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ISEE: perplessità di FISH e ANFAAS sull’emendamento del governo

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ISEE: perplessità di FISH e ANFAAS sull’emendamento del governo

È stato approvato al Senato qualche giorno fa e già ha causato numerose polemiche. L’emendamento del governo sul nuovo ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), se passasse anche alla Camera, porterebbe a un nuovo cambiamento radicale dell’indice. FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) hanno manifestato le proprie perplessità sull'emendamento.

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Vediamo cosa cambia con il "nuovo" ISEE.

L’emendamento del Governo segue le indicazioni del Consiglio di Stato, vengono escluse dall’indicatore del reddito le prestazioni assistenziali legate alla disabilità, vengono eliminate le diverse franchigie e la possibilità di detrarre le spese assistenziali o di ricovero in struttura. Resta invariata la possibilità di detrarre le spese sanitarie per disabili, per l’acquisto del cane guida, per gli interpreti per le persone sorde, per le spese mediche e di assistenza. Spariscono le franchigie, ma viene aggiunta una maggiorazione dello 0,50 per ogni persona disabile in un nucleo familiare, numero che aumenta all’aumentare dei componenti del nucleo.

Il nuovo ISEE deve essere convertito in legge entro il 28 maggio. Dopo l’approvazione al Senato, il testo sarà letto e votato alla Camera. Una volta approvata la legge, come prevede la norma, la sua applicazione avverrà il giorno dopo della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Cosa accade veramente se la legge venisse approvata?

Il Ministero del Lavoro trasmetterà all’INPS le nuove indicazioni e spetterà all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ricalcolare le nuove dichiarazioni. Chi ha chiesto la rettifica dell’indice si ritroverà con tre dichiarazioni diverse presentate lo stesso anno.

Handylex ha studiato gli effetti del nuovo ISEE seguendo la sostenibilità economica, l’equità e la capacità selettiva. Il primo elemento si prende cura che non si generino nuovi costi, il secondo segue le condizioni di maggior bisogno, l’ultimo l’efficacia dello strumento ISEE. Il primo obiettivo, secondo i calcoli eseguiti dal sito, dovrebbe essere raggiunto dal nuovo ISEE. Al contrario, l’equità non è più raggiunta a causa delle eliminazioni delle franchigie. L’ultimo elemento anche non viene raggiunto: viene eliminata la differenza fra chi ha provvidenze assistenziali elevate e chi dispone di trasferimenti monetari meno alti. Non c’è più differenza fra chi documenta la propria assistenza e chi ricorre a forme irregolari.

Il nuovo testo è stato fortemente criticato da due associazioni di categoria: FISH e ANFFAS. Le nuove misure sono state criticate dal presidente di FISH, Vincenzo Falabella: “Lo strumento che ne esce non è né selettivo né equo: sono considerati allo stesso modo persone che ricevono provvidenze molto diverse in termini di importo, persone con gravità diversa, minori, anziani, adulti… Inoltre viene escluso il costo della disabilità annullando e sminuendo chi sostiene in modo documentato spese di assistenza. Infine il sistema della maggiorazione della scala di equivalenza finisce per premiare chi ha più redditi e patrimoni a scapito di chi è più povero o ha maggiori spese.” Per Falabella serve “un nuovo strumento che riprenda i principi di sostenibilità, equità e capacità selettiva”. Critiche anche da ANFFAS, ecco cosa si legge in una nota dell’Associazione: “Seguiamo dal 2012 l’iter della riforma dell’ISEE, allo scopo di evitare nuove vessazioni, anche economiche, per le persone con disabilità e le loro famiglie, già esposte – rispetto alle altre – a maggior rischio di povertà ed esclusione sociale. In tal senso è grande oggi la nostra preoccupazione”.

Le perplessità riguardano il fatto che il governo abbia deciso di presentare un nuovo emendamento quando il Comitato di Monitoraggio “(voluto proprio dal Governo come luogo di elaborazione di scelte partecipate da tutti gli attori coinvolti, a partire dal movimento associativo)” stava pensando a eventuali modifiche dell’ISEE. Perplessità anche per le misure contenute nell’emendamento, come ha sottolineato ANFAAS, l’eliminazione del sistema delle franchigie “andrà a determinare l’impossibilità di selezionare, con una certa equità, le diverse condizioni di disabilità e non autosufficienza”. A tutto ciò si aggiunge lo stato di confusione di chi nell’ultimo anno ha dovuto presentare tre dichiarazioni totalmente diverse.

ANFFAS lancia un appello per eliminare le provvidenze assistenziali, applicare l’ISEE ridotto anche ai minori con disabilità, garantire forme di detrazione per gli incapienti (chi ha un reddito talmente basso che può non presentarlo), detrarre le quote di partecipazione alla spesa per servizi socio-sanitari, socio-assistenziali e aggiungere elementi per valorizzare i care giver.

Chiara Laganà

Fonti: Handy Lex, FISH, Superando