiddetta Accessibility Act, è in fase di pubblicazione. Lo schema di decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, in seconda lettura, il 26 maggio scorso, in recepimento anche dell’ottimo lavoro svolto dalle Commissioni parlamentari, che ancora ringrazio, e risulta che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale venerdì prossimo, avendo già ricevuto la firma del Presidente della Repubblica e il visto del Guardasigilli” ha risposto la Ministra.

Inoltre, “l’articolo 29 del decreto-legge n. 76 del 2020 ha determinato una modifica della cosiddetta “legge Stanca”, la legge n. 4 del 2004, estendendo l’ambito di applicazione della norma ai soggetti privati che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili, con un fatturato medio, negli ultimi tre anni di attività, superiore a 500 milioni di euro. Allo stesso modo, è stato previsto anche per tali soggetti il divieto di stipula, a pena di nullità, di contratti per la realizzazione e la modifica di siti web o applicazioni mobili quando non è previsto che detti siti e applicazioni rispettino i requisiti di accessibilità stabiliti dalle linee guida. Per i soggetti privati il termine di adeguamento alle linee guida sull’accessibilità dei loro siti web o applicazioni mobili era già stato prorogato al 28 giugno 2022, consci della necessità di consentire ai soggetti privati di disporre degli strumenti tecnici necessari. Con l’articolo 25 del testo definitivo del decreto legislativo di recepimento della direttiva n. 882 è stata modificata la “legge Stanca”, spostando il termine di operatività dell’articolo 4 per i soggetti privati al 5 novembre 2022, cioè a 6 mesi dall’emanazione delle linee guida già pubblicate dall’AgID il 5 maggio 2022. In tal modo si è accolta la condizione parlamentare di rinviare la normativa entro 6 mesi dall’emanazione delle linee guida, fissando una data certa, proprio in considerazione del fatto che, nelle more, AgID ha emanato le suddette linee guida, e si concede alle aziende un margine di tempo per assicurare le implementazioni tecniche e procedurali. È, comunque, un atto veramente molto importante perché quelli che saranno i nuovi strumenti tecnologici che noi abbiamo dovranno garantire proprio l’accessibilità a tutti”.

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