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Resilienza, la storia di Alessandro Cavallini raccontata in un docufilm

Resilienza, la storia di Alessandro Cavallini raccontata in un docufilm

La definizione di Resilienza, in psicologia, è la capacità di reagire a traumi e difficoltà. A questa caratteristica è dedicato un docufilm firmato da Paolo Ruffini, nel quale racconta Alessandro Cavallini, un 14enne vittima di un neuroblastoma, non legandolo alla sua malattia, ma mostrandolo appassionato di vita e con un atteggiamento più che resiliente. Ed è proprio il significato di resilienza che Ruffini chiede ad alcuni medici che hanno a che fare quotidianamente con la malattia, nello specifico malattie che colpiscono i bambini.

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Una storia particolare per Paolo Ruffini: “Conosco i genitori di Alessandro, Rita e Giovanni, siamo amici da molto tempo e conoscevo anche Ale, mi hanno chiesto di tenerlo in vita e allora ho realizzato questo documentario”.

Nel documentario seguiamo Alessandro e la sua famiglia in ogni tappa del processo della malattia, ma allo stesso tempo vediamo come il protagonista non abbia mai perso la forza d’animo, lo vediamo ballare hip hop, sul palco insieme al comico livornese. Nulla lo poteva fermare.

“Tante cose mi hanno fatto crescere in questo documentario e ho scoperto che il linguaggio non aiuta: non ci sono parole dedicate a un genitore che perde il proprio figlio. Io non ne ho quindi non so cosa si possa provare”, spiega il comico e regista livornese.

A colpirlo è stata la resilienza di Alessandro, “a dire il vero è una legge fisica e non per forza si deve applicare a contesti gravissimi”. Nonostante sia mancato già da qualche anno, Alessandro voleva vivere e ha sempre ridicolizzato la sua malattia.

Resilienza, al momento rimane senza distribuzione né passaggio televisivo, nonostante sia un docufilm fatto molto bene, un inno alla vita vissuta pienamente anche se si è molto malati. Resilienza si divide in alcuni atti ed è realizzato mescolando interviste a immagini dove si vedeva tutta la vitalità di Alessandro.

“Il padre di Alessandro è un direttore della fotografia, ha fatto molte riprese in ospedale senza mai la voglia di pubblicarle. Comunque c’era la voglia di farne un film, di documentare la vita di Ale e delle tante persone che popolano la storia di questa famiglia”, prosegue il regista alla presentazione a Roma del documentario.

“Chiunque abbia perso qualcuno - prosegue Paolo Ruffini - sa che la vita può essere feroce, ma anche ferocemente meravigliosa”. Resilienza parla proprio di questo, della straordinaria forza d’animo di Alessandro e del suo potere di trasformare le avversità, il limite in opportunità.

Alessandro ci regala con i suoi sorrisi una lezione di vita: “Resilienza rispecchia cosa succede dentro un ospedale alle famiglia che sono colpite da una perdita”, ha continuato il regista livornese.

Nonostante Alessandro non sia più qui a raccontare di persona la sua storia, lo fa con il suo sorriso, un film “che dà valore alle cose tristi”, ma senza commiserarsi.

Resilienza è anche un documentario che parla di tutte le anime che lavorano dentro un reparto di oncologia pediatrica, fra loro anche una compagnia di clown in corsia:

“Questo film è partito con una ricerca sulla risoterapia, poi mi sono chiesto perché lo faccio se non ho nessuno di prossimo che ne soffre, ma non è necessario avere della casistica vicina: sei un vettore e sei talmente fortunato che mi sono sentito di fare qualcosa”.

Di fronte alla sofferenza, a qualsiasi età, abbiamo un approccio negativo, una fase di negazione che non porta a nulla: anche se è difficile lottare contro dei mostri invisibili, bisogna continuare a farlo.

In Resilienza si dà anche ampio spazio alle attività e agli operatori che hanno alleviato il dolore di Alessandro: Make A Wish, il programma che permette ai bambini di realizzare il loro ultimo sogno e i clown dottori di Ridolina.

La storia di Alessandro non è l’unica presente in Resilienza, compaiono altri malati e familiari di altri malati, la domanda resta però sempre la stessa: perché è capitato proprio a me? Probabilmente perché si ha la forza d’animo per poterlo affrontare, in una parola, resilienza.

In attesa della distribuzione potete acquistare il DVD di Resilienza sul sito dell’associazione ONLUS creata in onore di Alessandro: Sui passi di Ale. Tutti i proventi delle vendite saranno devolute all’ONG.

Chiara Laganà

 

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