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Special, la serie di Netflix che parla di disabilità e di omosessualità

Special, la serie di Netflix che parla di disabilità e di omosessualità

Special è già da qualche giorno disponibile su Netflix, la piattaforma leader mondiale di video on demand, e ha la disabilità come protagonista. Il protagonista e l’ideatore della sitcom, Ryan O’Connell, è infatti affetto da paralisi celebrale infantile e la sua disabilità è uno degli elementi principali dello show.

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Prodotta da Jim Parsons, Golden Globe per aver interpretato Sheldon in The Big Bang Theory, Special ha per protagonista Ryan, un ragazzo con paralisi celebrale infantile. Ryan ha da poco ottenuto un lavoro e decide di mentire sulla sua disabilità dicendo a tutti che zoppica a causa di un incidente.

La trama è in parte basata sul libro autobiografico scritto da Ryan O’Connor, I’m Special: And Other Lies We Tell Ourselves. Ryan - nel corso della brevissima prima stagione - riesce ad andare a vivere da solo e vivere la sua omosessualità. Ogni episodio ha una durata di 15 minuti e al momento su Netflix sono disponibili i primi otto.

Prima del debutto come attore e ideatore della serie TV, O’Connell ha sceneggiato alcuni show televisivi di successo come l’ultima stagione di Will & Grace, Daytime Divas, Diario di una nerd superstar e il film TV Red Hook. Diventare protagonista del proprio show è stata una sorpresa: “Mi sembra ancora surreale perché non pensavo fosse possibile - ha raccontato a NBC News - lavoro a Hollywood da sei anni e so che anche le migliori idee per nuovi show di talento hanno difficoltà a vedere la luce; riuscire ad avere quest’opportunità e diventare uno show è anche più raro”.

La paralisi celebrale infantile è protagonista sin dalla primissima scena della sitcom, quando Ryan inciampa davanti alla bambina dei vicini che gli chiede cosa abbia: “La paralisi celebrale è una disabilità causata da un danno celebrale avvenuto prima, durante o dopo il parto e si manifesta attraverso la mancanza di coordinazione muscolare”.

Dopo averlo scoperto, la bambina gli urla in faccia e nella scena immediatamente seguente Ryan parla con il suo terapista di alcune impossibili conquiste, Ryan - come il suo personaggio - è infatti anche un gay dichiarato: “In quanto disabile vuoi sentirti sexy - spiega a Vulture - sembra disgustoso, ma vuoi diventare un oggetto perché i disabili sono stati ignorati e de-sessualizzati ed è qualcosa che ti rovina. Vado in palestra e sono piuttosto figo, prima guardavo il mio corpo come un fallimento e adesso sono così in soggezione del mio corpo e di quanto forte possa essere. Allo stesso tempo penso che se riesci a vedere i miei muscoli la paralisi celebrale andrà via è come se volessi spazzare via la mia disabilità”.

Divertente, dissacrante e profondamente vera, Special è - come dice il titolo stesso - una serie TV speciale perché tratta dell’argomento disabilità con leggerezza e senza mai cadere nel pietismo. In un episodio, Ryan torna molto insoddisfatto da un appuntamento al buio con un non udente: “Non so tutto della disabilità, so solo quello che ho vissuto - ha raccontato a Time - a dodici anni sognavo di avere e interpretare uno show tv tutto mio, non stavo riflettendo propriamente, volevo solo uscirne vivo”.

Special è uno degli show più ricchi di vitalità attualmente a disposizione su Netflix e non solo.

Chiara Laganà

Fonti: Vulture, Time, NBC News

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