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Conferenza nazionale sulla disabilità

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Conferenza nazionale sulla disabilità

Si è conclusa a Firenze la V Conferenza Nazionale sulla Disabilità, una due giorni (16-17 settembre) che ha riunito parti sociali, organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e che si è svolta in concomitanza con il decimo anniversario dell’approvazione della Convenzione ONU sui Diritti dei Disabili. Quasi duemila partecipanti, due sessioni plenarie e molti gruppi di lavoro e workshop.

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Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha visitato la Conferenza Nazionale sottolineando come la disabilità sia una delle priorità di questo governo: “Il tema della disabilità, che abbiamo affrontato per il “Dopo di Noi” e per le altre leggi approvate, è per il governo della Repubblica un pilastro. Credo, anzi, che nella legge di stabilità riusciremo ad aumentare, anche se di poco, il fondo per la non autosufficienza”.

La Conferenza si è chiusa con un’interessante tavola rotonda alla quale hanno partecipato varie voci di istituzioni e società civile. Per Pietro Barbieri, portavoce del Forum del Terzo Settore, l’aumento al fondo per la non autosufficienza “è necessario, ma non sufficiente a promuovere l’emancipazione delle persone con disabilità”. Per Barbieri neanche il Programma d’azione basta, quello che è fortemente necessario “è un impegno forte non solo da parte del governo, ma anche della società civile”.

Alla Conferenza erano presenti anche la FISH e la FAND; per il vice presidente dell’Associazione Nazionale Diabetici, è stato dato poco spazio alle due associazioni. Quanto a FISH, il presidente, Vincenzo Falabella, ha affermato che: “Il Programma accoglie in larga misura le istanze espresse dall’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità”, “FISH però ha voluto anche sottolineare come del precedente Programma ben poco sia stato attuato” e che serve un necessario “cambio di passo, di relazioni, di governance altrimenti anche questo Programma rimarrà lettera morta.”

Per Falabella occorre iniziare da “una condivisa nozione di persone con necessità di sostegno intensivo, differenziato sulla base dell’intensità del sostegno necessario. E di qui partire per fissare livelli essenziali di assistenza e quindi diritti certi ed esigibili in ogni angolo del Paese”.

La Conferenza per la disabilità è stata conclusa dal ministro per il Lavoro, Massimo Poletti che ha sottolineato: "Nella legge di bilancio 2016 sul 2017 avremo la forza di destinare una quota di risorse importanti. C’è sempre la possibilità di fare meglio anche quello che si fa bene”; per quanto riguarda il Dopo di Noi, il ministro ha affermato che il decreto sta per essere discusso.

È necessario anche parlare di disabilità e lavoro: “Noi possiamo fare una buona legge, ma se non riusciamo a migliorare la sensibilità sociale e la responsabilità individuale, non c'è decreto che cambi la realtà della società, la società cambia se ognuno di noi dà segno e valore a queste esperienze e considera la disabilità una ricchezza nella pluralità nella quale ci troviamo ad agire”, ha concluso il ministro.

Chiara Laganà

Fonti: Superabile, Gonews