Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Tutto il mio folle amore, l’incontro fra un padre e un figlio autistico nel film di Salvatores

Tutto il mio folle amore, l’incontro fra un padre e un figlio autistico nel film di Salvatores

Al centro di Tutto il mio folle amore c’è il rapporto ritrovato fra padre e figlio, un genitore assente e un figlio affetto da autismo. Il film, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, è diretto da Gabriele Salvatores ed è ispirato al romanzo di Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura (pubblicato da Marcos y Marcos), che racconta il road trip di un padre e un figlio autistico in USA e in America Latina.

Potrebbe interessarti anche…

Claudio Santamaria interpreta il padre Willi, il Modugno dei Balcani, mentre Vincent ha il volto dell’esordiente Giulio Pranno. A completare il cast, Valeria Golino e Diego Abantantuono. Dopo un concerto a Trieste, il cantante Willi decide di riallacciare il rapporto con il figlio 16enne Vincent che non ha mai conosciuto e che non sa soffrire di un disturbo legato allo spettro autistico. Dopo essere stato allontanato dalla madre Elena e dal compagno e padre adottivo di Vincent Mario, Willi parte per i Balcani e con lui... Vincent.

Valeria Golino era protagonista di Rain Man, un altro dei film che parlavano di autismo: “Sono due road movie con protagonisti due fratelli e un padre e un figlio che si rincontrano, scontrano, riconoscono, rieducano a vicenda e si migliorano, anche se non è detto che si migliorino. Sono due film molto vitali in cui c’è una gioia intrinseca. Quando è stato fatto Rain Man era il primo film in cui si parlava di autismo, oggi sono altri tempi, spero che tutti noi abbiamo un’altra consapevolezza e ci siano molti meno pregiudizi su l tema”.

Claudio Santamaria e Giulio Pranno interpretano Franco e Andrea Antonello, i due protagonisti del libro di Ervas: “Il film è ispirato a questo libro - spiega Santamaria nella conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia - e ha in comune il viaggio fra padre e figlio con una forma di autismo, ma non ha nulla a che vedere con la storia raccontata in Rain Man. Lì c’era una sorta di fascino dell’autismo, qui al centro del film c’è un folle amore che non riesce pienamente. È un viaggio che ha riflesso quello che i due personaggi hanno dentro”.

Willi non sa quale sia il problema di Vincent ed è per questo motivo che non lo tratta diversamente: “Non ha verso di lui una forma di pietismo, non lo tratta con i guanti bianchi, lo tratta da pari a pari. Attraverso questo rapporto Vincent esprimerà il suo folle amore e il mio personaggio imparerà a essere padre”.

Il 16enne Vincent è interpretato da Giulio Pranno, giovane attore al suo primo ruolo, e per portarlo sullo schermo ha chiesto aiuto ad Andrea Antonello, il vero protagonista della storia: “Ho passato molto tempo con lui, per me è stato il momento di maggior fortuna perché mi ha aperto gli occhi sul mio personaggio. Non volevo fare una copia di Andrea, nel film non mi chiamo Andrea, ma Vincent Manzano. Ho colto la sua anima, è una persona magnetica, briosa e frizzante; tutto questo era presente nella sceneggiatura e conoscere questi suoi lati mi ha aiutato molto”.

Al centro del film c’è anche la tematica del viaggio, un viaggio in cui Vincent - che deve il suo nome a una canzone di Don McLean - trascina i tre adulti più importanti della sua vita costringendoli a fare i conti con loro stessi e il folle amore che gli hanno dato in questi anni, come ha scritto nelle note di regia il regista: “Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità”.

Tutto il mio folle amore arriva in sala il 24 ottobre, distribuito da 01 Distribution.

Chiara Laganà

Contatta l'esperto

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda
Iscriviti alla newsletter

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi gli aggiornamenti

Iscriviti