Cresce la spesa per le persone con disabilità ma sempre sotto la media UE

Notizia |
Cresce la spesa per le persone con disabilità ma sempre sotto la media UE

La spesa per il welfare dei comuni nel 2018 cresce per il quinto anno consecutivo e aumenta anche quello per le persone con disabilità, ma rimane al di sotto della media dell’Unione Europea. Questo è quanto viene indicato da un recente rapporto dell’ISTAT sulla spesa sociale dei comuni. 

Potrebbe interessarti anche…

Nel 2018 la spesa dei Comuni per i servizi sociali, al netto del contributo degli utenti e del Servizio Sanitario Nazionale, ammonta a circa 7 miliardi 742 milioni di euro (pari allo 0,42% del Pil e all’1,5% della spesa per la protezione sociale). Rispetto al 2017 la spesa per i servizi sociali aumenta del 3,1% (circa 224 milioni di euro), passando da €120 a €124 pro-capite. 

Rispetto alla media Ue, l’Italia destina una quota importante del Pil alla protezione sociale (28,8% contro 27,9%): il 66% è assorbito dalla previdenza, circa il 23% dalla sanità e solo l’11% dall’assistenza. La quota di spesa rivolta agli anziani, che include le risorse per le pensioni di anzianità e vecchiaia, è più alta (49% contro 40,3% della media europea) mentre sono più basse quelle per la disabilità (5,7% contro 7,6%) e per le famiglie con figli (4,1% e 8,3%). 

I servizi sociali dei Comuni sono rivolti prevalentemente alle famiglie con figli e ai minori in difficoltà, agli anziani e alle persone con disabilità (ambiti che assorbono l’82% delle risorse impegnate).  

Le risorse sono aumentate per quasi tutte le aree di utenza, con tassi sopra la media nazionale per l’area disabili (+6,9%) e per il contrasto della povertà e del disagio adulti (+5,1%), mentre solo calate le risorse per gli anziani (-1,3%) che pur erano cresciute l’anno precedente (+5,3%). 

Continua il divario nord-sud: si passa dai €22 pro-capite della Calabria ai 540 della Provincia Autonoma di Bolzano. La spesa sociale del Sud è molto più bassa rispetto al resto d’Italia: €58 annui pro-capite contro una media nazionale di 124. Le Isole, trainate dalla Sardegna, toccano i 122 euro pro-capite, il Nord-ovest 133, il Centro 137 e il Nordest 177. 

Crescono le risorse per le persone con disabilità 

Nel 2018 la spesa sociale per le persone con disabilità è aumentata del 6,9% rispetto al 2017. Rispetto al 2003, primo anno in cui l’Istat ha raccolto i dati sulla spesa dei Comuni per interventi e servizi sociali, le risorse destinate alle persone disabili sono quasi raddoppiate: da un miliardo e 22 milioni di euro nel 2003 a 2 miliardi e 5 milioni di euro nel 2018. Nello stesso periodo la spesa annua pro-capite per persona disabile residente è passata da €1.478 a 3.212 ed è aumentato il peso di questa tipologia di beneficiari sulla spesa sociale totale dei Comuni: dal 19,7% al 26,8%.  

Tale crescita è riconducibile principalmente all’introduzione del Fondo nazionale per la non autosufficienza, istituito con l’intento di fornire sostegno a persone con gravissima disabilità e ad anziani non autosufficienti. Le risorse sono finalizzate alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell’assistenza socio-sanitaria e si aggiungono a quelle già destinate da Regioni e autonomie locali a prestazioni e servizi a favore di persone non autosufficienti. Il Fondo sembra aver garantito una maggiore tutela alle persone con disabilità rispetto ad altri segmenti vulnerabili della popolazione.  

Dal punto di vista territoriale le risorse impiegate per i servizi di supporto ai disabili continuano a essere disomogenee e con differenziali di crescita. Il Nord-est in particolare è l’area d’Italia con l’aumento più sostenuto nel 2018 (+10,7%), seguono il Centro (+7,9%), il Nord-ovest (+7,6%) e le Isole (+3,5%); la spesa è rimasta stabile al Sud, in linea col precedente anno. In termini pro-capite i valori oscillano tra i 5.509 euro del Nord-est e i 1.017 del Sud.  

