Elezioni politiche del 2022: La disabilità nei programmi dei partiti

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Elezioni politiche del 2022: La disabilità nei programmi dei partiti

Quale spazio hanno dato i partiti alla disabilità nei loro programmi elettorali e cosa si propongono di fare? Da un’analisi eseguita risulta evidente che lo spazio dedicato a questi argomenti vari molto da un partito all’altro.

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Il sito Ability Channel ha cercato nei programmi dei partiti che partecipano alle elezioni politiche 2022 qualsiasi menzione di proposte di supporto e aiuto ai disabili. Si riporta di seguito una sintesi dei riscontri raccolti da sito.

Per Movimento associativo italiano all’estero (MAIE) e l’Unione sudamericana emigrati italiani (USEI) il sito Ability Channel al 18/9/2022 non era riuscito a un programma. Il Free, un altro partito, si proponeva di presentare non un unico programma nazionale, ma piuttosto manifesti territoriali e, comunque, al 18/9/2022 Ability Channel non era riuscito a individuare proposte dedicate alla disabilità. Per altri partiti i programmi erano disponibili, ma Ability Channel non vi aveva trovato proposte relative la disabilità. Ciò vale per Mastella Noi di Centro Europeisti, Sud chiama Nord, Vita, Partito Comunista dei lavoratori,  Partito della follia creativa, Sudtiroler Volkspartei (SVP) – PATT, Destre Unite, Italia del Meridione e Impegno Civico Luigi di Maio – Centro Democratico.

I programmi che trattano l’argomento, gli dedicano uno spazio molto variabile. Per esempio, nel programma del Movimento delle libertà si riporta “una revisione delle pensioni minime, la tutela lavorativa e pensionistica per le giovani madri e per i diversamente abili”. Il Partito Comunista Italiano, nel suo programma dichiara di essere “per una qualificata sanità pubblica, universale, gratuita; per la ridefinizione dell’assetto dei servizi di prevenzione, cura e riabilitazione ospedalieri e territoriali, per una diffusa rete di servizi sociali e socio-sanitari rivolta agli anziani, ai disabili, a tutti coloro che vivono condizioni di difficoltà”. Italexit per l’Italia, all’interno del suo programma, cita la disabilità in una parte nella quale si riporta che in Italia ogni anno si stimano circa 42.000 tra feste, sagre e manifestazioni di piazza, delle quali ovviamente, più della metà si svolgono nei mesi da maggio a settembre. Le sagre che hanno i giusti requisiti di autenticità e legame con il territorio sono un elemento distintivo del nostro paese, a patto che rispettino tutte le norme in materia di fisco, di sicurezza alimentare, di igiene, di accessibilità per disabili e sicurezza sul lavoro. Nel programma di Alternativa per l’Italia – No Green Pass, l’ultimo punto recita “attenzione particolare agli anziani e ai disabili con innalzamento immediato a 1.000 euro delle pensioni minime, di vecchiaia e invalidità” e in quello di Forza del popolo si parla di “sburocratizzazione e semplificazione delle procedure di gestione di qualunque attività del terzo settore di solidarietà nei confronti di minori abbandonati o disabili, anziani non autosufficienti, ragazze madri, disabili psichici e fisici in genere e loro sottrazione all’ordinario sistema fiscale e tributario”. Italia sovrana e popolare, all’interno del suo programma, fa menzione della disabilità nella parte dedicata al lavoro, promettendo “socialità per invalidi con assegno minimo a 1000 euro”. Nel programma del Partito Democratico – Italia democratica e progressista Ability Channel ha trovato una citazione della disabilità nel paragrafo “Migliorare i servizi, garantire diritti”. In sintesi, si promette la promozione della digitalizzazione dei processi, per garantire piena accessibilità ai servizi essenziali e qualità dei servizi consolari, un’azione che non deve escludere le persone con disabilità.

