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Conta su di me, il film che parla della malattia e di una straordinaria amicizia

Conta su di me, il film che parla della malattia e di una straordinaria amicizia

Arriva in sala Conta su di me, il lungometraggio premiato all’ultimo festival di Giffoni come miglior film Generator +13. Conta su di me racconta la storia di un’amicizia sui generis fra un trentenne scapestrato che non sa cosa vuole dalla propria vita e un quindicenne affetto da una cardiopatia sin dalla nascita.

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Lenny ha 30 anni e conduce una vita piena di eccessi: droghe, alcool, serate in discoteca e decappottabili lanciate nella piscina di famiglia. Il padre, il dottor Reinhard, ha deciso di tagliarlo fuori economicamente, ma prima gli dà un’ultima opportunità: prendersi cura di un suo paziente, il quindicenne David, che ha trascorso la sua vita fra cliniche e ospedali per curare una malattia al cuore che potrebbe causargli la morte. Fra i due si crea un legame unico.

Conta su di me è ispirato alla storia vera di Daniel Meyers e del suo “amico” Lars Amend raccolta nel best-seller tedesco Dieses bescheuerte Herz: Über den Mut zu träumen (Questo stupido cuore: sognare il coraggio). Daniel - come David - è nato con una cardiopatia, ha incontrato nella sua strada Lars, e a lui ha proposto una lista di cose da fare.

Cose normalissime - come baciare una ragazza, andare su una berlina, comprare un pigiama del Bayern Monaco, andare in discoteca, regalare rose rosse a una ragazza - che però, a causa della sua malformazione, David non riesce a fare. L’incontro fra questi modi di vivere diversi è il fulcro del riuscito film tedesco interpretato da Elyas M’Barek, star nota per aver recitato nella serie TV Kebab For Breakfast, e la star nascente Philip Noah Schwarz.

Uno degli aspetti positivi del film è il ruolo giocato dalla malattia: Conta su di me dà un ampio spazio alle preoccupazioni e alle speranze del malato David. Anche Lenny cambia, perché inizia a preoccuparsi per qualcun altro.

La vita di David e di Lenny è scandita da una serie di ostacoli che scoraggerebbero anche un adulto: pillole troppo grosse e difficili da ingerire; la bombola d’ossigeno da portarsi sempre dietro, e un’ambulanza che ti porta ovunque. Questa lotta quotidiana per la vita è il fulcro del film e non lo rende affatto melenso, come spesso sono altri film dedicati alla malattia.

L’amicizia fra i due è il fulcro di tutto il film, seppure a tratti sembri calcare la scrittura e il genere dei sick movies. Conta su di me può contare sulla regia esperta di Marc Rothemund, autore in patria di altri film che avevano la malattia come protagonista: Mein Blind Date mit dem Leben (Il mio appuntamento al buio con la vita) in cui un giovane non vedente si scontra con una serie di difficoltà mentre cerca lavoro in un hotel di lusso a Monaco e La ragazza dalle nove parrucche (Heute bin ich blond) in cui la protagonista Sophie decide di combattere il cancro indossando una parrucca diversa per ogni giorno della sua vita.

Conta su di me vi aspetta al cinema, distribuito da M2 Pictures.

Chiara Laganà

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