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Ci sono città accessibili in Italia?

Intervista |time pubblicato il
Ci sono città accessibili in Italia?

Le nostre città sono realmente accessibili? Si e no. Alcuni comuni sono molto avanzati dal punto di vista dell’accessibilità, ma ce sono altri che non sono ancora riusciti ad adottare i Peba, i piani di eliminazione delle barriere architettoniche, che, anche se non perfetti, sono almeno un punto di partenza. Questo è quanto ci ha detto Roberto Bazzano, Presidente della Cooperativa Sociale Bandiera Lilla.

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Bandiera Lilla si occupa di riconoscere, valutare ed assegnare il riconoscimento Bandiera Lilla a quei comuni Italiani che hanno un’accessibilità superiore alla media e che prestano particolare attenzione nei confronti del turismo accessibile. Un comune Bandiera Lilla ha servizi e progetti in atto che sono volti a favorire l’accoglienza di turisti con disabilità motorie, visive, auditive e patologie alimentari.

Bandiera Lilla ha contattato e valutato centinaia di comuni Italiani. “Il nostro scopo vero è stimolare la crescita dell’accessibilità turistica dei comuni Italiani da un lato, aiutandoli, stimolandoli e suggerendo vie di miglioramento, e dall’altro lato fornire informazioni preziose alle persone con disabilità su come possono muoversi durante le loro vacanze nei comuni che abbiamo riconosciuto come comuni Bandiera Lilla”.

“L’accessibilità in Italia è un po’ a macchia di leopardo” ci racconta Bazzano, “quindi non si può parlare di un’accessibilità diffusa. Ma questo ci permette di vedere che in diversissime parti d’Italia ci sono comuni accessibili indipendentemente dal fatto che siano comuni costieri o addirittura montani, termali, o città d’arte”.

E’ chiaro che per vari motivi, geografici, storici e architettonici, non tutti i comuni possono essere accessibili al 100%, ma “l’importante è realizzare il meglio di quello che si può fare con quello che si ha a disposizione. Gli interventi spot, se non sono collocati in un’ottica più ampia che preveda l’accessibilità organica di tutto il comune, rischiano di diventare cattedrali nel deserto”.

Simon Basten
Video: Marco Marcotulli