Un po’ più articolate le proposte di altri partiti. Italia dei diritti – De Pierro, all’interno del suo programma, cita come obiettivo la difesa delle “fasce sociali più deboli come disabili, anziani, lavoratori precari e disoccupati” e, nel paragrafo “Sanità”, parla del “diritto ad avere un’assistenza sanitaria più efficiente nei piccoli comuni, dove non è prevista la presenza continua di un medico, cosa che lede apoditticamente il diritto alla salute, specie per i pazienti più a rischio come anziani, disabili e soggetti con gravi patologie”. Nel programma di Gilet Arancioni – Unione Cattolica Italiana si propone una revisione delle normative sui punteggi e sul grado di invalidità, che debbono prevedere maggiori controlli sulle delibere adottate, e un sostegno alle famiglie con disabili, anche attraverso il reddito di dignità ai maggiorenni. Il Movimento 5 Stelle nel suo programma, si ripropone di “potenziare il sostegno alle persone con disabilità e ai caregiver“, aumentando gli importi delle pensioni di invalidità per le persone con disabilità, potenziando gli strumenti per i percorsi di vita indipendente, attuando la legge delega in tema di disabilità e definendo e aumentando le tutele per i caregiver. Nel programma di Noi moderati / Lupi – Toti – Brugnaro – UDC si trovano i seguenti punti: sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico attraverso l’incremento dei livelli essenziali di assistenza sociale, controllo sull’effettiva applicazione degli incentivi all’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone con disabilità, anche attraverso l’incremento delle relative risorse e maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave. Il partito Unione Popolare con De Magistris nel suo programma cita la disabilità proponendo: di fornire assistenza gratuita agli anziani non autosufficienti e di introdurre un quadro normativo adeguato per la tutela e l’assistenza di tutte le forme di disabilità, di aumentare le pensioni di invalidità, di dedicare più fondi all’eliminazione delle barriere architettoniche, di investire più risorse nell’assistenza domiciliare e di ampliare i LEA (livelli essenziali di assistenza) per terapie abilitative e riabilitative. Inoltre, dichiara di voler estendere la legge contro il razzismo e gli altri crimini d’odio anche alle violenze e alle discriminazioni motivate da orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Nel programma del Partito Animalista – UCDL – 10 volte meglio si parla di disabilità ai seguenti punti: l’individuo, la sua unicità, i giovani, per un Italia forte e competitiva. Sono al centro del programma: il sostegno alla persona, ai giovani in cerca di un solido percorso di crescita personale e professionale, alle famiglie in difficoltà, alla disabilità, oltre che al successivo piano che riguarda la difesa dei diritti degli animali e delle specie. È necessario che a un sussidio sia affiancata una rete di controllo a maglie strettissime, con una limitazione temporale ben precisa per quanto riguarda la disoccupazione, mentre costante, ma controllato, per coloro che sono affetti da disabilità. Supporto alla disabilità: bisogna istituire un bonus annuale per Regioni e Comuni che si distingueranno per l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle città e sui mezzi di trasporto. Buoni acquisto/fornitura ad uso e consumo secondo le esigenze del singolo disabile. Buoni trasporti per chi lavora, l’assegno di accompagnamento non è sufficiente. Nel programma di Forza Italia si citano le seguenti proposte: sostegno concreto alle famiglie con disabili a carico, attraverso l’incremento dei livelli essenziali di assistenza sociale; controllo sull’effettiva applicazione degli incentivi per l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro, potenziamento di politiche mirate alla piena presa in carico delle persone con disabilità, anche attraverso l’incremento delle relative risorse e maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave.

Ci sono infine partiti che, nei loro programmi, dedicano più spazio alla disabilità e formulano proposte più dettagliate.

Azione – Italia Viva – Calenda tratta tali aspetti in diverse parti del suo programma. Nel paragrafo “Tutelare le persone con disabilità con una normativa omogenea in tutte le Regioni“, si elencano diverse proposte enfatizzando l’inclusione sociale, da raggiungere attraverso “misure relative al ‘budget di salute’ delle persone con disabilità”, un termine che indica “l’insieme delle risorse e i servizi necessari a restituire alla persona con disabilità un ruolo sociale attivo, da realizzare attraverso un progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato”. Inoltre si specifica di voler:

  • favorire interventi per l’abitare civile, perseguendo l’obiettivo di contrasto a forme di segregazione esistenti e garantendo il diritto alla realizzazione del proprio progetto personalizzato di vita;
  • eliminare tutte le barriere che è possibile rimuovere (fisiche, logistiche e culturali);
  • favorire programmi di vita indipendente; riconoscere la figura del “caregiver”, istituendo il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza;
  • realizzare un piano shock per la piena accessibilità di edifici e servizi pubblici;
  • creare un “incentivo accessibilità” destinato ai negozianti e gestori di pubblici esercizi che, pur in assenza di opere di dimensione tale da imporre per legge l’abbattimento delle barriere architettoniche, adottino interventi per consentire l’accesso agli spazi da parte delle persone con disabilità (ad esempio eliminazione del gradino di ingresso, installazione di banconi ribassati, realizzazione di servizi accessibili);
  • adottare un’“assegno per la vita indipendente e la non istituzionalizzazione”, svincolato dal FNA, che vada ad aggiungersi all’indennità di accompagnamento e che sia destinato specificamente a favorire l’autonomia, anche abitativa, delle persone con disabilità non autosufficienti di età più giovane, prevenendo l’istituzionalizzazione e favorendo la deistituzionalizzazione;
  • rendere sistemici gli interventi sperimentati durante l’epidemia da Covid-19 a tutela dei lavoratori fragili: in particolare, nel caso di persone con disabilità o in condizioni di fragilità, il diritto al lavoro agile (c.d. smart working) da eccezione deve divenire strumento strutturale;
  • adottare i decreti attuativi del Jobs Act, con particolare riferimento alla figura del disability manager e, più in generale, incentivare, nell’ambito delle politiche attive per il lavoro, l’assunzione di persone specificamente formate al collocamento di persone con disabilità;
  • intervenire sui meccanismi fiscali che oggi creano un conflitto per le famiglie che, a fronte di retribuzioni minime per il figlio con disabilità derivanti da stage o percorsi di apprendistato, rischiano di perdere il fondamentale beneficio del mantenimento del figlio a carico.

Nella parte del programma dedicato alle famiglie e alla natalità, si propone di potenziare l’Assegno Unico e Universale con l’aumento della maggiorazione in caso di secondo percettore di reddito e revisione dell’ISEE, soprattutto nel caso di figli o persone con disabilità a carico delle famiglie. Si aggiunge di voler introdurre un assegno di rimborso per le spese sostenute per i figli con disabilità, con patologie fisiche o psichiche invalidati, facendo rientrare tra le disabilitàe anche i disturbi del comportamento alimentare, i disturbi specifici dell’apprendimento o i bisogni educativi speciali. A tali punti andrebbe aggiunto anche il rimborso per i costi sostenuti per il servizio dell’educatore per la persona disabile. Anche nella sezione “burocrazia” si fa menzione della disabilità, proponendo di ridurre al minimo l’impatto della stessa “sulla vita quotidiana delle persone più vulnerabili” e specificando i punti sotto riportati:

  • l’esenzione del rinnovo del Contrassegno disabili per le invalidità stabilizzate;
  • l’ottenimento automatico dei benefici fiscali sulle automobili;
  • la possibilità di visita solo documentale per il rinnovo delle patenti speciali;
  • la semplificazione della fornitura di ausili monouso;
  • l’estensione della validità delle terapie ripetitive.

Anche a proposito dello sport, si cita la disabilità definendolo “veicolo di promozione sociale” e “fattore importante nel favorire l’inclusione e l’attività di persone che ne sono portatrici”. Per raggiungere tali obiettivi, il programma si propone di aumentare la diffusione delle strutture dedicate e di formare tecnici specializzati, utilizzando anche le risorse del PNRR

La Lega per Salvini Premier nel suo programma ha inserito diversi punti che riguardano i disabili. Nell’introduzione si fa riferimento “ai soggetti più fragili, ai disabili, agli anziani” e  si parla anche di attività fisica come “medicina preventiva”. Nel paragrafo “Famiglie e natalità“, sono inserite le seguenti proposte:

  • adozione di incentivi per tutte le famiglie, comprese “le famiglie che assistono un anziano o un disabile”;
  • natalità incentivata “aiutando i nuclei familiari che abbiano al loro interno dei disabili”;
  • riforma dell’ISEE con l’introduzione del quoziente familiare (flat-tax familiare), “ovvero il criterio per cui i carici impositivi e tariffari per le famiglie sono ripartiti” anche “in senso orizzontale (tra nuclei familiari con più figli o con soggetti, anche anziani, in condizioni di disabilità e altri meno gravosi dal punto di vista della struttura dei bisogni);
  • misure economiche e fiscali a sostegno dei caregiver familiari;
  • maggiori risorse economiche ed umane a sostegno delle famiglie con figli disabili.

Nella parte “Cultura e identità italiane“, si propone di rendere fruibili dalle persone con disabilità motoria e cognitiva i luoghi della cultura con l’utilizzo “della realtà aumentata e di altre tecnologie abilitanti” e, nel paragrafo sulle nuove tecnologie, si cita la promozione dell’educazione digitale e dell’inclusione tecnologica “con particolare attenzione ai benefici per le persone con disabilità”. Alla voce “Istruzione“, si propone di garantire corsi di specializzazione a docenti di sostegno con almeno 3 anni di esperienza sul campo. Per l’Università invece, parla di promuovere la rimozione delle barriere architettoniche, di garantire servizi adeguati per il percorso di studi, di offrire servizi di orientamento, tutoraggio e traduzione LIS e di misure di sostegno al servizio di trasporto. Nella parte “Politiche per il Mezzogiorno“, la disabilità viene citata riguardo all’incentivazione del turismo accessibile.

Infine, nella sezione “Politiche sociali e inclusioni” si riportano i punti che seguono:

  • realizzazione di un fondo unico nazionale che possa garantire a ogni persona una vita autonoma e dignitosa;
  • maggiore controllo e monitoraggio del livello dei servizi erogati;
  • incentivare percorso del Dopo di Noi e aumento della dotazione del “Fondo Dopo di Noi”;
  • Linee Guida per una riforma dei Centri diurni;
  • percorsi di formazione lavoro mirati e strutturati per la grave e gravissima disabilità o autismo;
  • attuazione della legge delega sulla disabilità;
  • adeguamento delle pensioni di invalidità civile totale e parziale;
  • inclusione alla formazione e al lavoro attraverso la revisione della Legge 68, l’istituzione di corsi di formazione specifici per i ragazzi con disabilità e autismo, l’integrazione dei percorsi a partire dal sistema scolastico, sostegno, orientamento, fino alla prosecuzione dei percorsi di autonomia della persona;
  • promozione di percorsi di mobilità e accessibilità, garantendo l’accessibilità universale all’informazione, alla comunicazione, alla cultura e al turismo;
  • potenziamento della rete di accoglienza ospedaliera per persone con grave e gravissima disabilità cognitiva e intellettiva;
  • previsione di tutele in favore di tutti i lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave;
  • riconoscimento e sostegno al ruolo di cura del caregiver familiare;
  • potenziamento del Ministero per la promozione dei diritti delle persone con disabilità.

Nel programma di Alleanza Verdi e Sinistra e in una mail dello stesso partito pervenuta alla redazione di Ability Channel, si trovano diverse parti riguardanti la disabilità. Nella sezione “L’Italia che ama” si propone di promulgare una legge contro l’omolesbobitransfobia e l’abilismo “che tuteli le persone lgbtqia+ e le persone disabili e che garantisca il diritto ad autodeterminarsi”. Inoltre, si avanza l’idea di una legge sul fine vita “che ascolti le disperate richieste di tante e tanti di poter mettere fine alla propria vita con dignità” e una legge che “regolamenti legalmente produzione, distribuzione e vendita di cannabis“. Il partito promette anche l’attuazione della Legge delega sulla Disabilità, l’attuazione di quanto previsto dalla Legge “Dopo di Noi”, una normativa funzionale alle scuole per la promozione di educazione sessuale e affettività, alle differenze e al rispetto della diversità. Inoltre, si parla anche di riconoscere l’indennità del caregiver. Nella sezione “Italia Sociale”, si dichiara di voler “dialogare con le associazioni di settore per favorire il passaggio da una mentalità assistenzialista che priva di autonomia le persone con disabilità all’inclusione sociale attraverso semplificazione amministrativa, abbattimento delle barriere architettoniche, sensoriali e culturali, potenziamento dei servizi a supporto delle persone con disabilità e delle loro famiglie”. Nella sezione dedicata alla scuola, si cita una riduzione a un massimo di 20 alunni per classe, che diventerebbero 15 nel caso di uno/una alunno/a con disabilità. Sempre per la scuola, spazio ai docenti di sostegno, a cui va garantita stabilità e continuità e nel programma si legge: “così come crediamo che sia giusto porre il problema di estendere garanzie (in termini di retribuzione e diritti) ad altre figure professionali che operano nella scuola, come gli assistenti per l’autonomia degli alunni diversamente abili”. Altre proposte incluse nel programma sono:

  • l‘assunzione di un numero molto maggiore di docenti a tempo indeterminato, sia di base che di sostegno, anche stabilizzando coloro che insegnano precariamente da più tempo;
  • l’intervento di potenziamento massiccio di un trasporto pubblico gratuito ed ecologicamente sostenibile, accessibile alle persone con disabilità;
  • estensione di garanzie (in termini di retribuzione e diritti) ad altre figure professionali che operano nella scuola per gli alunni con disabilità, come gli assistenti per l’autonomia e gli assistenti alla comunicazione che rappresentano un veicolo fondamentale per l’inclusione degli alunni con disabilità;
  • abbattere le barriere architettoniche in ogni istituto scolastico di ogni ordine e grado;
  • combattere l‘inadeguatezza e la lentezza dei finanziamenti per l‘acquisizione di ogni ausilio utile all’inclusione e al percorso apprenditivo degli alunni con disabilità;
  • rendere accessibile il trasporto pubblico per gli studenti con disabilità sin dall’inizio dell’anno scolastico;
  • istituire – se necessario – sin dal I anno della scuola secondaria di II grado percorsi di formazione volti ad inserire, laddove possibile per competenze acquisite, gli studenti con disabilità nel mondo del lavoro allo scopo di costruire percorsi di autonomia e di inclusione nella società.

Circa l’università e la ricerca, si propone:

  • l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali;
  • l’acquisto di ausili didattici e di strumentazioni;
  • la predisposizione di adeguati piani e modalità di partecipazione e di lavoro;
  • la fornitura, laddove necessario, di traduttori LIS e Braille;
  • l’aumento dei tutor e di ore assegnate agli studenti con disabilità per fornire un adeguato supporto durante il loro percorso accademico;

Si parla anche di un “Piano Nazionale per Bambine e Bambini“, con la promozione di giochi per persone con disabilità in tutti i parchi pubblici cittadini e, nella sezione “Italia in Salute”, sono elencati i punti che seguono:

  • creare in ogni Regione presidi sanitari per l’assistenza dei cittadini con disabilità di età pediatrica e adulta con personale medico e infermieristico adeguatamente formato agli approcci terapeutici più indicati;
  • semplificare le pratiche amministrative volte alle richieste di presidi sanitari essenziali per i cittadini con disabilità (pannoloni, alimentazione enterale ecc…) espandendo i termini entro i quali presentare domande nei casi di patologie gravi e gravissime e consentire al malato di inviare richieste e relativa documentazione via mail;
  • aggiornare il nomenclatore tariffario degli ausili, protesici e non;
  • salvaguardare il diritto alla sessualità per i cittadini con disabilità in ogni sua forma, anche attraverso la formazione di operatori all’affettività (love givers) ;
  • favorire l‘assistenza domiciliare per le persone con gravi disabilità;
  • favorire la costituzione di strutture semiresidenziali e centri diurni per persone con disabilità;
  • investire maggiormente sull’accessibilità dei servizi di trasporto pubblico e sull’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • incidere con grande forza e determinazione sui temi dell’inclusione lavorativa, Progetto di Vita, Dopo di Noi e in merito alle figure di caregiver familiari;
  • supportare i caregivers familiari, sia attraverso il supporto psicologico che attraverso del personale qualificato che possa sostituirlo per alcune ore offrendo loro in questo modo un giusto sollievo dagli oneri dell’assistenza;
  • facilitare la socializzazione e garantire l’accessibilità ad ogni luogo pubblico e privato, quale cinema, teatri, concerti, spiagge, parchi, piscine, chiese, esercizi commerciali sia attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, che con l’attivazione del servizio sotto altra forma purché non lesiva della dignità del cittadino con disabilità.

Nel paragrafo dedicato allo sport si parla di “facilitazione per l’accesso alla pratica sportiva delle persone con disabilità di tutte le fasce di età”, con l’aggiunta di un “programma nazionale per ‘l’accessibilità’ degli impianti sportivi”, “l’approvazione definitiva” del disegno di legge sulla tutela dello sport in Costituzione e l’obbligatorietà di inserire negli Statuti delle Associazioni Sportive “i valori del rispetto di sé, degli altri, dell’ambiente, della parità di opportunità, della solidarietà”

Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni, nel suo programma propone:

