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Inps: Precisazioni sull’aumento delle pensioni di invalidità

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Inps: Precisazioni sull’aumento delle pensioni di invalidità

Con la circolare 107/2020, l’Inps ha fornito indicazioni e chiarimenti sull’aumento delle pensioni di invalidità determinate dalla sentenza della Corte Costituzionale a Giugno.

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Il 24 giugno la Corte Costituzionale aveva decreto anti costituzionale la cifra di €285,66 mensili ed aveva chiesto l’aumento. Secondo la Corte un assegno mensile di soli 285,66 euro è manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i “mezzi necessari per vivere” e perciò viola il diritto riconosciuto dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. L’aumento doveva essere in linea con gli altri trattamenti pensionistici , vale a l’equivalente di un milione di lire e dunque 516,46 euro.

Agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità a partire dal 20 luglio 2020. Questo diritto è riconosciuto a tutti i titolari di pensione di inabilità, in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge, che hanno compiuto diciotto anni.

Requisiti di reddito

Per avere il diritto alla maggiorazione sono necessari i seguenti requisiti di reddito:

  • il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a €8.469,63 (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità);
  • il beneficiario coniugato (non effettivamente e legalmente separato) deve possedere:
    • redditi propri di importo non superiore a €8.469,63;
    • redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a €14.447,42.

Se entrambi i coniugi hanno diritto all’incremento, questo concorre al calcolo reddituale. Pertanto, nel caso in cui l’attribuzione del beneficio a uno dei due comporti il raggiungimento del limite di reddito cumulato, nulla è dovuto all’altro coniuge. Se invece il limite non viene raggiunto, l’importo dell’aumento da corrispondere a un coniuge deve tener conto del reddito cumulato comprensivo dell’aumento già riconosciuto all’altro.

Nel calcolo del reddito vanno considerati solo i redditi soggetti a Irpef, i redditi tassati alla fonte e i redditi esenti da Irpef. Non vanno considerati: il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento, l’importo aggiuntivo di 300.000 lire (€154,94) previsto dal comma 7 dell’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, i trattamenti di famiglia, l’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.

La domanda

Questo aumento sarà automatico nel caso di invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi se hanno i requisiti di reddito e hanno già compiuto 18 anni.

Le persone invece con la pensione di inabilità di tipo previdenziale, di età inferiore ai sessanta anni che hanno i requisiti di reddito, dovranno invece fare domanda attraverso le solite modalità telematiche.

Il beneficio viene attribuito dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. A chi presenta la domanda di beneficio entro il 9 ottobre 2020, può essere riconosciuta la decorrenza dal 1° agosto 2020, ove espressamente richiesto.

Simon Basten

Fonte: Inps