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La Camera ha approvato il testo sul prepensionamento dei familiari dei disabili

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La Camera ha approvato il testo sul prepensionamento dei familiari dei disabili

La Camera ha approvato recentemente le "Norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili". Il testo, che rappresenta la sintesi di ben 14 proposte di legge su questo argomento, deve passare ora all'esame del Senato. Le agevolazioni previste sono diverse per i dipendenti pubblici e i lavoratori privati.

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Per i dipendenti pubblici è previsto un trattamento di maggior favore in caso di richiesta di "esonero anticipato dal servizio". Si tratta di una formula riservata ai dipendenti pubblici, che ha durata massima di 5 anni. Al termine di questo periodo, il rapporto di lavoro si conclude se si è raggiunto il limite d'età  o l'anzianità  contributiva previsti dall'attuale normativa per il pensionamento . Per tutta la durata dell'esonero, il trattamento economico è pari al 50% della retribuzione complessiva percepita all'atto dell'esonero. Il nuovo testo stabilisce che, per i lavoratori che assistono i familiari con handicap, il trattamento economico è pari al 70% della retribuzione complessiva percepita al momento dell'esonero. Il testo non chiarisce i gradi di parentela o affinità  che devono esserci fra disabile e lavoratore e non prevede l'obbligo della convivenza fra i due. Stabilisce, però, che hanno diritto a queste agevolazioni solo i familiari di invalidi civili, non contemplando le invalidità  gravi derivanti da cause di servizio, di lavoro o altro. Inoltre, esclude anche tutti i casi in cui l'inabilità  totale deriva dal riconoscimento "dell'impossibilità  a deambulare autonomamente o senza l'aiuto di un accompagnatore". Questa dizione viene molto usata, per esempio nel caso di gravi lesioni midollari, di distrofie muscolari, di sclerosi multipla o sclerosi laterale amiotrofica.

Per i dipendenti del settore privato e per gli autonomi iscritti all'Inps è previsto, invece, un vero e proprio prepensionamento (l'erogazione anticipata del trattamento pensionistico). Questo può essere richiesto solo dai lavoratori che abbiano compiuto il sessantesimo anno di età  e alle lavoratrici che abbiano compiuto il cinquantacinquesimo anno di età , a seguito del versamento e dell'accredito di almeno venti annualità  di contributi previdenziali. Il lavoratore, inoltre, deve dimostrare la convivenza e, per almeno diciotto anni, del il familiare disabile che, in quel periodo, non deve essere stato ricoverato in istituto, né deve esserlo al momento della richiesta di pensionamento. Questo diritto spetta solo al coniuge, al genitore o al figlio della persona con disabilità  e un solo lavoratore può avvalersi dell'agevolazione. Il beneficio può essere richiesto anche dai fratelli o sorelle, solo se i genitori sono assenti o impossibilitati a prestare assistenza al familiare disabile per gravi motivi di salute, come attestato da apposita certificazione di morte o sanitaria. Rispetto al tipo e grado di disabilità , valgono le stesse indicazioni espresse per i dipendenti pubblici.

Redazione Fondazione Cesare Serono

Fonte: Corriere della Sera

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