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Crescono gli alunni disabili, ma solo il 15% delle scuole è privo di barriere architettoniche

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Crescono gli alunni disabili, ma solo il 15% delle scuole è privo di barriere architettoniche

L’ISTAT ha pubblicato i dati relativi all’inclusione scolastica degli studenti disabili e c’è ancora della strada da fare, soprattutto per il sindacato della scuola Anief. Al fronte di un aumento degli studenti disabili nelle scuole italiane, l’inclusione è ancora lontana.

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Nelle 55.209 scuole italiane, nell’anno scolastico 2018-2019, ci sono stati 284mila studenti con disabilità, il 3,3% degli iscritti. Questo è un numero che negli ultimi anni ha subito una costante crescita, e, rispetto a dieci anni fa, ora sui banchi ci sono 91mila allievi con disabilità in più. La qualità dell’offerta scolastica è fondamentale per l’inclusione dei 284mila studenti, così come rendere accessibile lo spazio scolastico, garantire accesso alle tecnologie adeguate, impiegare figure competenti per far sì che gli studenti abbiano una didattica esclusiva.

Restano, invece, numerose barriere architettoniche nei plessi scolastici, solo una scuola su tre è accessibile. Come per molti dati di questo studio, l’Italia appare divisa: il Nord ha una situazione migliore rispetto al Sud con il 38% di scuole a norma, contro il 29%. La regione d’Italia con più scuole accessibili è la Valle d’Aosta con il 67% di plessi senza barriere architettoniche e dall’altro lato c’è la Campania con il 24% degli edifici a norma.

Il problema peggiore riscontrato dagli studenti con disabilità è la mancanza totale di un ascensore o il fatto che quello presente non sia adatto al trasporto di persone disabili (il 46%). Il 33% delle scuole, invece, non ha le rampe, mentre il 29% non dispone di bagni a norma.

Ancora difficoltà per gli studenti che hanno bisogno di ausili senso-percettivi, solo il 18% delle 55.209 scuole d’Italia ne ha almeno uno. Anche qui il Nord e il Sud hanno due realtà differenti: il 23% di plessi scolastici nel Nord è a norma contro il 14% nel Sud. In un dato l’Italia riscontra gli stessi problemi, solo il 15% delle scuole ha realizzato lavori per abbattere le barriere architettoniche.

Nell’apprendimento, la tecnologia può essere di grande aiuto per gli studenti con disabilità, ma una scuola su quattro in Italia non ha le postazioni informatiche adatte agli alunni. E anche qui ci sono differenze: il 78% delle scuole dell’Italia centrale li possiede, mentre al Nord e al Sud si ferma al 75%. Spesso le postazioni informatiche sono fuori dall’aula (più del 60% delle scuole) ed è un ulteriore ostacolo per gli studenti. Questo accade nel 22% delle scuole a livello nazionale, 17% al Nord, 23% al Centro e 26% al Sud. Altri dati per la scuola dell’infanzia che ha bisogno di supporti informatici diversi e non ci sono differenze fra Nord e Sud e solo il 19,5% delle strutture ha il supporto specifico.

Il problema maggiore per gli studenti con disabilità continua a essere legato agli insegnanti di sostegno. Nell’anno scolastico preso in considerazione dall’ISTAT erano 173mila con un rapporto di 1,6 alunni per ogni insegnante. Non ci sono però docenti specializzati e solo il 36% è selezionato dalle liste curriculari. Il 47% dei docenti di sostegno del Nord è scelto in queste liste contro il 21% del Sud. Solo il 12% dei professori di sostegno ha seguito una formazione specifica.

Situazione ancora meno rosea per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, una figura che si affianca agli insegnanti di sostegno nella vita scolastica degli studenti con disabilità. In tutta Italia sono meno di 54mila, 19 per ogni 100 alunni con un rapporto alunno/assistente che si attesta a 4,8 a livello nazionale, 5,8 nel Sud, 4,4 nel Centro e 3 in alcune regioni del Nord, come la provincia autonome di Trento e le Marche.

Gli studenti con disabilità che frequentano la scuola primaria e secondaria di primo grado sono 177mila, il 3,9% del totale degli alunni. Tutti hanno una certificazione in base alla legge n° 104. Hanno un’età media di 8,4 anni nella primaria e 12,4 nella secondaria di primo grado e sono prevalentemente maschi: 212 contro 100 femmine. Il 42% degli studenti ha una disabilità intellettiva, il 26,4% ha difficoltà nello sviluppo e l’8% problemi sensoriali. Quasi la metà, il 40%, presenta più di un problema. Il 18, 5%, inoltre, ha difficoltà a spostarsi, mangiare, andare in bagno da solo. Questa è la maggior difficoltà per la maggior parte degli studenti 16,8% contro spostarsi (12%) e mangiare da soli (7,6%).

Tornando alle ore di sostegno, il numero di ore a settimana sono 15,4 nella scuola primaria, 14,1 nel primo ciclo e 12, 3 nella secondaria di primo grado. Nell’ultimo anno sono aumentate in tutto il Paese, ma i bisogni degli alunni non vengono ancora soddisfatti. A pesare sul rendimento scolastico è soprattutto il rapporto discontinuo che si crea fra studente con disabilita e insegnante di sostegno: ci sono molti cambi e non si riesce a instaurare un legame di fiducia fondamentale per l’allievo. Più della metà degli studenti, il 57,6%, ha cambiato professore di sostegno nell’anno accademico: il 61% se studiano al Nord e il 52,6% al Sud.

Calano, inoltre, anche le ore a disposizione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione: 8,9 a settimana nei casi lievi e 11,5 in quelli più gravi, ma anche in questo caso la domanda resta insoddisfatta. Solo il 5,7% degli alunni ha bisogno di questa figura, ma continua ad andare a scuola senza.

Dati che hanno anche preoccupato il sindacato della scuola Anief, secondo il quale “il sostegno agli alunni disabili non funziona”. È impossibile garantire la continuità didattica a molti degli studenti con disabilità: 6 su 10 hanno cambiato il proprio docente e il 10% ha studiato con due insegnanti differenti nel corso dell’anno scolastico. Per il sindacato, la “continuità didattica” non tiene presente delle “10mila cattedre di sostegno vacanti” perché è impossibile assumere questi insegnanti. Numeri “avvilenti” per il sindacato che sottolinea come si continuino ad assegnare 60mila posti all’anno a supplenti che spesso non hanno una formazione adeguata.

C’è un modo di invertire la rotta per Anief, come sottolinea Marco Pacifico: “Siamo arrivati a 80 mila posti in deroga su 180 mila insegnanti di sostegno e gli alunni con disabilità certificata aumentano al ritmo di 10 mila l’anno”. Ecco come si potrebbe dare loro la “continuità didattica” secondo il sindacato Anief: “Riconvertire i posti dal 30 giugno al 31 agosto, aprire i corsi di specializzazione ai docenti con 36 mesi di servizio, assumere in ruolo con un Call veloce da graduatorie di istituto”.

Chiara Laganà

Fonti: Istat, Superabile