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Maggiore è la disabilità, più difficile è l’accesso al servizio sanitario

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Maggiore è la disabilità, più difficile è l’accesso al servizio sanitario

Due recenti pubblicazioni internazionali hanno sottolineato che le persone con disabilità hanno un peggiore accesso al servizio sanitario e una minore qualità dello stesso, rispetto ai normodotati. Il peggioramento dei servizi è proporzionato al grado di disabilità: più problematica è la disabilità, peggiore è il servizio.

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Il primo articolo, pubblicato sul prestigioso British Medical Journal (Rivista Medica Britannica), ha analizzato le differenze nella qualità dell’accesso al servizio sanitario in Gran Bretagna tra persone con disabilità e normodotati studiando un campione di 12.840 persone, di cui 5.236 con disabilità.

In questo articolo viene sottolineato che le persone con disabilità, a differenza dei normodotati, incontrano una serie di ostacoli all’accesso al servizio sanitario: difficoltà nell’arrivare alla struttura ospedaliera o medica, scarsa preparazione del personale medico nel saper gestire problematiche legate alla disabilità, barriere architettoniche all’interno delle strutture ma anche barriere che impediscono l’uso di macchinari sanitari. Le donne con disabilità hanno inoltre più possibilità di incontrare difficoltà nell’accedere al servizio sanitario rispetto agli uomini. Questo lo avevamo visto anche in Italia. Sia gli intervistati con disabilità che quelli normodotati si sono lamentati delle lunghe liste d’attesa. Almeno su questo punto c’è la par condicio. L’aspetto più allarmante della ricerca è il fatto che peggiore è la disabilità, più difficile è l’accesso al servizio sanitario.

Il secondo studio, pubblicato su un rivista medica americana (Annals of Family Medicine), si basa su un’indagine effettuata in Ohio su un campione di 43mila adulti e 10mila bambini con o senza disabilità dello sviluppo. Le conclusioni sono simili alla ricerca britannica. Il tempo trascorso da un medico con adulti con problemi dello sviluppo è minore rispetto al tempo messo a disposizione della persona senza disabilità. Inoltre, l’83% delle persone anziane si è lamentato di non capire bene cosa dice il medico. Le più grandi disparità sono state registrate nelle categorie di anziani e bambini con problemi di sviluppo. Dunque anche qui, maggiori le difficoltà del paziente, peggiore è la qualità dell’accesso al servizio sanitario.

“La qualità della vita della persone con disabilità è cambiata molto negli ultimi cento anni”, ha detto Susan Havercamp, una degli autori di quest’ultima ricerca, “ma la formazione del personale medico è rimasta uguale”.

Simon Basten

Fonti