MENU SEZIONE
MENU SEZIONE
Notizia

PUBBLICATO

Ho amici in paradiso

Ho amici in paradiso, il film presentato a Roma con il cast formato da attori disabili e non, è in sala dal 2 febbraio e può contare sulla partecipazione di alcuni pazienti del Centro Don Guanella.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

La storia di Ho amici in paradiso, diretto da Fabrizio Maria Cortese, è quella di Felice, inviato a svolgere il servizio sociale dentro una struttura che si occupa di disabili psichici e fisici, il Centro Don Guanella.

Dopo qualche momento di difficoltà, Felice (Fabrizio Ferracane) si integra pienamente alla vita del Centro, lega con alcuni dei suoi pazienti e decide di rappresentare con loro Riccardo III, la tragedia di William Shakespeare dedicata al re “disabile”. A dividere la scena con alcuni degli attori professionisti protagonisti (Fabrizio Ferracane, Valentina Cervi, Antonio Catania, Antonio Folletto ed Enzo Salvi) ci sono alcuni attori disabili, pazienti dello stesso Centro Don Guanella: Daniela Cotogni, Michele Iannaccone, i fratelli Paolo e Giorgio Mazzarese, Stefano Scarfini, Mariano Belvedere e Paolo Silo.

Tutti gli attori del Centro Don Guanella sono eccezionali e sono uno dei punti di forza del film. Ho amici in paradiso è stato presentato qualche mese fa all’interno di Alice nella città, in un focus dedicato a Cinema e Disabilità. Il film, è stato successivamente ripresentato in conferenza stampa a Roma, con la presenza del cast.

Il regista, Fabrizio Maria Cortese, si è avvicinato al mondo del Don Guanella perché aveva un amico ricoverato lì: “Qui ho conosciuto questi ragazzi e sono diventato loro amico. È una storia d’inclusione, l’amore e l’amicizia sono fondamentali. Il Don Guanella è un angolo di paradiso sul set. È un luogo della felicità”. Parafrasando il titolo del film: “È un paradiso, c’è la gioia dello stare insieme, in semplicità”.

Anche gli attori hanno diviso la scena con i pazienti e la vita quotidiana del Centro di riabilitazione romano. Per il protagonista, Fabrizio Ferracane, è stato qualcosa di davvero emozionante: “Quando ho visto al Don Guanella il produttore Antonio de Feo, sono stato investito da una solarità e da una gioia incredibili. Parlavamo camminando dentro la struttura, dove ho conosciuto persone con un cuore e un’umanità meravigliose. Il cinema racconta storie, ma essere inondati da un’energia così bella e stare un mese al Centro ha fatto più bene a me che altro: sono molto orgoglioso di quello che ho fatto".

Il set ha anche commosso Enzo Salvi, qui nelle vesti di un infermiere: “Mi hanno insegnato a vivere. È stata un'esperienza che mi è servita per aprire gli occhi, per comprendere che la disabilità sta solo negli occhi di chi la guarda e la disprezza. Oggi mi sento un uomo migliore”.

Valentina Cervi, la psicologa del centro Giulia: “Al di là del progetto del film in sé, ho apprezzato il poter stare con persone così libere, scevre da sovrastrutture, come quando si lavora con bambini, che ti rubano sempre la scena. Quando abbiamo visto il film io e il mio compagno (Stefano Mordini) non abbiamo smesso di piangere, tutto questo per dire che sono veramente felice di averne fatto parte”.

Particolari il ruolo e l’interpretazione di Antonio Folletto, che interpreta uno dei pazienti del Centro: “Per me vale quello che ha detto Fabrizio (Ferracane), sono stato investito dall'entusiasmo di Fabrizio Maria Cortese e colpito dal fatto che è rimasto fedele a se stesso. Non so se posso dirlo ma lo dico lo stesso: inizialmente Felice doveva essere interpretato da lui, che poi, per il bene della storia, si è distaccato affidandosi ad un altro attore”.

Per Fabrizio Ferracane non si poteva dire no a un progetto del genere: “Fabrizio mi ha convinto per l’amore che in questi due anni ha avuto per il film”. “Grazie al contatto con i pazienti – attori, ho avuto la possibilità di migliorare come attore e come uomo”.

Per il vero “don Pino”, interpretato nel film da Antonio Catania, Ho amici in paradiso “è stato un’opportunità per stimolare le istituzioni a non fare ‘parti uguali tra disuguali' come direbbe Don Milani, perché ciascuno ha diritto a un personale calibramento" nel percorso terapeutico e riabilitativo.

Quelli che si sono divertiti di più sono stati gli attori-disabili al centro del film. Per Giorgio uno dei due gemelli: “È un film triste”. Mentre per Daniela Cotogni, protagonista anche di una storia d’amore: “Avere amici in paradiso è bellissimo. Sono al Don Guanella da due anni, e faccio terapia di gruppo o da sola. Il film mi ha dato una grossa responsabilità e tanto impegno. Ringrazio Don Pino, Fabrizio e Antonello”.

Quando alla struttura al centro del film, il Centro Don Guanella al momento ospita 196 adulti con disabilità mentale e 61 adulti disabili in regime di semi-residenza. “Ci occupiamo di terapie riabilitative specifiche, come logopedia e altre attività per acquistare le abilità della vita quotidiana come cucinare, fare il letto, insegnare ai bambini a essere autonomi”, aveva sottolineato al Festival del Cinema di Roma don Pino.

Ho amici in paradiso si chiude con il bellissimo monologo di Riccardo III, secondo alcuni affetto da scoliosi adolescenziale idiopatica: “Io sono privo di ogni bella proporzione, frodato nei lineamenti dalla natura ingannatrice, deforme, incompiuto, spedito prima del tempo in questo mondo che respira, finito a metà, e questa così storpia e brutta che i cani mi abbaiano quando zoppico accanto a loro, ebbene io,in questo fiacco e flautato tempo di pace, non ho altro piacere con cui passare il tempo se non quello di spiare la mai ombra nel sole e commentare la mia deformità”.

Ho amici in paradiso vi attende al cinema.

Chiara Laganà