COVID-19: la corsa al vaccino

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COVID-19: la corsa al vaccino

Un articolo pubblicato sul sito della rivista Nature (Natura) ha fatto il punto sulla corsa che si sta sviluppando per la messa a punto del vaccino per il COVID-19. In particolare, si spiega come, fra i tanti vaccini in sviluppo, si sceglierà quello da impiegare su larga scala.

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Sembra passato tanto tempo da quando furono diffuse le prime notizie sull’infezione da COVID-19, che si stava diffondendo nella città cinese di Wuhan, provocando quadri di polmonite fatali. Invece, tutto è cominciato appena cinque mesi fa e oggi ci sono in sviluppo ben 90 vaccini. Anche per questo, tutte le settimane i mezzi di comunicazione si riempiono di notizie su questo o quello studio da avviare o già in corso. A che punto è questa competizione? Almeno 6 vaccini sono già sottoposti a valutazioni relative alla sicurezza, passaggio preliminare a qualsiasi verifica dell’efficacia. In seguito, i gruppi di scienziati che li hanno messi a punto, i finanziatori e tutti gli altri attori di questo scenario si confronteranno nella più grande delle sfide: dimostrare che il vaccino funziona. Per farlo, lo si dovrà somministrare a migliaia o decine di migliaia di persone e verificare, nei mesi o negli anni successivi, se i vaccinati si ammaleranno meno di chi non è stato sottoposto a vaccinazione, comunque confermando la sicurezza dell’approccio. D’altra parte, a oggi si ritiene che solo il vaccino può generare difese immunitarie tali da proteggere intere popolazioni, in quanto non si è certi che la diffusione dell’infezione nei diversi Paesi generi quella diffusa immunizzazione che previene l’ulteriore trasmissione del contagio. Per tutti questi motivi c’è una gran fretta di mettere a punto il vaccino. La corsa al vaccino si sta sviluppando in modi diversi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato l’avvio di un’unica ricerca che ne valuterà più di uno in parallelo, mentre altri stanno attivando studi singoli. Come ha riportato l’articolo di Nature, gli esperti raccomandano di coordinare queste attività perché altrimenti sarà difficile trarre conclusioni. Altre Istituzioni, Fondazioni e gruppi dedicati stanno cercando di coordinare le loro attività in questo campo. Fra i parametri in base ai quali si selezioneranno i vaccini più efficaci ci sono l’efficacia nel determinare la risposta immunitaria contro il virus, la sicurezza di impiego e la capacità di produrlo in quantità adeguate alle necessità di una vaccinazione pressoché universale. Nell’articolo si cita, fra gli altri, anche quello dell’Istituto Jenner dell‘Università di Oxford in Gran Bretagna al quale partecipano una multinazionale del farmaco e un’azienda italiana. Oltre che sulla sicurezza e sull’efficacia, la decisione su quale vaccino preferire dipenderà anche dalla facilità e dalla rapidità con la quale lo si può produrre. A proposito di tempi, si riporta che uno dei vaccini in fase più avanzata di valutazione, creato da un’azienda cinese, potrebbe essere disponibile per somministrazione “di emergenza” nei primi mesi del 2021.

In conclusione, l’articolo di Nature ha descritto un quadro molto complesso, riguardo allo sviluppo del vaccino verso il COVID-19. Per evitare perdite di tempo e dispersioni di risorse, bisogna sperare che la pressione che si è creata in questo campo, spinga verso la collaborazione sulla sua messa a punto.              

Tommaso Sacco

Fonte: Scores of coronavirus vaccines are in competition — how will scientists choose the best? Nature News 2020; 30 aprile        

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