La spesa per la protezione sociale riferita alla disabilità, che include le pensioni di invalidità civile e altri interventi statali in denaro, rapportata al totale dei residenti, è inferiore in Italia rispetto alla media europea (€426 per abitante contro i 566 della UE). La differenza è ancora più evidente rispetto alla Francia (676) o alla Germania (898). Il divario più marcato riguarda la quota non monetaria, riferita a servizi per le persone con disabilità, di cui i servizi sociali dei Comuni rappresentano una componente importante. 

La metà della spesa dei Comuni per i disabili (50,7%) è destinata a interventi e servizi, in particolare quelli educativo-assistenziali e per l’inserimento lavorativo, i quali da soli assorbono il 25,6% della spesa totale. La seconda voce di spesa, che assorbe il 27% dell’area disabilità, è rappresentata dai trasferimenti in denaro e il 22,3% dalla gestione di strutture (centri diurni e strutture residenziali). Cresce il ruolo dei servizi di assistenza domiciliare e degli assegni di cura (il 13,4% della spesa totale per i disabili, per una platea di beneficiari pari a 82.824 utenti). La spesa per l’assistenza domiciliare socio-assistenziale ammonta a 162 milioni di euro, con una media annua per utente di €3.677 a livello nazionale ma con ampi divari regionali che vedono in testa il Lazio (€7.560 per disabile) e fanalino di coda la Calabria (€1.621). 

La spesa per famiglie e minori 

Anche nel 2018 la maggior spesa sociale è quella destinata a minori e famiglie con figli: circa 2,8 miliardi di euro (38,1% della spesa totale), in crescita rispetto al precedente anno (+2,7%). A livello territoriale è il Centro Italia la ripartizione che destina più fondi a quest’area (41,3%), seguono il Sud (40,4%), il Nord-ovest (39,2%), il Nord-est (36%) e le Isole (30,3%).  

In termini pro-capite (in rapporto al numero di residenti nelle famiglie con minori di 18 anni) le risorse sono passate da €176 nel 2017 a 184 nel 2018, ma permane l’ampio divario Nord-Sud: si passa infatti dai €569 spesi per abitante della Provincia Autonoma di Bolzano ai 27 della Calabria.  

Nel confronto con l’Europa, riferito al più generale comparto della protezione sociale, la spesa procapite (in questo caso rapportata al totale dei residenti) risulta decisamente più bassa nel nostro Paese (€311 nel 2018 contro 616 della media Ue) e il divario è ancora più ampio rispetto a paesi limitrofi come Francia (€789) e Germania (1.189). La quota più ampia della spesa per le famiglie con figli è riferita ai trasferimenti in denaro, mentre la spesa per i servizi, riconducibile principalmente ai servizi sociali dei Comuni, risulta una quota ridotta ed è molto inferiore rispetto alla media europea. 

In calo la spesa per gli anziani ma cresce quella per il contrasto a povertà e disagio adulti 

Nel 2018 la spesa per i servizi sociali destinati agli anziani è pari a circa 1,29 miliardi di euro (-1,3% rispetto al 2017), il 17,2% del totale, terza dopo l’area famiglia e minori e l’area disabili. La spesa per gli anziani raggiunge la quota più elevata nel Nord-est (21,4%), con livelli anche molto elevati in Valle d’Aosta (72,9%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (46,1%), dove rappresenta la voce più consistente della spesa sociale. La spesa pro-capite, calcolata sulla popolazione residente di 65 anni e più, ammonta a €94 annui e presenta notevole variabilità a livello regionale: da €1.276 per anziano residente nella Provincia Autonoma di Bolzano a €21 in Calabria. 

Per contrastare la povertà e il disagio adulti i Comuni hanno speso 563 milioni di euro nel 2018, il 5,1% in più rispetto al 2017 (7,5% delle risorse impegnate per servizi e interventi socio-assistenziali). Gli utenti presi in carico dal Servizio sociale professionale e indirizzati verso vari tipi di servizi e interventi sono stati quasi 430mila. 

Simon Basten

Fonte: ISTAT

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.