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ISEE precompilato disponibile online

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ISEE precompilato disponibile online

Dal 3 Febbraio, sul sito dell’Inps, è possibile accedere alla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) precompilata . Attraverso la DSU precompilata si potrà richiedere l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), necessario per accedere a molti servizi sociali ed agevolazioni, compreso il reddito di cittadinanza. Per il momento la DSU precompilata è accessibile solo per i nuclei familiari che la presentano all’Inps tramite il servizio online.

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Per la precompilazione della DSU si può accede attraverso un sistema di autenticazione necessario per indentificare il richiedente. Si può accedere attraverso:

  • credenziali dispositive rilasciate dall’INPS con le modalità indicate nella apposita sezione del sito internet dell’Istituto;
  • credenziali rilasciate dall’Agenzia delle entrate con le modalità indicate nella apposita area riservata del sito internet dell’Agenzia. Questo sistema di autenticazione non sarà disponibile durante la fase di sperimentazione;
  • identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore;
  • CNS (Carta Nazionale dei servizi);
  • CIE (Carta di identità elettronica 3.0).

L’accesso potrà essere fatto direttamente oppure attraverso una CAF. Nel primo caso, oltre a fornire gli elementi di riscontro, il richiedente dovrà avere la delega dagli altri componenti del nucleo familiare. Per ognuno di essi bisognerà indicare il codice fiscale e il numero di tessera sanitaria, con la relativa data di scadenza. Si può anche chiedere di precaricare le informazioni presenti nell’ultima DSU presente nel sistema informativo dell’ISEE.

Tutti i dati inseriti vengono poi mandati all’Agenzia delle Entrate che ne verifica la correttezza. Se va tutto bene, l’Agenzia trasmette all’Inps i dati in suo possesso, che saranno i dati precompilati che costituiscono l’oggetto della precompilazione. Questi dati dovranno poi essere accettati o modificati da parte del richiedente che dovrà fornire ulteriori informazioni sempre in forma di auto dichiarazione. Alla fine di questa attività viene calcolato l’ISEE e reso disponibile.

Gli elementi di riscontro

Il richiedente dovrà fornire per ogni membro del nucleo familiare alcuni elementi che servono all’Agenzia delle Entrate. In particolare, deve fornire per ogni componente maggiorenne del nucleo sia un elemento di riscontro del reddito, sia un elemento di riscontro del patrimonio mobiliare, entrambi riferiti al secondo anno solare precedente la presentazione della DSU (ad esempio nel 2020 l’anno di riferimento è il 2018) e costituiti dagli elementi di seguito indicati:

a) Elemento di riscontro relativo al reddito: l’importo esposto al rigo “differenza” nella dichiarazione dei redditi risultante dal prospetto di liquidazione del modello 730 (modello 730-3) o dal quadro RN del modello Redditi Persone fisiche, oppure l’assenza di dichiarazione ove i suddetti modelli non siano stati presentati.

b) Elemento di riscontro relativo al patrimonio mobiliare

1) Nel caso in cui, al 31 dicembre del secondo anno precedente, il valore complessivo del patrimonio mobiliare, riferito al singolo componente per cui si fornisce l’elemento di riscontro, sia inferiore a 10.000 euro il dichiarante deve indicare:

  • l’esistenza di rapporti finanziari il cui valore complessivo sia inferiore alla suddetta soglia;
  • ovvero l’assenza di rapporti.

2) Nel caso in cui, al 31 dicembre del secondo anno precedente, il valore complessivo del patrimonio mobiliare, riferito al singolo componente per cui si fornisce l’elemento di riscontro, sia pari o superiore a 10.000 euro a sua scelta il dichiarante deve indicare:

  • il valore del saldo contabile al 31 dicembre dell’annualità rilevante ai fini dell’ISEE di uno dei depositi e conti correnti bancari e postali di cui al Quadro FC2, sez. I della DSU;
  • oppure il valore alla stessa data di una delle “altre forme di patrimonio mobiliare” di cui al Quadro FC2, sez. II.

