L’AISM lancia un glossario contro la violenza e le discriminazioni multiple verso le donne con disabilità

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L’AISM lancia un glossario contro la violenza e le discriminazioni multiple verso le donne con disabilità

Dalla A di abilismo alla V di violenza di genere, diciotto termini e una serie di testimonianze formano il glossario per “conoscere e capire” la discriminazione multipla di cui sono vittime le donne con disabilità. A lanciare l’iniziativa è l’AISM, direttamente collegata a RED – acronimo di Rete Empowerment Donne – un gruppo che, nelle sedi dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, controlla che le ragazze con SM non siano vittima di discriminazione multipla.

Discriminazione multipla è una delle parole presentate nel glossario ed è “basata su più fattori”, per esempio “genere e disabilità”. Le donne con disabilità sono vittime di questo tipo di abuso, è un concetto presentato per la prima volta dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità ratificata nel 2009 in Italia (un altro dei 18 termini).

Fra le altre voci di questo glossario anche abilismo ha iniziato a diffondersi in un periodo recente. Tradotta dall’inglese ableism, è un termine sociologico che specifica un altro tipo di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità o “più in generale ogni atto basato sul presupposto che tutte le persone abbiano un corpo abile, senza tener conto di chi ha una qualche disabilità”. In questo termine ombrello rientrano anche tutti i difetti nel comunicare le disabilità e anche il cosiddetto “inspiration porn”, cioè il vedere chi ha una disabilità come “un eroe o un esempio da seguire e pertanto farne fonte di ispirazione per tutti, per il solo fatto di vivere una vita come tutti gli altri”.

Altri termini sono più noti al grande pubblico: autodeterminazione, bullismo, centro antiviolenza, consapevolezza, empowerment di genere, mobbing, stalking, stereotipo o violenza di genere. Altri come intersezionalità potrebbero essere meno diffusi: questa parola usata per la prima volta nel 1989 dal docente di Diritto e Teorica della Razza Kimberlé Chensaw indica “tutte quelle situazioni in cui si verifica la sovrapposizione o ‘intersezione’ di diverse identità sociali e di quelle che possono essere le relative discriminazioni, oppressioni, o dominazioni”. Ne esistono di tre tipi: strutturale, politica e rappresentativa. Si usa questa varietà per analizzare le discriminazioni multiple.

Fra le 18 voci anche gli accomodamenti ragionevoli introdotti dalla Direttiva Europea 2008/78, che riguardano le “soluzioni ragionevoli” prese dal datore di lavoro “per consentire alle persone con disabilità di accedere ad un lavoro, di svolgerlo, di avere una promozione o perché possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario sproporzionato”. Un concetto rivisto e ampliato nel 2006 dalla Convenzione ONU, e s’intendono “tutte le modifiche e gli interventi necessari ad assicurare alle persone con disabilità il godimento dei diritti umani, a parità con gli altri, senza oneri eccessivi”.

Il glossario è stato realizzato da I>DEA un progetto dell’AISM che si occupa di inclusione, donne, empowerment e autodeterminazione. Nei 18 termini di questo glossario viene definita la discriminazione multipla in tutte le sue sfaccettature, incluse alcune testimonianze di persone che ne sono state vittime. Sono di vario tipo: sanitario-ospedaliero (la lentezza e la difficoltà di stabilire una diagnosi), lavorativo, relazionale, sessuale e molti altri.

Una delle donne intervistate racconta i ritardi nella diagnosi: “Ho 35 anni, ce ne sono voluti 13 prima che la diagnosi di sclerosi multipla fosse confermata. Tredici anni senza che mi venisse prescritta una risonanza, tredici anni in cui la malattia ha potuto agire indisturbata, mentre io venivo alternativamente definita malata immaginaria, isterica, depressa”.

Un’altra testimonianza riguarda la vita di coppia: “Sono stata sposata con un uomo che ha sempre esercitato su di me violenza psicologica, mi ha letteralmente demolito. Mi diceva ‘Chi vuoi che ti si prenda, ridotta come sei?’ L’ho lasciato”.

Una delle donne intervistate da AISM sottolinea come il programma I>DEA e la RED l’abbiano aiutata ad avere la consapevolezza di essere stata vittima, per anni, di violenza psicologica: “Ho capito, grazie alla mia partecipazione al Progetto I>DEA e al supporto della Rete RED di cui faccio parte che subivo violenza psicologica, la continua svalutazione, le umiliazioni mi avevano distrutto, non riuscivo più a fare nulla, ho dovuto ricorrere a psicofarmaci, poi, la consapevolezza mi ha fatto prendere decisioni per la mia vita, ora mi sento libera”.

Infine le donne raccontano anche il rapporto che hanno con la sclerosi multipla: “La SM fa paura. La SM è come una spada di Damocle. Ho paura che cada da un momento all’altro. La SM è imprevedibile e questo è l’aspetto che più mi destabilizza”.

Parole che arricchiscono un glossario e pronunciate in testimonianze per fare arrivare al numero maggiore possibile di persone le discriminazioni multiple che molte e troppe donne con disabilità subiscono tutti i giorni.

Potete trovare il glossario a questo link.

Fonte: AISM

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