Erika Stefani nuova ministra per le disabilità

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Erika Stefani nuova ministra per le disabilità

Il nuovo governo di Mario Draghi ha rispolverato il ministero per le politiche per la disabilità, già introdotto nel primo governo Conte ma non confermato nel secondo, nominando Erika Stefani. 

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La neo ministra Stefani, avvocatessa vicentina, è in politica dal 1999. Eletta senatrice nel 2013, ha fatto parte della commissione d’inchiesta sul femminicidio, il comitato parlamentare per i procedimenti d’accusa, quello per infanzia e adolescenza e anche il comitato d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro. Nel 2018, ri-eletta al Senato, è stata nominata da Giuseppe Conte ministra per i rapporti con le regioni.

La salute, con il piano vaccinale, è il primo problema da affrontare poiché le persone con disabilità non sono state inserite nell’elenco di priorità  per la vaccinazione anti-Covid. “Ne parlerò immediatamente col ministro Speranza perché è un tema molto importante, fondamentale, tra i più urgenti da affrontare”, ha detto in un’intervista per Avvenire. 

Come sottolineato dalla FISH, Federazione Italiana per il superamento dell’handicap, sono molti i problemi che la nuova ministra dovrà affrontare. La scuola e le grandi difficoltà che hanno dovuto affrontare i ragazzi con disabilità durante la pandemia, il lavoro, sempre più difficile per le persone con disabilità, e inoltre la mancata attuazione del Secondo Programma di Azione, strumento programmatico formalizzato già da alcuni anni, che investe moltissimi ambiti della vita, e che va quindi attuato con metodo ed impegno. Il programma è stato il risultato di un convergente impegno del movimento delle persone con disabilità e di molti esperti e referenti istituzionali, ed è costato due anni di elaborazione, con indicazioni precise e concrete di cui nessuno, però, ha assunto ancora la regia. Infine, la proposta di legge sul riconoscimento per i caregiver che ristagna in parlamento.

Il Ministero continua a essere senza portafoglio e dunque con ovvie difficoltà di manovra ma la ministra sembra ottimista. “Ascolterò subito le associazioni del mondo della disabilità. E questa sarà una delle mie caratteristiche. Prima conoscere i fatti, dedicando più tempo possibile all’ascolto per raccogliere non solo le problematiche ma anche i suggerimenti e le soluzioni che spesso arrivano da chi sta vivendo i problemi. La prima mossa che il ministro deve fare è di abbracciare queste persone e farle sentire protagoniste dell’attività del popolo italiano. So che non sarà facile, soprattutto di questi tempi. Abbiamo passato un anno di Covid in cui le famiglie dei disabili si sono sentite a volte molto sole”. 

Speriamo bene. 

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