L’Inps precisa anche che nell’ipotesi in cui siano presenti nel patrimonio mobiliare del componente un conto cointestato con il dichiarante e un conto non cointestato, dovrà essere indicato il valore del conto non cointestato. In caso di più conti non cointestati dovrà essere indicato, se disponibile, uno tra quelli con valore positivo.

Nel caso in cui l’accesso alla DSU precompilata avvenga per il tramite di un CAF delegato, gli elementi di riscontro dovranno essere forniti anche con riferimento al dichiarante.

Esito del riscontro dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate consente o nega l’accesso alla DSU precompilata in base ai dati inseriti del richiedente.

Nel caso di riscontro positivo dell’Agenzia, viene precompilata la DSU con le informazioni su reddito e patrimonio.

Nel caso in cui non vi sia corrispondenza per almeno un componente tra quanto indicato dal richiedente, non è possibile accedere alla DSU precompilata, ma il richiedente può comunque presentare la DSU in modalità non precompilata.  Si può comunque richiedere nuovamente l’accesso alla precompilazione di quella DSU che era rimasta in stato “protocollata” inserendo per, al massimo, altre due volte gli elementi di riscontro. Se a seguito di tale nuovo inserimento il riscontro di entrambi i dati risulta positivo è possibile accedere alla DSU precompilata. Viceversa, se anche il secondo tentativo non va a buon fine quella DSU, sebbene protocollata, non può più essere precompilata e non è idonea al rilascio di alcun indicatore ISEE. 

I dati precompilati disponibili

I dati che verranno resi disponibili nella DSU precompilata sono:

  • i redditi ed alcune tipologie di spese ordinariamente dichiarati all’Agenzia delle entrate;
  • i trattamenti erogati dall’INPS;
  • il patrimonio mobiliare detenuto in Italia;
  • il patrimonio immobiliare detenuto in Italia relativamente ai fabbricati;
  • il canone di locazione della casa di abitazione.

Questi dati possono comunque essere corretti in caso di inesattezze o nel caso servano integrazioni. Gli unici dati che non possono essere modificati sono:

  • i trattamenti erogati dall’INPS;
  • le componenti reddituali già dichiarate ai fini fiscali per le quali viene assunto il valore a tal fine dichiarato.

I dati che bisogna inserire dopo la precompilazione

Dopo la precompilazione ci sono altri dati da inserire in forma di auto dichiarazione:

  • dati del componente;
  • redditi e trattamenti particolari;
  • assegni periodici per coniuge e figli;
  • autoveicoli e altri beni durevoli;
  • disabilità e non autosufficienza;
  • il patrimonio mobiliare detenuto all’estero e, riguardo a quello detenuto in Italia partecipazioni in società per azioni non quotate e in società non azionarie, altri strumenti e rapporti finanziari, valore del patrimonio per le imprese individuali;
  • il patrimonio immobiliare detenuto all’estero, i terreni agricoli o edificabili, per ciascun cespite l’ammontare dell’eventuale mutuo residuo, nonché l’indicazione della casa di abitazione del nucleo;
  • il reddito complessivo limitatamente al caso di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ed assenza di certificazione unica trasmessa dai sostituti di imposta ovvero di sospensione degli adempimenti tributari a causa di eventi eccezionali.

Dati precaricati

Come scritto sopra, il richiedente può chiedere all’Inps di caricare alcuni dati contenuti nell’ultima DSU presenti nel sistema informativo dell’Inps. Questi dati sono:

  • composizione del nucleo familiare;
  • casa di abitazione;
  • assegni periodici per coniuge e figli;
  • autoveicoli e altri beni durevoli;
  • disabilità e non autosufficienza.

Nel caso questi non siano disponibili, il richiedete dovrà inserirli direttamente.

Per maggiori informazioni: Inps

Simon Basten

Fonte: Inps