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Don’t Worry, la storia di John Callahan al cinema

Don’t Worry, la storia di John Callahan al cinema

È già arrivato in sala Don’t Worry, l’ultimo film di Gus Van Sant dedicato alla vita del vignettista John Callahan, interpretato da Joaquin Phoenix. Presentato alla Berlinale, Don’t Worry, titolo originale Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot (Non preoccupatevi, a piedi non andrà lontano), il film ha al centro la dura lotta per mantenersi sobrio di Callahan, alcolizzato e paralizzato a seguito di un incidente causato per guida in stato ebbrezza.

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Phoenix interpreta John Callahan, un vignettista di Portland che dedicò moltissime delle sue opere a soggetti macabri e alla sua relazione con la disabilità. A soli 21 anni John è vittima di un incidente che lo rende paraplegico, ma ciò nonostante, la sua vita continua a essere guidata dall’alcool finché non scopre che nel disegno trova più sollievo.

Il ruolo da protagonista sarebbe dovuto essere di Robin Williams che acquistò i diritti della biografia del vignettista Callahan, scomparso nel 2010. Uno dei motivi che spinse l’attore di Good Will Hunting a comprare i diritti del libro fu anche l’amicizia che lo legava a  Callahan.

Van Sant conosceva il vignettista di Portland: “Era molto famoso. Viveva nella zona a Nordovest della città quando non era ancora così costosa come lo è adesso, era la zona della classe operaia; ci vivevano moltissimi punk, perché si poteva affittare una casa per 400 dollari al mese e ci si poteva stare in tanti. Lo vedevi spesso sfrecciare sulla sua sedia a rotelle sul marciapiede sotto alla pioggia, con i suoi capelli rossi che sventolavano”.

Per prepararsi al ruolo, Phoenix ha frequentato il centro di riabilitazione dove si curò Callahan.

Il vignettista americano regalò per 27 anni i suoi disegni arguti alle riviste di Portland, pubblicati in testate nazionali e internazionali. Amava dire che “la commedia è l’arma principale che abbiamo contro l’Orrore, grazie ad essa possiamo combattere la morte”.

Il film che porta la vita di John Callahan sullo schermo parla più della dipendenza dall’alcool e del suo estro artistico che della sua strada per la guarigione. La struttura narrativa del film rende faticosa la visione e la scoperta della vita di John Callahan; anche i suoi protagonisti brillano poco.

Chiara Laganà

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