Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

L’Agenzia Spaziale Europea apre la selezione per i parastronauti

Notizia |time pubblicato il
L’Agenzia Spaziale Europea apre la selezione per i parastronauti

Per la prima volta l’Agenzia Spaziale Europea apre la selezione ai parastronauti, gli astronauti con disabilità. Se per anni avere una disabilità fisica è stata un impedimento, l’ESA ha deciso di cambiare rotta e investire per adattare i propri mezzi spaziali alle persone con disabilità. Già dalla prossima selezione, che si aprirà il 31 marzo, professionisti disabili potranno proporsi nella selezione più inclusiva mai realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea.

Potrebbe interessarti anche…

Non è chiaro se nella prossima missione spaziale europea ci saranno a bordo degli astronauti con disabilità, ma ESA promette che spianerà la strada verso lo spazio per i primi astronauti professionisti con disabilità. In parallelo con la loro selezione, l’Agenzia lancia uno studio interno e con i suoi partner internazionali per scoprire come far sì che una persona con disabilità possa prendere parte a missioni spaziali. Non solo, questi studi permetteranno di rendere più sicure ed efficienti le missioni future anche per i futuri astronauti.

L’esplorazione per l’ESA è un tema di sforzo collettivo e ha deciso di estenderlo a talenti di ogni genere, età, background sociale, persone con bisogni speciali e con disabilità fisiche. Al momento bisogna partire da zero fino a qualche mese fa la rigida selezione per diventare astronauti tagliava fuori le persone disabili, con questo progetto (Parastronaut Feasibility Project, progetto di fattibilità per parastronauti) l’ESA ha deciso mandare presto una persona disabile nello spazio.

Per definire il progetto, l’Agenzia ha collaborato con il Comitato Paralimpico Internazionale per categorizzare i diversi tipi di disabilità, soprattutto quelle ritenute ammissibili. Dopo il chiarimento, il team dell’ESA ha valutato ogni categoria confrontandola con i requisiti richiesti nelle missioni spaziali sicure e utili. L’ESA rilascerà tre tipi di voti: rosso, verde e arancione.

Ogni colore di questo semaforo spaziale è legato a un tipo diverso di disabilità: il rosso è il livello e tipo di disabilità che non è compatibile per svolgere la missione e il compito richiesto in sicurezza; il giallo va dato se il tipo o il livello di disabilità potrebbe diventare completamente compatibile con la missione se vengono presi degli accorgimenti, opportune modifiche o innovazioni e il verde secondo il quale la propria disabilità è compatibile con la missione.

L’ESA ha lanciato questo progetto con l’obiettivo di comprendere le tante incognite e scoprire i prerequisiti per far partecipare un astronauta con disabilità a una missione sicura. Con studi tecnici, simulazioni, altre missioni e collaborazioni con fornitori e partner, l’Agenzia cerca la risposta a tutte le domande, ma intanto ha compiuto un importante e fondamentale primo passo per tutti i professionisti disabili. Se anche per un normodotato diventare astronauta è un sogno, i prerequisiti richiesti fino a questo momento lo rendevano impossibile e infattibile per le persone con disabilità ma l’Agenzia Spaziale Europea ha finalmente deciso di invertire la rotta.

Al momento, l’ESA sta selezionando nuovi astronauti e ha aperto la selezione a persone con le seguenti disabilità:

  • persone con uno o due arti inferiori mancanti sia dalla nascita sia per un’amputazione; nello specifico a chi manca uno o due piedi considerando anche le caviglie o a chi manca una o due gambe sotto il ginocchio;
  • persone che hanno una differenza di lunghezza fra le gambe per un trauma o dalla nascita
  • persone la cui statura è inferiore a 130 centimetri.

L’Agenzia Spaziale Europea sta considerando anche le persone con disabilità psichiche. Dietro la svolta dell’ESA c’è un desiderio di inclusività, responsabilità, dare il buon esempio e imparare dalle diversità. Includere persone con disabilità nelle prossime missioni significa imparare dalle proprie esperienze di vita e dalla loro abilità ad adattarsi ad ambienti difficili e dal loro punto di vista unico.  L’ESA, inoltre, si ritiene responsabile nel garantire un livello di inclusività nelle sue missioni e si spinge oltre i limiti e vuole così ispirare altre persone con disabilità a entrare nell’Agenzia Spaziale Europea. La missione riporterà a Terra risultati scientifici sorprendenti grazie all’expertise unica di questi astronauti. Seppure l’Agenzia non sia ancora in grado di garantire la partenza di persone disabili nelle prossime missioni, sta facendo di tutto affinché ciò accada, e come per ogni missione la situazione non è scritta sulle pagine dei libri, ma si deve scrivere e imparare facendola. Intanto per il progetto Parastronaut Feasibility Project, l’ESA impegnerà un budget iniziale di un milione di euro.

Per partecipare alla selezione e maggiori informazioni.

Chiara Laganà

Fonte: ESA