MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

L’alcool favorisce la creatività dei musicisti rock? E’ un falso mito

Notizia

PUBBLICATO

L’alcool favorisce la creatività dei musicisti rock? E’ un falso mito

I risultati di una ricerca pubblicata, di recente, contraddicono un falso mito riguardante l’abuso di alcool. Analizzando materiali vari e documenti relativi alla vita e alla carriera di Jim Morrison, cantante e compositore del complesso dei Doors, due psichiatri hanno concluso che non sono stati l’abuso di alcool e di droghe a farne uno dei più grandi musicisti pop dei suoi tempi, ma piuttosto tali eccessi hanno danneggiato la sua creatività artistica.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Da sempre si attribuisce all’abuso di alcool e di droghe la creatività di alcuni artisti, primi fra tutti i musicisti pop e rock, quasi considerando “positivi” certi eccessi e ipotizzando che, senza questi eccessi, una certa produzione musicale non sarebbe stata possibile. E’ difficile però conciliare le conoscenze sui danni che l’alcool e le droghe provocano al sistema nervoso e le gravi patologie neurologiche e psichiatriche che ne possono derivare con questi presunti effetti positivi.

Due esperti hanno preso ad esempio Jim Morrison come stella della musica pop osannato da generazioni di appassionati,ed hanno analizzato tutti i documenti e le testimonianze che potessero rivelare l’andamento della creatività musicale nel corso della sua carriera. L’analisi dei testi delle sue composizioni e i dettagli della bibliografia hanno rivelato che egli cercava di compensare con la creatività gravi eventi traumatici e profonde crisi di depressione, che si alternavano nella sua vita alla comparsa di impulsi incontrollati. Talento, abilità e motivazioni mostrate nell’attività creativa non dipendevano dall’abuso di alcool e droghe. Essi erano piuttosto l’espressione della volontà di trasgredire e di amplificare le proprie percezioni e lo sostenevano nell’ansia di raggiungere il successo. Gli autori ritengono che, in una certa fase della carriera, gli abusi abbiano potenziato la sua motivazione a creare, possibile risultato dell’effetto di alcool e droghe nel ridurre le inibizioni, ma non sono stati questi la chiave del suo successo. Ciò che ha permesso al talento di Jim Morrison di sbocciare è stato l’ambiente che lo ha circondato e supportato. Invece, alcool e droghe hanno pesato in termini negativi nelle fasi successive della carriera, riducendo progressivamente la sua motivazione a creare.

Il caso di Jim Morrison non è certo isolato e gli autori del lavoro citano Amy Winehouse, Janis Joplin, Brian Jones e Jimmy Hendrix come esempi di talenti creativi artistici “bruciati” dagli abusi di alcool e droga. Aggiungono un’interpretazione “sociale” della passione che questi personaggi suscitano negli appassionati con i loro abusi: la loro progressiva rovina, che si rivela in maniera a volte drammatica sul palco dove si esibiscono, viene vissuta come un modo di sacrificarsi, di “immolarsi” per quella parte del pubblico che si aspetta questi comportamenti nei propri idoli. E questo è anche il pubblico al quale piace pensare che alcool e droga non sono pericolose sostanze d’abuso, ma  supporti di creatività e talento.

Tommaso Sacco

Fonte: Creativity, Alcohol and Drug Abuse: The Pop Icon Jim Morrison; Psychopathology, 2013, September 18.

bannernewsletter_long

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI