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Decreto ISEE, cosa cambia per le persone disabili

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Decreto ISEE, cosa cambia per le persone disabili

L’ISEE è stata una delle ultime misure approvate dal governo di Enrico Letta. Il “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente” è stato introdotto dal decreto “Salva Italia”. Quest’indicatore viene usato per valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie e per regolare l’accesso a prestazioni sociali e sociosanitarie erogate dalle Regioni, dallo Stato o a livello locale.

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L’ISEE è usato per partecipare a prestazioni agevolate o per richiedere aiuti economici, l’indicatore interessa direttamente anche i disabili. Modificarlo significa intervenire sull’indicatore relativo al reddito (ISR, indicativo della situazione reddituale), quello relativo al patrimonio (ISP, indicativo della situazione patrimoniale) e le scale di equivalenza per la ponderazione della composizione del nucleo. Una delle novità riguarda l’ISR, nell’indicatore vengono introdotte alcune somme anche se esenti dall’imposizione fiscale. Si allunga l’elenco di ciò che rientra nella composizione del reddito e fra le aggiunte troviamo anche i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari: pensioni, invalidità, assegno di maternità, contributi per abbattere le barriere architettoniche, social card, acquisto di prodotti per il trasporto personale e gli altri contributi pubblici.

Il valore patrimoniale, invece, aumenta perché si prende in considerazione il valore degli immobili rivalutato ai fini dell’IMU, si riduce la franchigia sulla componente immobiliare e viene incluso il patrimonio all’estero. Per quanto riguarda le scale di equivalenza, sono state inserite delle maggiorazioni per tenere conto di condizioni specifiche relative alle famiglie: numerosità dei figli (da 3 in su), presenza di minori con entrambi i genitori che lavorano e nuclei “monogenitoriali”, ossia famiglie con un unico genitore.

Ma cosa cambia con il nuovo ISEE per le persone disabili? Nel nuovo indicatore vengono tenute presenti tutte le tipologie di reddito anche quelle fiscalmente esenti, vanno però tenute in conto le seguenti franchigie:

  • redditi da lavoro dipendente, sottrazione del 20% fino a un massimo di 3.000 euro;
  • per pensioni e trattamenti di assistenza, di indennità o di previdenza si sottrae il 20% fino a un massimo di 1.000 euro;
  • si può dedurre l’affitto con un incremento di 500 euro a figlio a figlio convivente successivo al secondo.

Se nel nucleo abitativo sono presenti persone disabili dalla somma di tutti i redditi sono previste detrazioni in base alla gravità della disabilità e all’età della persona:

  • chi ha disabilità media ha diritto a 4.000 euro, incrementati a 5.500 se minorenni;
  • chi ha disabilità grave ha diritto a 5.500 euro, incrementati a 7.500 se minorenni;
  • chi non è autosufficiente ha diritto a 7.000 euro, incrementati a 9.500 se minorenni.

Dalla somma dei redditi si possono anche detrarre le spese sanitarie per i disabili fino ad un massimo di 5.000 euro e le spese per i collaboratori domestici o per gli assistenti personali. E’ possibile considerare nel nucleo familiare del beneficiario esclusivamente il coniuge e i figli escludendo altri eventuali componenti della famiglia. Il disabile adulto che vive con i propri genitori potrebbe rappresentare un nucleo a sé. Le prestazioni erogate a casa e con ciclo continuativo hanno regole diverse: si tiene conto della condizione economica anche dei figli del beneficiario non inclusi nel nucleo familiare e si integra l’ISEE di una componente aggiuntiva per ogni figlio, una regola che viene introdotta per differenziare la situazione economica delle persone non autosufficienti che hanno figli. Va sottolineato che l’ISEE è solo un misuratore della condizione delle famiglie, le soglie per l’accesso alle prestazioni spetta all’ente. Gli Enti dovranno adeguarsi al nuovo indicatore, l’ISEE. Non si potrà applicare l’ISEE a prestazioni che non la usavano prima. L’ISEE non si applica alle pensioni di invalidità civile.

Vengono individuate nuove soglie solo per 2 tipologie di assegni di sostegno al reddito: l’assegno alle famiglie con almeno tre figli minorenni e l’assegno di maternità per chi ha ISEE minore a 16.737 euro. Con il nuovo ISEE fa parte del nucleo familiare del figlio anche il partner o il genitore che ha riconosciuto il figlio anche se non coniugato con l’altro genitore a meno che non sia coniugato con un’altra persona che non sia l’altro genitore . Il decreto riguarda anche le agevolazioni in ambito universitario: va specificato che lo studente continua a far parte del nucleo familiare dei genitori anche se vive presso una residenza diversa dal nucleo familiare da meno di 2 anni.

Per calcolare l’ISEE va tenuto conto dei dati dell’anno precedente, ma con la nuova legge si introduce la possibilità di calcolare tempi più ravvicinati. Diminuiscono le autocertificazioni.

Per i disabili il nuovo ISEE prevede vantaggi, ma anche svantaggi. Secondo il nuovo regolatore, i disabili potranno apparire “più ricchi”, ma è una ricchezza apparente legata alle prestazioni che lo Stato e le Regioni erogano per i disabili. In merito ci sono state molte polemiche e tutte le categorie di settore hanno chiesto di eliminare dal decreto l’articolo che considera ricchezza quella legata a queste prestazioni. Un fattore positivo, invece, è la possibilità sventata di sottoporre all’ISEE l’erogazione per l’indennità di accompagnamento. La palla ora passa al nuovo governo guidato da Matteo Renzi.

Chiara Laganà

Fonte: AISM

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