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Dafne, un papà e la figlia con la sindrome di Down

Dafne, un papà e la figlia con la sindrome di Down

Dafne arriva finalmente in sala. Il film che parla del rapporto fra un padre e una figlia con la sindrome di Down sarà al cinema dal 21 marzo, distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Il film ha vinto il prestigioso premio FIPRESCI alla Berlinale, dove era in programma nella sezione Panorama.

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Dafne è una donna di 35 anni, lavora in un supermercato, adora ballare e fare lunghe passeggiate. La sua vita cambia quando la madre, Maria, muore improvvisamente e lei deve prendersi cura di se stessa e del padre, Luigi, da anni affetto da depressione. Lo stesso papà che ha sempre accettato con fatica il fatto che l’unica figlia abbia la sindrome di Down.

Dafne è interpretata da Carolina Raspanti, ed è stato l’incontro con lei a convincere Federico Bondi a realizzare questo toccante film sul rapporto padre-figlia: “Un giorno, qualche anno fa, vidi alla fermata dell’autobus un padre anziano e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Fermi, in piedi, tra il via vai di macchine e passanti mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. Dafne nasce da questa immagine-emozione, la scintilla che mi ha spinto ad approfondire. Sono entrato con curiosità in un mondo che non conoscevo, finché ho avuto la fortuna di incontrare Carolina Raspanti, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film ma anche per la mia vita”.

È l’esordio sul grande schermo per Carolina Raspanti che con Dafne condivide il lavoro come cassiera in un IperCoop, ed è alla sua prima esperienza come attrice, una giovane star che ha condiviso la scena con due attori “più navigati” come Antonio Piovanelli e Stefania Casini.

Al centro del film di Bondi c’è un rapporto da dover ricostruire da zero ed è anche uno scontro fra l’estrema vitalità di Dafne e la voglia di silenzio del padre Luigi. Un film profondamente reale e tradotto sul grande schermo da Bondi senza l’uso di artifici, quella di Dafne è una storia vera che può toccare chiunque.

Sul set di Dafne, come sottolinea anche Bondi al suo secondo film dopo l’ottimo esordio Mare Nero del 2008, Carolina Raspanti ha insegnato a tutti come affrontare la sua “diversità”: “Carolina non subisce la propria diversità ma la accoglie, ci dialoga, vive la sua condizione con matura serenità. In un mondo che obbliga all’efficienza e all’illusorio superamento della sofferenza (esiste ormai anche la pillola per il lutto!), Carolina/Dafne ci ricorda ad accettare, nei suoi limiti, la condizione in cui ci troviamo e di viverla pienamente”.

Dafne esce al cinema il 21 marzo nella Giornata Mondiale per le persone con la Sindrome di Down ed è un bellissimo ritratto delle persone disabili, come sottolinea lo stesso Bondi nelle sue note di regia: “Un invito, almeno negli intenti, ad abbandonare l’atteggiamento rigido del pregiudizio e sentimenti come la paura, a volte persino l’orrore o più spesso la compassione davanti al diverso”.

La portatrice “sana” di queste sfaccettature del film è Carolina/Dafne con tutta la sua naturalezza: “Grazie alla sua ironia e, contemporaneamente, all’estrema serietà di cui la ragazza si fa portavoce: per lei la vita è una lotta da affrontare a viso aperto”. Per lei e le tante Dafne nate con un cromosoma in più, quasi 40mila solo in Italia: “Non è una malattia, è una condizione genetica che accompagna per tutta la vita le persone nate con un cromosoma in più. Tuttavia, non esiste una persona Down uguale a un’altra, proprio come non c’è una persona normodotata uguale a un’altra. Carolina è Dafne. La “realtà” è stata l’ispirazione e il metodo mentre scrivevo e mentre giravo. Non è stata Carolina ad entrare nel film (non ha mai letto una sola pagina della sceneggiatura), è stato il film a piegarsi a lei”.

Dafne vi aspetta al cinema dal 21 marzo: sarà presentata dal regista e dal cast al Cinema Lumière il 21 marzo a Bologna, il 22 marzo al Cinema Mignon e al Nuovo Cinema Aquila a Roma e il 23 marzo al Cinema Mexico di Milano.

Chiara Laganà

 

 

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