Abuso permessi 104: rischio licenziamento

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Abuso permessi 104: rischio licenziamento

La Cassazione ha dovuto di nuovo ribadire che i permessi della legge 104 servono per assistere un parente con disabilità grave e non per fare altre attività. Se si viene scoperti, il datore di lavoro è perfettamente legittimato nel licenziare la persona che ha sfidato la sorte, come indicato nell’ordinanza n. 8310/2019.

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Non è la prima volta che ci occupiamo di queste situazione: Nel 2018 abbiamo avuto una lavoratrice che aveva approfittato del permesso per portare la famiglia, senza la persona disabile, in una nota località turistica. Nel 2016 una lavoratrice, invece di assistere la madre, aveva usato i permessi della Legge 104 per frequentare un corso universitario. Entrambe erano state licenziate. In un’altra occasione un lavoratore si era salvato perché durante le ore di permesso stava facendo la spesa per la madre e la sorella disabili.

Ai lavoratori dipendenti con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/92 e ai lavoratori dipendenti che prestano assistenza ai loro familiari con disabilità grave, vengono concessi, in presenza di determinate condizioni, permessi e periodi di congedo straordinario retribuiti.

In questo caso il lavoratore aveva usato i permessi per ben sei volte per motivi diversi dall’assistenza al padre disabile. Si è scoperto il fatto perché il padre lavora nella stessa azienda del figlio e nella fascia oraria dei permessi si trovava sul luogo del lavoro.  La Cassazione ha sottolineato che per usufruire della L. n. 104 del 1992, che attribuisce al “lavoratore dipendente … che assiste persona con handicap in situazione di gravità…” il diritto di fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito, coperto da contribuzione figurativa, è necessario che l’assenza dal lavoro si ponga in relazione diretta con l’esigenza per il cui soddisfacimento del diritto stesso è riconosciuto, ossia l’assistenza al disabile; questa può essere prestata con modalità e forme diverse, anche attraverso lo svolgimento di incombenze amministrative, pratiche o di qualsiasi genere, purché nell’interesse del familiare assistito”.

Ma in questo caso non è stato così e la conseguenza è stato il licenziamento.

Simon Basten

Fonti: Italuil, Italgiure

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