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1,1 milioni ancora in attesa della prima visita per l’invalidità civile

Notizia |time pubblicato il
1,1 milioni ancora in attesa della prima visita per l’invalidità civile

Ci sono 1,1 milioni di persone ancora in attesa della prima visita per l’invalidità civile. Lo ha segnalato il Consiglio di Vigilanza dell’Inps in una recente delibera.

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È chiaro che il lockdown ha praticamente fermato le visite durante Marzo e Aprile determinando una forte aumento delle giacenze nel numero complessivo delle prestazioni. È altrettanto chiaro che durante quei mesi si è verificato anche un considerevole calo di personale medico a disposizione per fare le visite. Oltre a tutto questo, c’è stato il problema delle Regioni. La legge n.111 del 15 luglio 2011 dà alle Regioni la possibilità di autorizzare l’Inps, tramite apposite convenzioni, di accertare i requisiti sanitari, ma questa sperimentazione non sta affatto funzionando, e sono aumentati i tempi medi in diverse regioni che hanno sottoscritto le convenzioni.

La conseguenza di tutto ciò, per quanto riguarda le giacenze, è la seguente:

AttivitàGiacenze InpsGiacenze Regioni
Visite di prima istanza264.114922.931
Revisioni ordinarie408.912 
Esame verbali AS45.182 
Visite dirette – verifica verbali Asl11.262 

Ci vogliono in media 120 giorni per eseguire tutte le pratiche ma in Basilicata, Sicilia, Sardegna e Napoli si raggiungono punte di oltre 160 giorni. Il Consiglio sottolinea che ha più volte evidenziato, tramite i suoi documenti programmatici, tutti i problemi all’Inps, ribadendo che la necessità di tagliare i tempi di attesa deve essere un obbiettivo primario dell’Istituto. I risultati, fino ad ora, non sono stati soddisfacenti. 

Il Consiglio di Vigilanza dell’Inps propone urgentemente all’Istituto di elaborare un piano straordinario per risolvere la situazione soprattutto per le invalidità civili. Servono interventi e risorse aggiuntive, riorganizzare l’area medico legale dell’Inps, introdurre delle misure che effettivamente siano di semplificazione (come per esempio fare accertamenti sanitari su base documentale invece che visite) coinvolgendo i Patronati, le Regioni e anche il governo.

Simon Basten

Fonti: Inps, Agi, Avvenire