  • sostegni concreti alle famiglie con disabili a carico;
  • sportelli di ascolto e tutorato alla pari per gli studenti con disabilità;
  • abolire il Reddito di cittadinanza per introdurre un nuovo strumento che tuteli i soggetti privi di reddito, effettivamente fragili e impossibilitati a lavorare o difficilmente occupabili: disabili, over 60, nuclei familiari con minori a carico;
  • avvio di un piano straordinario di edilizia pubblica con un sistema di sinergie pubblico-privato;
  • incentivi all’assunzione di persone con disabilità;
  • aumento strutturale e progressivo delle pensioni di invalidità, che non potranno essere inferiori ad altre forme di assistenza sociale esistenti, affinché l’ampia fascia di beneficiari possa godere di condizioni di vita migliori, più decorose e rispettose della dignità della persona;
  • potenziamento delle misure di diritto allo studio delle persone con disabilità e disturbi specifici dell’apprendimento, anche con un adeguato incremento del numero di “insegnanti di sostegno” e operatori educativi per l’autonomia e la comunicazione;
  • abbattimento delle barriere architettoniche per una concreta trasformazione del territorio e degli ambienti urbani, pubblici e privati, volta a garantire piena accessibilità e mobilità ai cittadini con disabilità;
  • introduzione di maggiori tutele in favore dei lavoratori fragili, immunodepressi e con disabilità grave;
  • completamento della regolamentazione del “caregiver familiare”, assicurando agli aventi diritto concrete misure di sostegno economico;
  • prevedere interventi destinati alle persone con disabilità, garantendo loro il diritto alla mobilità;
  • contrastare il degrado e abbattere le barriere architettoniche e sensoriali che limitano e dequalificano l’offerta turistica.

+Europa nel suo programma ha dedicato una parte specifica alla disabilità, articolata sui seguenti punti:

  • incentivare le amministrazioni comunali, attraverso contributi economici, ad adeguarsi alla Legge n.41/1986 e dotarsi di conseguenza dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, così da favorire l’accessibilità degli spazi alle persone con disabilità;
  • incentivare gli enti pubblici, attraverso contributi economici, ad adeguarsi alla Legge n.4/2004 in materia di accessibilità digitale per i servizi web relativamente alle persone con disabilità;
  • introdurre all’interno di Regioni e Comuni Capoluogo la figura del disability manager, professionista che si occupa dei rapporti tra persone con disabilità ed enti, verificando l’assenza di discriminazioni relative all’abilismo all’interno del luogo di lavoro e nelle normative emanate;
  • introdurre la figura dell’assistente all’emotività, all’affettività e alla sessualità per persone con disabilità, dando seguito al disegno di legge 1442 e alle iniziative del “Comitato per l’assistenza sessuale ai disabili”;
  • prevedere figure di orientamento e accompagnamento al lavoro con competenze specifiche di tutor di inserimento nelle agenzie per il lavoro pubbliche e private per dare vera attuazione alla legge 68/99 di collocamento mirato che risulta particolarmente efficace per le persone con neurodiversità.

Sulla disabilità non c’è solo uno spazio dedicato, ma ad essa si fa riferimento anche in altri parti del programma, proponendo:

  • investimenti sull’assistenza residenziale e domiciliare per la popolazione fragile, anziani, non autosufficienti o con disabilità e su nuovi modelli di Farmacie di comunità;
  • una legge che garantisca la possibilità di ricorrere all’aiuto medico alla morte volontaria e all’eutanasia per le persone capaci di intendere e di volere affette da patologie irreversibili che siano fonte di sofferenze insopportabili. Tale legge è necessaria per dare seguito alle pronunce della Corte Costituzionale n° 207 del 2018 e n° 242 del 2019, senza introdurre ulteriori limitazioni alla libertà di scelta ma al contrario rafforzandola, permettendo di fare ricorso anche alle persone che rispecchiano gli altri criteri ma non sono tenute in vita tramite trattamenti di sostegno vitale, come i malati oncologici in fase terminale e inguaribile;
  • la legalizzazione e regolamentazione della Cannabis, in nome della libertà individuale, della lotta alla criminalità e del contrasto ai profitti delle narco-mafie, dell’efficienza del sistema giudiziario, della tutela della salute pubblica, della libertà di accesso alle cure dei malati e della ricerca scientifica, nonché del recupero di risorse per le finanze pubbliche. In primo luogo, si intende diffondere politiche di riduzione del danno come il drug checking e favorire l’approvazione definitiva della Proposta di Legge Magi, che prevede la legalizzazione della coltivazione domestica per uso personale di quattro piante di Cannabis, come primo passo verso un processo di completa legalizzazione.

In conclusione, una grande varietà di approcci alla disabilità da parte dei partiti che si presentano alle elezioni politiche del 2022. Si va da quello che non la cita affatto a quello che formula proposte molto dettagliate. Certamente vedere tanta attenzione alla disabilità e ai disabili da parte di alcuni partiti è confortante, ma molto più confortante sarebbe vedere concretizzate le proposte include nel programma, ma per questo si dovrà aspettare perché in politica, in Italia, tra il dire e il fare…

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