Crip Camp, il doc di Netflix che parla della nascita del movimento dei diritti per i disabili

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Crip Camp, il doc di Netflix che parla della nascita del movimento dei diritti per i disabili

Nel 1971 un piccolo campeggio estivo per persone con disabilità cambiò per sempre la storia dei diritti dei disabili. La storia di Camp Jened è al centro di Crip Camp: disabilità rivoluzionarie diretto da Nicole Newnham e Jim LeBrecht e prodotto anche da Barack e Michelle Obama. Era candidato agli Oscar fra i migliori documentari ed è davvero importante il messaggio che trasmette.

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Il campeggio pensato per i giovani disabili negli anni ’70 è stato fondamentale per la nascita del movimento in favore dei diritti delle persone con disabilità. Crip Camp (il campeggio degli “storpi”) viene raccontato dalle voci e dalle storie dei protagonisti e James LeBrecht stesso, nato con la spina bifida, è uno dei ragazzi che entra per la prima volta nella sua vita in un campeggio. Una telecamera segue i protagonisti in questa esperienza, questa prima volta, e molti di loro diventeranno qualche mese più tardi gli attivisti per i diritti dei disabili per l’intero Stato.

Saranno alcuni di loro, fra cui l’attivista Judith Heumann, a partecipare al sit-in per la 504, una sezione del Rehabilitation Act, la legge che negli USA si occupa dei diritti dei disabili. Un momento fondamentale per la storia delle persone con disabilità: una protesta che durò 23 giorni con scioperi della fame, manifestazioni, picchetti per ridare dignità all’intera popolazione. Loro manifesteranno per avere strade ed edifici accessibili e per chiudere gli istituti di cura dove molti di loro erano tenuti in condizioni terribili.

Crip Camp non è solo questo. Fra risate, ricordi, lacrime e racconti i protagonisti sottolineano che sono sempre stati trattati come ragazzi normali in quell’estate che cambiò la loro vita a Camp Jened. È qui che molti di loro hanno scoperto il sesso e ne parlano con estrema libertà e senza filtri, una delle ragazze che parteciparono al campeggio racconta come un dottore le rimosse una perfettamente sana appendicite perché non arrivava a credere che avesse la gonorrea.

Camp Jened è figlio dei valori degli anni ’60 e sembra una sorta di “Woodstock” per persone con disabilità. I partecipanti sono adolescenti: fumano, flirtano e parlano della loro presenza nel mondo. Per un attimo le loro disabilità psichiche e mentali vengono messe da parte, sono ragazzi comuni con bisogni e necessità comuni. Fra di loro la rappresentante Judith diventerà uno dei volti più noti della comunità di persone con disabilità negli USA. Come vi abbiamo anticipato, questi stessi ragazzi qualche anno dopo Camp Jened scenderanno in piazza per prendere coscienza di sé durante il sit-in per la 504 e saranno affiancati dalla comunità LGBTQ e dai Black Panthers accanto a loro nella lotta perché l’obiettivo finale è lo stesso: trovare la propria voce.

Era un campeggio, come spiega Larry Allison, una di loro, dove i ragazzi potessero provare a fare gli adolescenti senza etichette e senza essere vittima di stereotipi. Sono loro stessi a ritrovarsi nelle lotte e combatteranno per annullare la legge delle discriminazioni basate sulla disabilità, abolita solo nel 1990 e grazie anche ai ragazzacci del Crip Camp.

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