Continua la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità anche in tempi di Covid

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Continua la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità anche in tempi di Covid

A causa della pandemia causata dal Covid-19, molte certezze che si pensavano fossero acquisite per quanto riguarda i diritti delle persone con disabilità, sono state minate. Questo è uno dei problemi principali riscontrati nel bilancio delle attività per il 2020 del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Lega per i diritti delle persone con disabilità (LEDHA). 

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Il Centro della LEDHA nasce nel 2015 per aiutare le persone che si ritengono vittime di discriminazione. Il Centro offre: ascolto, informazione e consulenza alle persone con disabilità vittime di discriminazione; presa in carico stragiudiziale per contrastare le situazioni di discriminazione fondata sulla disabilità; sostegno a ricorsi antidiscriminatori che potranno coinvolgere direttamente anche LEDHA. 

Il Centro ha evidenziato che rispetto agli anni precedenti c’è stato una sorta di “arretramento” sulla consapevolezza dei propri diritti da parte delle persone con disabilità. Il rapporto sull’attività sottolinea che se negli anni precedenti si era raggiunto un ottimo livello di conoscenza diffusa sui propri diritti, anche grazie alla presenza di un ampio quadro normativo vincolante, nel corso del 2020 si è invece assistito ad una sorta di blackout, dovuto all’emergenza epidemiologica da Covid-19, per la gestione della quale sono stati promulgati nel tempo diversi provvedimenti legislativi e amministrativi, spesso complessi da comprendere e interpretare. I legali del Centro hanno pertanto dovuto ricominciare da capo una vera e propria campagna finalizzata all’accrescimento della consapevolezza dei diritti al fine di sostenere le persone. 

“La consapevolezza dei diritti sull’inclusione scolastica di bambini e ragazzi con disabilità, ad esempio, ha subito un rallentamento. Quasi un congelamento”, commenta Laura Abet, avvocato del Centro Antidiscriminazione di LEDHA. “Sebbene durante la pandemia siano state emanate specifiche disposizioni a tutela dei diritti degli alunni con disabilità, poche famiglie si sono attivate perché questi diritti venissero garantiti”.  

Esempi di aree d’intervento 

Nel 2020 sono pervenute 997 richieste al Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi, poco inferiore al totale del 2019 (1.059). Vi elenchiamo alcuni esempi di interventi. 

Interventi effettuati con specifico riferimento all’emergenza epidemiologica da Covid-19 

  • per ottenere la possibilità per le persone con disabilità particolari di potere effettuare delle passeggiate all’aperto anche durante il periodo di “lockdown duro”  
  • per garantire l’attivazione della didattica a distanza anche per gli alunni con disabilità  
  • per ottenere la possibilità per gli alunni con disabilità di frequentare la scuola in presenza 
  • per ottenere la rimodulazione del progetto individuale (art. 47 e 48 del decreto Cura Italia) 
  • per garantire alle persone con disabilità il diritto di uscire dalle strutture residenziali  
  • per garantire il diritto di visita dei familiari alle persone con disabilità inserite in strutture residenziali per ottenere il riconoscimento della possibilità di smart working 
  • per ottenere il riconoscimento dei permessi e dei congedi lavorativi Covid 
  • per garantire ai lavoratori con disabilità la giusta tutela da parte dei datori di lavoro rispetto ai pericoli di contagio durante la pandemia da Covid-19 

Scuola 

  • per mancata corretta convocazione del GLO per l’inclusione dell’alunno con disabilità  
  • verso i dirigenti scolastici per la mancata definizione del PEI 
  • per ritardi dovuti alla mancata nomina degli insegnanti di sostegno 
  • per ottenere le ore di sostegno che risultavano inadeguate rispetto al bisogno indicato nel PEI dell’alunno con disabilità 
  • contro la riduzione arbitraria o l’inadeguata fornitura di ore di assistenza all’autonomia da parte di enti locali  
  • contro la decisione della scuola di riduzione dell’orario scolastico al solo alunno con disabilità  
  • per mancata garanzia della continuità didattica laddove era, al contrario, possibile garantirla, a fronte di mere esigenze organizzative della scuola (come tali, recessive rispetto alla garanzia dell’inclusione scolastica)  
  • per ottenere la didattica domiciliare 
  • per garantire la partecipazione di ragazzi con disabilità ai centri estivi su base di uguaglianza con gli altri  
  • per intimare alle Università l’applicazione agli studenti con disabilità dell’esenzione dalle tasse universitarie  

Barriere architettoniche 

  • per diffidare gli enti locali ad eliminare le barriere architettoniche presenti in spazi pubblici  
  • per diffidare i titolari di attività private aperte al pubblico al fine di rendere tali attività pienamente accessibili e usufruibili anche alle persone con disabilità  

Lavoro 

  • per ottenere il riconoscimento di permessi ex Legge 104/1992 o congedi straordinari 
  • per richiamare le Aziende al rispetto della normativa in materia di diritti dei lavoratori e per diffidarle dal mettere in atto condotte discriminatorie nei confronti dei lavoratori con disabilità  

Accertamento e provvidenze economiche 

  • per ottenere dall’INPS la correzione in via amministrativa dei certificati di invalidità per errata individuazione della diagnosi o l’inserimento delle voci fiscali 

Edilizia residenziale pubblica  

  • per contestare la cancellazione di persone con disabilità dalle graduatorie di partecipazione  
  • per denunciare la non accessibilità degli alloggi  
  • per segnalare l’indisponibilità di alloggi adeguati alle persone con disabilità  
  • per ottenere per le persone con disabilità il cambio alloggio 

La legge 67/2006 

La legge 67/2006 tutela le persone diversamente abili in caso di discriminazione, diretta o indiretta, tranne nei casi in cui la discriminazione avviene sul posto del lavoro, che ricadono sotto il D.lgs 216/03. 

Secondo la legge non ci può essere nessun pregiudizio. 

  • Si ha discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una persona non disabile in situazione analoga. 
  • Si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone. 
  • Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie, ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti. 

Questa legge purtroppo è spesso ignorata. 

Cosa fare quando si ritiene di essere stati discriminati

Nel caso si ritenga di essere stato discriminato, un buon punto di riferimento per segnalare il fatto e chiedere consiglio è il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi  (link). Una seconda possibilità è l’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (link), che si occupa di tutti gli episodi di discriminazione, dunque anche quella verso le persone con disabilità. Infine, si può contattare anche l’Anmic, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, che da qualche anno  ha messo a disposizione un numero verde antidiscriminazione (link).

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