Bisogna ricordare che il DDL Zan parla anche di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità

Notizia |
Fact checked
Bisogna ricordare che il DDL Zan parla anche di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità

Il tema è sulla bocca di molti, chi è contrario e chi è favorevole, ma, come giustamente ci ricorda la Fish, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, il famoso DDL Zan si occupa anche di discriminazione nei confronti delle persone con disabilità, una tema spesso dimenticato. 

Potrebbe interessarti anche…

Il DDL Zan 

Il disegno di legge reca “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, chiamata DDL Zan per via del cognome del relatore alla Camera dei Deputi, Alessandro Zan. 

Il testo prevede l’estensione nell’ambito di applicazione delle sanzioni già previste dalla Legge Mancino, che punisce gli atteggiamenti e i comportamenti discriminatori relativi all’etnia, alla razza e alla religione, anche alle discriminazioni relative all’identità di genere, al sesso, all’orientamento sessuale e alla disabilità. 

Il DDL prevede pene per queste discriminazioni: reclusione fino a un anno e 6 mesi o multa fino a 6.000 euro per chiunque istiga a commettere o commette atti discriminatori e reclusione da 6 mesi a 4 anni per chiunque istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza sempre per queste discriminazioni. 

Il disegno di legge introduce il divieto di associazionismo che si basa sull’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi di genere e una pena da uno a sei anni di reclusione. Il divieto è esteso anche a chi partecipa, promuove, dirige o presta assistenza a questi gruppi o associazioni. 

La posizione della Fish 

La Fish sottolinea che “le persone con disabilità sono ugualmente esposte a insulti e disprezzo che si traducono spesso in comportamenti discriminatori originati da pregiudizi e stereotipi; gli episodi vanno dai maltrattamenti alle violenze in alcune RSA, al bullismo e al cyberbullismo nelle scuole, alla sosta vietata delle autovetture negli spazi riservati. Inoltre, nel caso delle persone con disabilità, ci troviamo di fronte a discriminazioni multiple, perché la stessa donna o lo stesso uomo può subire, ulteriori atti discriminatori inerenti al genere, all’etnia, all’orientamento sessuale o altre caratteristiche”. 

La Federazione ribadisce che “l’Italia, è ancora troppo lontana dal riconoscere pari opportunità e stessa cittadinanza ai diritti delle persone con disabilità e, allo stesso tempo, è un luogo in cui il concetto e la definizione di disabilità «quale risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali e ambientali che impediscono la piena partecipazione alla società sulla base di uguaglianza con gli altri», fatica ad affermarsi. Per questo servono leggi, norme, ma anche risorse investite in maniera adeguata. Serve anche creare consapevolezza tra le persone contro i crimini d’odio, serve una strategia per il contrasto alle discriminazioni verso le persone con disabilità. In altre parole, c’è bisogno di una autentica operazione culturale per garantire realmente l’inclusione e le pari opportunità nel nostro Paese”. 

La Fish “ritiene necessaria una politica della prevenzione, che stimoli l’educazione al rispetto per l’altro. E, in questo senso, una vasta opera di sensibilizzazione presso l’opinione pubblica e la società civile, in tutti i luoghi dove si fa comunità e aggregazione sociale. Fish, quindi, valuta positivamente l’adozione di quelle norme che oltre a proteggere le persone dalle violenze contemplino azioni formative nelle scuole dedicate alla prevenzione di tutte le discriminazioni”. 

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.