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Stato d’ebbrezza, il film che racconta la lotta contro l’alcolismo.

Stato d’ebbrezza, il film che racconta la lotta contro l’alcolismo.

Stato d’ebbrezza racconta la lotta contro l’alcolismo di Maria Rossi, comica reggiana famosa per essere apparsa in TV in programmi di grande ascolto, per poi scomparire. Maria ha lasciato le luci della ribalta per curare la sua dipendenza dall’alcool, e adesso la sua storia è raccontata in un film interpretato da Francesca Inaudi e diretto da Luca Biglione.

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“Penso che sia un prodotto fatto bene, rivedersi è stato una pugnalata, ho provato emozioni vere perché quello che c’è nel film sono cose vere”, ha detto la comica reggiana protagonista del film.

In Stato d’ebbrezza Maria beve spesso, lo fa da quando è scomparsa l’amata madre, e nega di aver un problema con l’alcool finché non viene ricoverata in clinica per 45 giorni con un TSO: da lì inizia il suo lungo e difficile percorso di disintossicazione:

"Tutti i ricoverati corrispondevano al mio ricordo, era corretto perché ho collaborato con la sceneggiatura. Ho convissuto con loro per 45 giorni che mi sono sembrati 28 anni, anche perché con il TSO non puoi uscire, io ci ho provato ma mi hanno tirato giù dalle reti. Il dramma è il dopo, perché i bar restano aperti”.

Il film di Luca Biglione decide di approfondire le amicizie nate in casa di cura fra Maria e gli altri pazienti. La parte relativa alla casa di cura è ben raccontata, ma è ben recitata soprattutto dalla protagonista Francesca Inaudi.

Maria Rossi ha raccontato gli anni bui di dipendenza dall’alcool e come oggi ne sia uscita:

“Iniziavo a bere alle 6, avevo un alcolismo compulsivo quindi bevevo tanto, poi stavo male e continuavo a bere perché vedevo come stavo. Oggi non è che sia tutto quest’equilibrio, ci sono cose che ho un po’ rimosso, ci sono dei momenti che mi ricordano quelle robe lì, poi lo rimuovo perché è stato brutto far soffrire tutta quella gente lì. Gli amici che poi dicevano mi prendi in giro: non è vero che hai bevuto. L’alcolista è falso e mente a se stesso e agli altri”.

L’esperienza della casa di cura, quei 45 giorni, sono stati fondamentale per Maria Rossi:

“Oggi se avessi un’amica alcolista, la prendo e la sbatto in una clinica e vado via. Ho visto una far così: lei era depressa, pesava 30 chili. L’ha buttata lì dentro, si è presa della stronza, ma dopo sei mesi questa ragazza stava bene. Questo deve fare un’amica, nessuno può aiutarti, chiunque ti dà una birra e te l’ammazza. Per aiutare qualcuno ci vuole una struttura, nessun umano ce la può fare. Dei ricoverati d’allora solo tre si sono salvati, poi c’è gente che sta un anno o due e ricomincia e poi lo rimettono dentro”.

A scatenare l’alcolismo di Maria Rossi era stata la perdita della madre, come si vede nel film e anche la professione di comica non l’aveva aiutata, in un’intervista ha detto: “Si beve da ragazzi per ridere e da adulti si beve per vivere”.

“A 16 anni per cosa bevi, bevi per ridere… ma che bella frase che ho detto”.

Maria Rossi oggi sta bene dopo essere riuscita a sopravvivere all’inferno e la sua discesa negli inferi viene raccontata in Stato d’ebbrezza, da oggi al cinema, distribuito e prodotto da Stemo Production.

Chiara Laganà

 

 

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