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Che percorso hanno seguito i ceppi di COVID-19 presenti in Italia?

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Che percorso hanno seguito i ceppi di COVID-19 presenti in Italia?

Il sito statunitense denominato Nextstrain è dedicato alla definizione dei percorsi che seguono batteri e virus nella loro diffusione e anche al monitoraggio dell’evoluzione dei microrganismi patogeni, cioè che provocano malattie. In passato, si è occupato delle epidemie del virus dell’HIV e del virus Ebola e adesso sta studiando quella del COVID-19.

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Il sito Nextstrain ha l’obiettivo di fornire aggiornamenti in tempo reale sulla diffusione e sull’evoluzione dei più importanti virus e batteri patogeni, dal virus Zika al batterio della tubercolosi. Le informazioni riportate nel sito sono prodotte a partire dal contributo di oltre cento laboratori e Istituzioni di tutti i Paesi del Mondo. Per l’Italia fanno parte di questa rete di eccellenze il Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani IRCCS di Roma e il Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.    Nel caso del COVID-19, il sito ha raccolto, al 26 marzo 2020, le caratteristiche di 723 genomi di COVID-19, identificati in 48 Paesi di sei continenti, e condivisi dalla rete che fa capo a Nextstrain. Questo risultato è stato definito, dagli stessi responsabili di Nextstrain, come un successo incredibile, in quanto identificare la sequenza dei geni di un grande virus a RNA nel mezzo di una pandemia è difficile ed è stato possibile solo grazie a un enorme lavoro svolto da decine di laboratori, che hanno condiviso tempestivamente le evidenze prodotte dalle loro ricerche. D’altra parte, si precisa che, se i dati disponibili sono stati utili a precisare alcuni aspetti dell’epidemia e a seguire la diffusione del virus, va considerato che quello che oggi si sa sul COVID-19 è basato solo su conoscenze parziali, che saranno integrate nei prossimi mesi. Circa le origini dell’epidemia, si riporta che l’epidemia di COVID-19 nella città di Wuhan ha avuto inizio da un soggetto zero nel novembre 2019, per arrivare a provocare migliaia di casi a metà gennaio 2020. Ciò vuol dire che, dalla prima introduzione a una diffusione locale ampia, sono trascorse dieci settimane. Si aggiunge che i primi passaggi negli altri Paesi nei quali si è trasmessa l’epidemia sono iniziati a metà gennaio. A proposito dei tempi con i quali si sono manifestati i diversi focolai, si spiega che essi non rispecchiano il momento di arrivo del virus, ma che esso è stato introdotto in quelle aree in un momento precedente e che l’epidemia ha “fermentato” inosservata prima di presentarsi con i primi casi. Nel rapporto pubblicato sul sito il 27 marzo, si segnala che, dai campioni raccolti in varie località europee, è emerso che il COVID-19 ha continuato a diffondersi attraverso i confini dei Paesi dell’Unione, determinando, in alcuni di essi, focolai alimentati dalle stesse varianti del virus.

Se si desidera avere maggiori dettagli sui percorsi dei diversi ceppi del COVID-19, in una pagina del sito è possibile selezionare una singola Nazione e tracciare i suoi spostamenti. Ad esempio, per quanto riguarda i ceppi presenti in Italia, si vede che essi sono arrivati in parte direttamente dalla Cina e in parte da altri Paesi Europei , nei quali il virus era stato introdotto in precedenza. È possibile anche precisare ancora di più la ricerca e vedere il percorso seguito dai ceppi che si sono diffusi in Lombardia, nel Lazio o a Milano. Un concetto esposto chiaramente nel sito è che, allo stato attuale delle conoscenze, non si ritiene che alle diverse varianti del virus corrispondano gradi variabili di aggressività. Inoltre, si sottolinea che solo le misure di “distanziamento sociale”, tipo quelle applicate in Cina prima e in Italia poi, permettono di limitare e, alla fine, di arrestare la diffusione dell’epidemia.

Il sito Nextstrain è una chiara dimostrazione dei risultati che può produrre la ricerca scientifica di alto livello ed è confortante sapere che tanti ricercatori di tutto il Mondo stiano condividendo le loro conoscenze, per contrastare nella maniera più efficace la pandemia da COVID-19.

Tommaso Sacco

Fonte: Nextstrain