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Legge di stabilità 2014, cosa cambia per le persone disabili

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Legge di stabilità 2014, cosa cambia per le persone disabili

La legge di Stabilità per il 2014 è stata approvata il 27 dicembre del 2013. Le disposizioni principali per quel che riguarda la spesa pubblica hanno delle ripercussioni per i disabili. Vediamo cosa cambia per le persone disabili dopo l’approvazione della norma.

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Cosa cambia per i fondi sociali? Il finanziamento per il Fondo per la non autosufficienza, nato nel 2006 con l’obiettivo di fornire assistenza a persone con gravi disabilità e ad anziani non autosufficienti, nel 2013 era stato di 275 milioni di euro. Secondo la legge di Stabilità nel fondo vengono stanziati 75 milioni di euro in più che andranno, come si legge nella norma, per gli “interventi di assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette dalla sclerosi laterale amiotrofica”.  I 350 milioni verranno poi ripartiti fra le venti regioni con diversi importi.

Il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, nato nel 1997, per garantire risorse aggiuntive a livello locale per supporto ad anziani, disabili, infanzia e persone in difficoltà, perde qualche milione rispetto al 2013: nel 2014 verranno stanziati 317 milioni contro i 338 dell’anno scorso e saranno ripartiti fra le regioni.

Nella legge di stabilità si parla anche di spesa fiscale, l’obiettivo è razionalizzare le voci che ne fanno parte. Nel testo approvato a fine dicembre vengono indicati alcuni oneri che il contribuente può detrarre:  mutui, spese sanitarie, spese per acquisto di ausili, spese per acquisto, addestramento e cure veterinarie del cane guida, spese per il funerale e donazioni. Restano fuori dalla lista le spese di assistenza nei casi di grave e permanente invalidità. Le spese devono essere inoltre razionalizzate, cioè deve diminuire la spesa detraibile o applicare la detrazione ponendo limiti di reddito. Nel testo di legge è scritto che la razionalizzazione deve tenere conto dell’esigenza di tutelare le persone disabili, invalidi o non autosufficienti. Il termine ultimo per presentare queste “razionalizzazioni” è il 31 gennaio 2014, oltre questo limite la detrazione scenderà di percentuale.

La legge di Stabilità ha cambiato la norma stabilita dalla precedente riforma Fornero per quel che riguarda i permessi, congedi e le pensioni anticipate. La riforma Fornero aveva stabilito che nel 2020 il limite sarà per tutti di 66 anni e 11 mesi e aveva introdotto per chi aveva iniziato a lavorare in giovane età la pensione anticipata. Quest’ultima viene concessa a chi ha versato 42 anni e un mese (se uomo) o 41 anni e un mese (se donna). Non esiste un’età minima per richiederla, ma chi lo fa prima dei 62 incorre in una penalizzazione. Il conteggio nella legge Fornero era relativo ai giorni di lavoro effettivo senza tenere conto di assenze dovute a leva, malattia, maternità e infortunio. Non venivano contemplate le assenze per permessi dovuti all’assistenza di familiari disabili.
La legge di Stabilità depenalizza le assenze degli stessi disabili o fatte per assistere familiari disabili.

La legge di Stabilità modifica anche il Fondo per il servizio civile, al quale vengono destinati 105,2 milioni di euro. Nel 2014, inoltre, verranno stanziati 400 milioni per il 5 per mille. Nel comma 276 della legge viene stabilito un sostegno in favore dell’Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti (ANPVI), vengono ampliati i servizi culturali per non vedenti e ipovedenti nell’Italia del Sud e viene donato un contributo di 800mila euro alla Biblioteca italiana per ciechi.  All’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) vanno, invece, 6.331.245 euro. Il caso dell’UICI è particolare, l’unione, negli ultimi anni, ha visto il suo contributo diminuire per ragioni legali, ma i fondi previsti dalla legge di Stabilità sono superiori rispetto al passato.

Chiara Laganà

Fonte: Handylex

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