Ezio Bosso. Le Cose Restano, la vita e l’umanità del compositore in un docufilm

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Ezio Bosso. Le Cose Restano, la vita e l’umanità del compositore in un docufilm

Dal 4 al 6 ottobre al cinema arriva Ezio Bosso. Le Cose Restano che racconta la straordinaria avventura umana e musicale del compositore scomparso nel 2020 a causa dell’aggravarsi di una malattia neurodegenerativa che l’aveva colpito nel 2011. Nel docufilm di Giorgio Verdelli è proprio la voce di Bosso a raccontarsi attraverso la sua musica e un reportage fotografico dalla prima infanzia fino alla fama.

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Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, questo docufilm dedicato a Ezio Bosso lo presenta in tutte le sue anime: il contrabbassista, il pianista, il direttore d’orchestra, il compositore, il divulgatore, senza tralasciare la malattia neurodegenerativa che ne ha causato anche la morte. A parlare in Ezio Bosso. Le Cose Restano è soprattutto Ezio Bosso stesso in stralci di interviste rilasciate negli ultimi anni, ed è con questo escamotage che il regista Verdelli evita l’utilizzo della voce in off. Quella di Ezio Bosso viene alternata a una serie di amici e volti noti fra i quali Gabriele Salvatores (i due hanno collaborato per i film Il Ragazzo Invisibile, Quo vadis, Baby? e Io Non Ho Paura), Paolo Fresu, Enzo Decaro e Silvio Orlando.

Ezio Bosso si racconta sin dalle sue origini umili, fondamentali nella sua carriera, fino alla fama raggiunta anche negli anni in cui la malattia continua ad aggravarne la salute. Paolo Fresu ricorda come ha scoperto quello che stava accadendo a Ezio: “Non lo vedevo da molto e ci siamo ritrovati dopo qualche anno a Londra, abbiamo appreso della sua malattia e l’abbiamo appreso in una maniera incredibile perché lui ci ha raccontato questa difficoltà che iniziava ad avere. Non solo spiegando con dovizia di particolari quello che gli stava accadendo, ma soprattutto quello che gli sarebbe accaduto dopo. Aveva deciso di lasciare il contrabbasso e dedicarsi alla direzione d’orchestra e al pianoforte e aveva un percorso chiarissimo”.

Anche il produttore di Ezio Bosso. Le Cose Restano, Nicola Giuliano premio Oscar per La Grande Bellezza, ha ricordato nella conferenza stampa di presentazione di Venezia come il compositore affrontava la sua malattia:

“Aveva la capacità di aprirsi a te e di farti aprire a lui. Ci siamo rivisti per Il Ragazzo Invisibile ed era già colpito dalla malattia, quando mi ha visto sbiancare si è messo a ridere: ‘Beh, sto male, allora!?’ Quando è morto ho deciso di raccontare quest’uomo e Giorgio era la persona giusta”.

Proprio la realizzazione di quella colonna sonora fu molto difficile per Ezio Bosso, come ha ricordato nelle interviste del docufilm il corrispondente Rai da Londra Stefano Tura, ma riuscì a portarla a termine. Il titolo di Ezio Bosso. Le Cose Restano è ispirato a un brano inedito che si ascolta nel documentario che il nipote del compositore, Tommaso, ha donato al regista. Ascoltiamo musica e vediamo anche i luoghi cari a Bosso: dalla sua Torino alla sua Bologna, passando per i suoi ristoranti e pub preferiti di Londra.

Bosso è raccontato in tutte le sue sfaccettature dagli esordi ai bagni di folla, dall’intervento al Parlamento europeo al palcoscenico dell’Ariston, fondamentale, come spiega nel documentario Paola Severini Melograni: “Chi nasce con una mancanza è diverso da chi la subisce durante la vita e dopo un iter, per cui lui la soffriva molto di più. Ezio ha avuto una malattia invalidante che è arrivata a un certo punto della sua vita e questo grande dolore lo ha mutato, e questa sua mutazione è stato un segnale per tutto il Paese”.

L’esibizione a Sanremo è raccontata da Carlo Conti e da Paolo Fresu, che ricorda la profonda commozione che gli scaturì vedere Ezio sul palco dell’Ariston. Dopo quell’ospitata tutti “volevano” Ezio Bosso e si aprì per lui una stagione ricca di successi, e anche critiche provenienti proprio da alcuni ambienti musicali.

Nell’ultima parte del documentario vari amici e parenti narrano gli ultimi ricordi che hanno di Ezio Bosso. Il comico Luca Bizzarri lo definisce un suo “punto d’arrivo”: “Ho passato cinque ore della mia vita con lui ed è il mio punto d’arrivo per la vita che ha vissuto e per quello che la vita gli ha regalato per poi togliergli tutto. La vita gli ha dato un talento e una passione che hanno reso la sua esistenza più vivibile”.

Ezio Bosso. Le Cose Restano è un viaggio emozionante e toccante nella vita di un personaggio unico, immenso e difficile da raccontare. Capace con la sua musica, come conclude la sorella Ivana, di “trascendere tutto”. Ezio Bosso. Le Cose Restano è una storia unica che, come afferma il produttore Giuliano, “parla della sua straordinaria avventura umana e musicale. Quello che arriverà al pubblico è che cos’è la fame di vivere, che è quello che Ezio era fino all’ultimo centesimo di secondo della sua vita troppo breve”.

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