Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Il quadro normativo e definitorio

|pubblicato il
Il quadro normativo e definitorio

Dal punto di vista normativo la disabilità  è stata oggetto in Italia di una serie di riforme e di interventi di enorme importanza tra la fine degli anni '70 e la fine dei '90. Si tratta di un trentennio nel corso del quale, seppure con tempistiche dilatate, sono stati riconosciuti e sanciti una serie di diritti fondamentali per le persone disabili, da quello allo studio, e dunque all'inclusione nella scuola "normale" per tutti a quello all'inserimento lavorativo.

Potrebbe interessarti anche…

In particolare, le leggi del 1971 e del 1977 sull'inclusione scolastica, e poi la legge 104 del 1992 e la 68 del 1999, che sanciscono e normano il diritto all'inclusione lavorativa e all'integrazione sociale delle persone con disabilità , disegnano un panorama legislativo per molti aspetti all'avanguardia, che a tutt'oggi però non risulta applicato nella sua pienezza.

L'inizio del decennio scorso è stato infatti segnato in modo radicale dall'avvio del processo devolutivo, per cui a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione la questione della disabilità , specie per quello che riguarda gli aspetto sociali e socio-sanitari, è stata demandata in modo pressoché totale, con la devolution sanitaria e socio assistenziale, a Regioni ed Enti Locali.

Ad oltre 10 anni da quelle scelte risulta oggi necessario fare il punto della situazione, in considerazione da un lato della tendenza demografica generale che fa osservare in Italia un aumento drastico della popolazione anziana, al quale è più che prevedibile che si accompagni un altrettanto importante aumento della non autosufficienza, dall'altro lato il progresso delle conoscenze scientifiche offre oggi migliori e più sensibili strumenti diagnostici, che permettono di individuare precocemente e con maggiore precisione una gamma di disturbi e problematiche dell'età  evolutiva molto più vasta di quanto non accadesse in passato, configurando un bisogno ed una domanda crescente di attenzioni e di servizi in ambito sia scolastico che extra-scolastico.

Secondo la stima realizzata dal Fondazione Cesare Serono e Censis nel 2010, nell'ambito di questo stesso progetto e basata sulla percezione soggettiva della disabilità , complessivamente la quota di persone con disabilità  sul totale della popolazione risulta pari al 6,7%, circa 4,1 milioni di persone. Applicando a questo dato il tasso di crescita della popolazione disabile previsto dall'Istat, diventa lecito aspettarsi che nel 2020 le persone disabili arrivino a 4,8 milioni (7,9% della popolazione), e che il numero raggiunga i 6,7 milioni nel 2040 (10,7%).

Se da un lato, grazie a leggi e prassi innovative, l'Italia è stata in tema di disabilità  a lungo all'avanguardia in Europa, oggi il quadro appare diverso, e a quella che può essere considerata una applicazione molto parziale delle leggi vigenti corrisponde un dibattito pubblico sul tema della disabilità  molto sottotraccia, riservato per lo più agli addetti ai lavori (quando non esclusivamente ai diretti interessati e alle loro famiglie) e nella maggior parte dei casi incentrato sulle possibilità  di recuperare risorse economiche da questa voce di spesa pubblica.

Tutti i Paesi indagati nell'ambito del confronto internazionale, infatti, hanno conosciuto negli anni 2000 uno step importante nell'evoluzione della legislazione sulla disabilità : se nel Regno Unito si è trattato di aggiornamenti e modifiche alla Disability Discrimination Act, promulgata per la prima volta nel 1995, emendata diverse volte e infine confluita nella più ampia Equality Act del 2010, Francia e Spagna hanno promulgato Leggi-quadro nel corso degli anni 2000: la Loi Handicap del 2005 ha riformato profondamente l'approccio alla disabilità  in Francia, così come il combinato disposto della LIONDAU (2003) e della Ley de Dependencia (2006) ha ridisegnato il sistema dei diritti e dei benefici in Spagna. Anche in Germania (nel 2002 e nel 2006) il decennio trascorso ha visto la promulgazione di Leggi importanti sui diritti delle persone con disabilità , e soprattutto la ratifica della Convenzione ONU del 2006 (avvenuta nel 2009) ha dato un nuovo impulso all'analisi e al ripensamento del sistema di protezione ed inclusione delle persone con disabilità .

Più in generale, osservando l'evoluzione degli strumenti normativi nei principali Paesi Europei, la sensazione che si riceve è che in Italia la disabilità  sia trattata e percepita, a livello tanto mediatico quanto politico, come una questione eminentemente assistenziale e non una fattispecie cruciale del tema dell'uguaglianza, e dunque una questione di inclusione, di integrazione e di promozione dei diritti civili.

Contatta l'esperto

CONTATTA GLI ESPERTI

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda
Iscriviti alla newsletter

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi gli aggiornamenti

Iscriviti