As We See It: su Prime Video la serie TV che parla di autismo

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As We See It: su Prime Video la serie TV che parla di autismo

È già disponibile su Prime Video As We See It la serie TV che parla di autismo con tre attori dello spettro a interpretare “se stessi”. Ideata da Jason Katims, premiato con l’Emmy, la mente dietro successi come Friday Nights Live e Parenthood (che già aveva trattato il tema della malattia, che in Italia il re-make è andato in onda sulla Rai con il titolo Tutto può succedere), è un punto di vista unico nel panorama televisivo sull’autismo.

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Anche Atypical di Netflix aveva approfondito il tema, ma nel caso di As We See It la novità è rappresentata dalla scelta del cast: Jack, Violet e Harrison, i tre ragazzi che condividono un appartamento sotto la guida della loro assistente Mandy sono interpretati da attori che si identificano come persone nello spettro dell’autismo. Rick Glassman, Sue Ann Pien e Albert Rutecki sono perfetti nei “loro” ruoli e rendono la serie TV di Prime Video unica.

Al centro di As We See It, le vite di Jack, Violet e Harrison con le loro paure, quotidianità e difficoltà nel mondo del lavoro, delle relazioni interpersonali e del vivere in un mondo che li guarda con sospetto e che li evita. Grazie all’aiuto dell’assistente Mandy interpretata da Sosie Bacon, figlia d’arte di Kevin e Kyra Sedgwick, ai loro familiari, e anche reciproco, affrontano la lunga strada verso l’indipendenza e l’accettazione.

I dieci episodi di As We See It sono un’ottima analisi delle quotidianità di un gruppo di giovani autistici alla ricerca dell’indipendenza e della tanto agognata autonomia. Tutto viene raccontato con garbo e con la giusta dose di comicità e drammaticità nell’ultimo titolo dello showrunner Katims ispirato a un format israeliano, On The Spectrum ideato da Diana Idsis e ispirato alla situazione abitativa del fratello.

Contrariamente a On The Spectrum, Katims ha fortemente voluto che i ruoli di Jack, Violet e Harrison andassero a persone che si riconoscono nello spettro dell’autismo, come ha raccontato a Forbes: “Nel nostro show tutti personaggio neurodiversi sono interpretati da attori che lo sono. Abbiamo anche altri ruoli di persone neurotipiche e gli attori sono persone che si identificano nello spettro. È importante per me perché volevo che fosse il più corretto e autentico possibile. Volevo persone dello spettro in entrambi i lati della camera da presa, abbiamo anche coinvolto altri nel team di sceneggiatori, montatori e produttori. Hanno apportato così tanto ad As We See It”.

Jack è altamente funzionale e fatica a essere accettato in ambiente lavorativo e vivrà uno choc quando scopre che il papà, interpretato da Joe Mantegna, è gravemente malato. Ha il volto di Rick Glassman, attore a cui è stato diagnosticato l’autismo solo cinque anni fa: “È stato molto bello lavorare a uno show in cui interpreto un personaggio con dei tratti in cui mi riconosco, di cui mi vergognavo o era uno strumento che non collegavo al mio talento”.

L’attore comico spera che As We See It mostri a tutti il vero volto dell’autismo, a The Independent ha raccontato: “Le persone pensano che sanno cosa sia l’autismo, ma non è così. L’ho imparato con la mia diagnosi e anche attraverso la serie TV”. Anche Albert Rutecki, il dolce e spaesato Harrison, è d’accordo con lui: “Spero che capiscano che c’è un ampio raggio di persone nello spettro autistico e non siamo tragedie monodimensionali o pieghevoli, siamo delle persone!”.

Sue Ann Pien, invece, dà il volto a Violet, giovane ragazza alla ricerca dell’amore. L’attrice si auspica che As We See It aiuti a creare un mondo più gentile: “Spero che la gente sia più paziente e comprensibile quando incontrano qualcuno con diversità, ci sono moltissimi giovani nello spettro che hanno difficoltà a trovare la propria identità: meritano di trovare dei posti dove sono amati e benvoluti”.

Le tre interpretazioni di Pien, Rutecki e Glassman sono il punto di forza di una serie TV che è uno dei prodotti più interessanti disponibili sulle piattaforme online il cui arrivo è, purtroppo, passato inosservato. Rispetto ad altri prodotti cinematografici o seriali dedicati all’autismo, per la prima volta si rende giustizia a moltissimi spettatori particolari, a tutte quelle persone che si identificano nello spettro senza rappresentare la malattia in modo caricaturale.

Molto si deve al coinvolgimento in prima linea di Jason Katims, il cui figlio è autistico, e altri membri del cast, come Joe Mantegna papà di una ragazza autistica: “È un ritratto corretto e onesto di quale sia la situazione e nient’altro: mi riconosco a livello personale”

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