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Legge 104 e trasferimento del lavoratore

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Legge 104 e trasferimento del lavoratore

Il lavoratore con la 104 non può essere trasferito in un’altra sede di un’azienda senza il proprio consenso, e ha comunque il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al domicilio del disabile che assiste. Queste sono due importanti precisazioni prese ultimamente dalla giurisprudenza Italiana.

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Partiamo da un concetto base: il lavoratore che in base alla Legge 104 assiste un familiare disabile non può essere trasferito ad un’altra sede senza il suo consenso, neanche all’interno dello stesso comune. Le esigenze assistenziali prevalgono sempre su quelle aziendali a meno che: a) non leda in maniera consistente le esigenze economiche, produttive ed organizzative dell’azienda, a cui spetta però l’onore della prova; b) c’è un’incompatibilità ambientale del dipendente oppure c) c’è un rischio di perdere il proprio lavoro. Se l’azienda motiva il trasferimento con una necessità organizzativa, allora ha bisogno del consenso del lavoratore. Questo è quanto dice l’art. 3, secondo comma, Cost., dell’art. 26 della Carta di Nizza e della Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti dei disabili, ratificata con legge n. 18 del 2009, in funzione della tutela della persona disabile.

In una recente sentenza della Cassazione (n. 23857/17), è stato stabilito che il dipendente con la 104 ha il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina al luogo di residenza del familiare disabile e questa può essere esercitata in qualsiasi momento, alla firma del contratto, o anche dopo. La scelta spetta anche se il lavoratore non convive con la persona che ha necessità assistenziali ed anche se il disabili vive insieme ad un’altra persona.

Inoltre, in un'altra sentenza recente della Cassazione (25379/16), il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare che assiste non si configuri come grave.

Speriamo che queste sentenze pongano fine all’interpretazione errata di concetti fondamentalmente semplici.

Simon Basten

Fonte: La Legge per tutti, Avvocato Sabrina Cestari, Studio Cataldi