MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Assunzioni disabili: le nuove norme

Notizia

PUBBLICATO

Assunzioni disabili: le nuove norme

Dal 1° Gennaio sono entrate in vigore le nuove normative per l’assunzione dei disabili, come previsto dalla Jobs Act. Con il nuovo anno si è passati dalla norma transitoria che permetteva una certa flessibilità nelle assunzioni al sistema a regime, che prevede pesanti multe per quelle aziende che non si adeguando alle novità.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Nella fase transitoria le aziende avevano la possibilità di assumere 15 dipendenti e posticipare l’eventuale assunzione obbligatoria del disabile all’assunzione del 16° lavoratore. Ora, invece, l’assunzione del disabile è obbligatoria nel momento in cui l’organico dell’azienda raggiunge la quota di 15 unità. La multa per ogni giorno che manca in organico un lavoratore disabile passa da 66,77 euro al giorno a 153,20 euro. La situazione può essere sanata anche in maniera retroattiva e la sanzione ridotta a 38,30 euro per ogni giorno di mancato adeguamento.

Le aziende con meno di 14 dipendenti sono completamente esentate da questi obblighi, mentre quelle superiori a 50 dipendenti devono avere almeno il 7% dei dipendenti iscritti alle liste. Anche le aziende in difficoltà che hanno fatto richiesta al Cigs per ristrutturazione, crisi aziendale o contratto di solidarietà sono esenti.

I destinatari della normativa sul collocamento sono:

  • le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento accertata;
  • le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento, accertata dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL);
  • le persone non vedenti o sordomute;
  • le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio;
  • i lavoratori la cui capacità di lavoro, risulti ridotta in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale a meno di un terzo.

Simon Basten

Fonti: Studio Cataldi, Blasting News, Pensioni Oggi