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L’assistenza al disabile va garantita. Sempre

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L’assistenza al disabile va garantita. Sempre

La mancanza di risorse finanziare non può essere una scusante per non prestare assistenza ad una persona con disabilità. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato in una sentenza del 2 gennaio 2020.

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Il caso

Una coppia veneta aveva chiesto l’inserimento della figlia disabile in un centro diurno ma l’azienda sanitaria aveva rigettato la domanda per mancanza di fondi e disponibilità di posti, e aveva messo il minore in una lista d’attesa. La Asl si è giustificata sottolineando che l’azienda deve essere “tenuta a garantire i livelli essenziali di assistenza socio sanitaria nel rispetto dei vincoli di bilancio assegnati annualmente dalla Regione e dalla Conferenza dei Sindaci”. I genitori avevano fatto ricorso al Tar ma la sentenza gli era stata contraria. Il Tar nel giustificare l’azione della Asl ha affermato che il diritto alla salute deve essere bilanciato e contemperato con altri beni di rilevanza costituzionale (come, nel presente caso, l’equilibrio del bilancio pubblico e, in particolare, del bilancio regionale).

In conclusione, se non ci sono i fondi, non si può garantire l’assistenza ai disabili.

Consiglio di Stato

I genitori del bambino si sono allora rivolti al Consiglio di Stato che ha invece dato torto alla Asl e al Tar.

La sentenza si basa su un principio estremamente semplice: “Il mancato inserimento nel Centro Diurno, laddove ne sia stata valutata la necessità terapeutica e assistenziale per la totale disabilità accertata, è contrario a tutte le norme nazionali e internazionali, invocate dai ricorrenti, che pongono tra i valori essenziali da tutelare nel nostro ordinamento la salute e dignità delle persone disabili”.

Inoltre, “è stato anche rilevato dalla giurisprudenza come le norme a tutela dei disabili, in un quadro costituzionale che impone alle Istituzioni di favorire lo sviluppo della personalità, risultano essenziali al sostegno delle famiglie ed alla sicurezza e benessere della società nel suo complesso, poiché evitano la segregazione, la solitudine, l'isolamento, nonché i costi che ne derivano, in termini umani ed economici, potenzialmente insostenibili per le famiglie; inoltre, l'inserimento e l'integrazione sociale rivestono fondamentale importanza per la società nel suo complesso perché rendono possibili il recupero e la socializzazione”.

Non solo. Il principio dell’equilibrio di bilancio in materia sanitaria non può “essere invocato in astratto, ma debba essere dimostrato concretamente come impeditivo, nel singolo caso, all’erogazione delle prestazioni e, comunque, nel caso in cui la disabilità dovesse comportare esigenze terapeutiche indifferibili, il nucleo essenziale del diritto alla salute deve essere salvaguardato”.

L’assistenza al disabile va garantita. Sempre.

Simon Basten

Fonti: Giustizia Amministrativa, Redattore Sociale, Quotidiano Sanità