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GRAB: un’opportunità per rendere Roma accessibile

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GRAB: un’opportunità per rendere Roma accessibile

Rispetto a altre capitali europee, Roma è un po’ indietro per quanto riguarda l’accessibilità. Ma ora si presenta un’opportunità da sfruttare assolutamente: il GRAB, il grande raccordo anulare delle biciclette.  

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“Il GRAB è una ciclovia turistica di 45 chilometri che lega alcuni quartieri della capitale congiungendo quelli che sono i principali attrattori turistici: dal Colosseo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, al MAXXI, all’area archeologica dell’Appia Antica, ma anche tratti periferici e le ville storiche”, ci dice Sebastiano Venneri Responsabile Territorio e Innovazione per Legambiente. Ma cosa c’entra l’accessibilità? “Il GRAB, per come noi l’abbiamo pensata, deve essere realizzata nei migliori dei modi possibili, realizzata con i migliori standard in modo che sia percorribile da chiunque: adulti, bambini, persone con disabilità, persone su sedia a rotelle, handbike e altri mezzi di trasporto. Quindi deve essere un luogo che consenta la fruizione e l’inclusività”. 

Il GRAB è stato ideato e promosso da una rete di associazioni, soggetti istituzionali e partner tecnici: VeloLove, Legambiente, Touring Club Italiano, Rete Mobilità Nuova, Vivilitalia, Open City Roma, Parco Regionale dell’Appia Antica, Ente Roma Natura, Free Wheels Onlus, piano B architetti associati e Teamdev. Hanno inoltre offerto il loro contributo volontario alle diverse fasi progettuali professionisti ed esperti di città, paesaggio, verde urbano, mobilità, accessibilità, ciclabilità, turismo e green economy. Questo lavoro collettivo è stato arricchito da continui confronti con la cittadinanza: sono state decine gli incontri partecipati nei quartieri che hanno raccolto proposte, critiche e osservazioni e permesso di migliorare il progetto. 

L’11 e il 18 ottobre si sono svolti due GRAB Day per fare conoscere  ai Romani il progetto e i tanti punti d’interesse lungo il percorso. La Fondazione Cesare Serono, da sempre impegnata a favore dei soggetti più fragili, a partire dalle persone diversamente abili, ha voluto dare un contributo all’iniziativa di  promozione del GRAB  che considera progetto potenzialmente idoneo a favorire la mobilità di queste persone. 

Il progetto, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, incomincerà a vedere la luce a breve con la conferenza dei servizi che darà il via ai lavori che dovrebbero concludersi nel 2022. 

Velolove, che raggruppa tutte le associazioni che sono state coinvolte nello sviluppo del progetto, mette al primo punto del GRAB la necessità di rendere fruibile questo percorso pienamente accessibile alle persone con disabilità motoria e sensoriale. Infatti, l’idea del GRAB non è solamente di sviluppare un ampio percorso per biciclette, ma di intervenire sul tessuto urbano, legare i luoghi e renderli accessibili a tutti. “ Un modo per la gente di vivere i propri quartieri, anche le persone che hanno problemi di disabilità. Costruire una ciclopedonale consentirebbe a tutti di poter girare con più facilità e sicurezza”, sottolinea Irene Ianiro del Comitato Appia Day. 

“Il GRAB è un grande monito. Noi dobbiamo immaginare la mobilità di Roma in maniera completamente diversa mettendo al centro il diritto all’accessibilità da parte di tutti, dai soggetti più svantaggiati, all’utenza debole ma anche dai turisti”, secondo Rossella Muroni, vice presidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputi. “Il GRAB è una via democratica alla mobilità. Credo sia fondamentale per ri-immaginare Roma, non perché risolverà tutti i problemi della città, ma sicuramente il GRAB ci farà fare un salto in avanti nel futuro della mobilità e di come noi dobbiamo immaginare i nostri centri urbani”. 

“Io penso che il GRAB ci possa aiutare a fare una grande operazione di democratizzazione della nostra città”, ci dice Marta Bonafoni, Consigliere Regionale alla Regione Lazio. “Il diritto all’accessibilità della mobilità può parlare di un’altra Roma, una Roma veramente a disposizione dei propri cittadini. Penso anche che la disabilità sia un’unità di misura, insieme ai bambini e agli anziani. Chi progetta e chi deve mettere in campo un’idea di città, deve prendere queste unità come parametri di riferimento. Il GRAB ha un vantaggio da questo punto di vista: il fatto che ha già lavorato su un tessuto di comitati e associazioni, quindi su un'opinione pubblica vasta che incrocia un pezzo di città e che quindi incrocia anche le differenze all’interno della città, non ultima quella della disabilità. Partire da un progetto che ha già un consenso di questo tipo, perfino un finanziamento, per poter parlare di un’idea di città più vasta che riguardi anche altri aspetti, io penso sia un elemento di grande ricchezza e potenzialità”.  

Da non sottovalutare anche il fatto che ci saranno dei fondi europei messi a disposizione per la “ricostruzione” post Covid-19. La pandemia “ci ha insegnato che c’è un'interdipendenza tra le persone e i luoghi in cui vivono. E cosa c’è di più salutare di un abbattimento delle barriere?”, conclude Marta Bonafoni. 

Simon Basten
Video: Marco Marcotulli