Congedo straordinario per assistere il genitore anche al figlio non convivente

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Congedo straordinario per assistere il genitore anche al figlio non convivente

In una recente sentenza, la Corte Costituzionale ha stabilito che anche il figlio non convivente ha il diritto al congedo straordinario per assistere il genitore con disabilità grave. La Corte ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo del 26 maggio 2001, n. 151 che prevedeva la possibilità di congedo straordinario solo in caso di convivenza.

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La Corte ha sottolineato che in mancanza di tutti gli altri familiari che potrebbero godere di questo beneficio (nell’ordine: coniuge convivente, padre e madre anche adottivi, figli conviventi, fratelli e sorelle conviventi, parenti o affini entro il terzo grado sempre conviventi), non si può discriminare i figli che per ragioni di lavoro sono costretti a non poter convivere con il genitore.

La sentenza della Corte Costituzionale indica che “la scelta di porre la preesistente convivenza come «prerequisito» indispensabile per il godimento del beneficio rispecchierebbe, per un verso, una concezione restrittiva dell’assistenza familiare, limitata al solo nucleo convivente, e, per altro verso, una visione statica e presuntiva dell’organizzazione familiare, che può rivelarsi incompatibile con la necessità di prendersi cura, dall’oggi al domani, di una persona divenuta gravemente disabile”. In altre parole, se un figlio non può prestare assistenza continuativa al proprio genitore, potrà farlo solo se chiede il congedo straordinario, dunque bisogna dargli questa possibilità.

La Corte inoltre sottolinea che questa possibilità è una extrema ratio e che una volta ottenuto il congedo straordinario, il figlio dovrà poi convivere con il genitore disabile.

Simon Basten

Fonti: Quotidiano Sanità, Studio Cataldi, Corte Costituzionale

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